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Zibaldone

Conigli e scimmie

L'assordante silenzio del Presidente del Consiglio di fronte agli avvenimenti nel Mediterraneo riflette la scomoda situazione diplomatica dell'Italia

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Di Pietro gli ha dato del coniglio ma non e’ cosi’: non e’ piu’ tempo di fare i coniglio per il Cavaliere perche’ non e’ piu’ tempo di conigliette. Non sentiremo piu’ il ruggito del coniglio perche’ dal Bunga Bunga si e’ ritrovato sotto il bum bum. Le bombe fanno un rumore molto piu’ assordante e quindi lui tace.

 

 

 

Come una delle tre scimmie sagge del santuario giapponese di Nikko. E intanto si prepara a resistere come uno shogun. Ma che sofferenza, perché vede e sente, anche se fa finta di niente. E vediamo anche noi: la crescita del suo scalpo asfaltato è inversamente proporzionale all’interruzione dell’autostrada libica che stava per asfaltare con miliardi dei nostri euro. Stucco e pittura fa bella figura – diceva mia nonna. Eccolo allora in tv, come testimonial del ministero del Turismo, ad invitare a scoprire e amare l’Italia. O le italiane? Giusto, visto che per anni sono calate le nordiche per i latin lover italiani, ora va valorizzata anche la bellezza femminile del nostro Paese. Alla peggio, se non arrivano i turisti, le italiane in eccesso se le prenderanno gli emigranti tunisini. La maledizione di Annibale? Macché, siete poco informati: già molte compaesane calavano d’estate in Tunisia, come le tedesche qui negli anni ’60, e devono aver fatto l’impressione di gran signore… senza spendere nemmeno lontanamente i soldi profusi a Ruby dal Nostro. Ecco dunque perché i tunisini stanno arrivando a frotte. Qualcuna li ha illusi (circa un anno fa, a causa di una conoscente che frequentava la Tunisia, sono stata letteralmente assediata da giovanotti tunisini su Facebook che mi chiedevano l’amicizia. Meno male che non gliela ho concessa: ora me li ritroverei fuori dalla porta di casa. Non sono leghista, semplicemente non disponibile. Sì, come la Bindi).

 

 

 

C’è invece chi dice che Berlusconi non parla perché si vuole riservare un ruolo dopo. Oppure non è così convinto che Gheddafi sia sconfitto e teme le rappresaglie? Ma no, lui soffre sinceramente per il suo amico. E questo è quello che ci preoccupa di più. Abbiamo un premier che non sa discernere tra amici e delinquenti, che confonde l’amicizia con la politica, l’amore con la prostituzione. Così anche al governo abbiamo una confusione di ruoli e di competenze…. Ma almeno le avesse scelte belle, le ministre. A parte la Carfagna, siamo messi maluccio; infatti ha dovuto apparire lui nello spot anziché la Brambilla, perché non potevamo fare vedere le sue gambe in primo piano per pubblicizzare l’Italia. E il resto non è proprio il meglio della bellezza italica. Almeno il Nostro è una garanzia, nel bene e nel male…

 

 

 

Tornando all’amicizia per il Colonnello, il Cavaliere deve smettere di soffrire e considerare che, se davvero Gheddafi fosse stato suo amico, lo avrebbe difeso sostenendo che Ruby era sua nipote. Invece, niente: silenzio assoluto. E nemmeno gli ha ceduto un’amazzone per la sua difesa personale, che sicuramente gli avrebbe evitato l’operazione alla mascella, ma ha perfino cercato di sottrargli alcune aspiranti troiette. Va bene che ne abbiamo un sacco, ma non è stato un gesto da vecchi amici. Se neppure in questo ha dimostrato mutuo soccorso, chissenefrega delle bombe che gli cadono addosso.

 

 

 

Il premier crede di fare la scimmia saggia coprendosi gli occhi davanti a quello che sta succedendo a Lampedusa? Se fossero arrivate delle tunisine, le avrebbe già caricate sui nostri aerei di Stato e portate nelle sue ville a lavarsi e divertirsi. Invece abbiamo i cani leghisti che fanno i mastini pronti ad azzannare chi tenta di risalire lo Stivale, perché se la cacca rimane sotto la suola pensano che non si veda. Puzza, però. Quand’e’ che gli italiani si accorgeranno quanto puzzano anche quei cani?

 

Temo che la scimmia che non sente siamo proprio noi. In tutti i sensi.

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