Cerca

Zibaldone

Storiella nostra

Perché Silvio Berlusconi racconta barzellette sconcie a dei neolaureati? Lo ha appena spiegato anche Tim Parks sul New Yorker...

 

 

 

Perché Silvio Berlusconi non riesce a contenersi e deve raccontarne sempre una delle sue? Storielle le chiama, le barzelette spinte che fanno ridere chi le racconta ma imbarazzano chi gli sta accanto e che sarebbero inimmaginabili in bocca di un qualunque altro capo di governo europeo.

Abbiamo giá scritto in questa colonna che il Premier italiano, quando vuol dare l’impressione di un "improvvisatore", di colui che la battuta gli scappa, é invece un preciso pianificatore di tutto quello che dice e fa in pubblico. Quelle di Berlusconi non sono gaffe, non gli scappa nulla. Infatti non si pente, mai. Se poi mettono in imbarazzo il suo interlocutore o creano imbarazzo tra chi lo ascolta, come é accaduto addirittura alla regina Elisabetta d’Inghilterra ("Ma perché deve urlare in quel modo!") non importa: il suo messaggio ha comunque raggiunto il target, che sono i suoi elettori, cioé la maggioranza relativa degli italiani.

Quando durante una sessione per la foto ufficiale di un vertice mondiale a Londra gridó "Mr. Obama! Mr. Obama!" facendo arrabbiare la regina, e facendo ridere tutti gli altri leader, ottenne un preciso risultato: che giornali e tv parlassero di lui invece che uscire nella prima pagina con una foto in cui il premier italiano sarebbe rimasto relegato dietro tutti gli altri, praticamente invisibile. Ricordate il caso quando fece aspettare in piedi la cancelliera Angela Merkel perché occupato a parlare al cellulare, con le telecamere che inquadravano la leader tedesca molto seccata, mentre lui a gesti indicava che avrebbe dovuto aspettare, aveva una chiamata importante… Ecco che quel gesto da "cafone", si sarebbe poi trasformato nello spot dell’instancabile premier  chiamato a risolvere le grandi questioni internazionali e che non aveva tempo per cerimoniali inutili.

Cosí la incredibile barzelletta raccontata venerdí davanti le telecamere ad un pubblico di giovani laureati da premiare, in cui Silvio racconta di un italiano che insegna ad un tedesco a come conquistare una bella donna, non é una gaffe, anche se era evidente l’imbarazzo dei presenti, soprattutto della ministra Meloni. Il premier italiano Berlusconi che fa il gesto di versarsi dello champagne "dove non si puó dire" e imitando l’accento tedesco chiede "se funziona anche con la birra", per concludere che "non viene cosí romantico….". Provate solo a immaginarlo un altro leader di qualunque paese che faccia la stessa cosa e sia filmato…

Gaffe? Non ci crediamo. Berlusconi proprio questa settimana era atteso alla prima udienza del processo (poi rinviato a maggio) per il caso "Ruby Rubacuori". C’erano le principali televisioni del mondo. Quando il processo veramente inizierá, se ne sentiranno di tutti i colori. La barzelletta dello champagne da versarsi davanti, é il chiaro messaggio agli italiani che lui non ha nulla di cui vergognarsi. Anzi, come avrebbe giá detto ad una delle ragazze invitate per il bunga bunga, "io rappresento il sogno degli italiani", quello che loro vorrebbero essere.

Il fatto che Berlusconi, nonostante i suoi scandali e processi, in cui viene accusato di reati gravissimi come la corruzione, sia ancora il capo del governo italiano, conferma che l’Italia é un paese dove il rispettare le regole nei posti di grande responsabilitá é visto come un segno di debolezza. Nella lotta per il dominio della societá italiana,  l’onestá ti fa perdere. Come nel Palio di Siena, il fantino scelto dalla nostra contrada ancor prima di correre per vincere, deve escogitare il trucco per far perdere la contrada "nemica".

Sull’ultimo New Yorker é chiarissimo l’articolo di Tim Parks, "Booted", in cui lo scrittore inglese che vive in Italia si basa sul libro di Manlio Graziano "The Failure of Italian Nationhood" (Palgrave 2010), politologo della Sorbonne che i lettori di Oggi7 hanno il privilegio di conoscere giá. Cosí viene spiegato anche agli americani. Berlusconi non é una barzelletta, purtroppo é ancora la nostra storia.

 

Iscriviti alla nostra newsletter / Subscribe to our newsletter