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Zibaldone

Papponi e pappagalli

di Elisabetta De Dominis
Se gli italiani non prenderanno le distanze da questo puttanaio, rimarranno con il toro, ma dovranno rinunciare all'Europa

Sará anche un puttaniere, ma é un uomo di buon cuore.

Ma ve l’immaginate se invece di Berlusconi avessimo avuto come premier Bossi o uno dei suoi comprimari leghisti? Avrebbero sparato agli immigrati. “Per ora non si può” ha per l’appunto commentato Roberto Castelli, viceministro alle Infrastrutture, già ministro della Giustizia. Retrocesso come altri perché Berlusconi, sensibile alla fuga dei cervelli, chiamò delle giovani come la Carfagna, la Meloni, ecc. a fare le ministre. E all’insegna del motto “Più giovani in Parlamento” il governo ha abbassato a 18 anni l’età dei deputati e a 25 quella dei senatori. Alle prossime elezioni avremo l’onorevole Ruby e l’onorevole Minetti, mignotte di professione. Perché la Minetti ha fatto l’igienista dentale solo per hobby, considerato che le sue maggiori entrate arrivavano dall’impegno che dispiegava a prostituirsi. Un bell’impiego pulito, cioè esentasse. Chissà la sua dichiarazione dei redditi, sarebbe interessante vederla. C’è sempre da imparare. 

Dunque l’igienista mentale, come ormai è chiamata perché è proprio un cervello prezioso, ha dichiarato: “Io e Berlusconi, più uniti che mai. Sono tranquilla”. Infatti i senatori del Pdl hanno invocato azioni ispettive e disciplinari del ministro della Giustizia Alfano affinché verifichi l’operato della Procura di Milano, che avrebbe violato la Costituzione, intercettando tra l’altro le conversazioni tra il premier e il suo harem. Capite? Gli accusatori diventano accusati. I valori della nostra società vengono capovolti da dei disonesti che, come ha detto Di Pietro: “Svendono il proprio onore e la propria dignità per una poltrona”. Ma mica per poco, il Nostro paga bene per qualcosa di effimero e estremamente ingombrante come la dignità e l’onore, che servono solo a far vivere nell’indigenza.

Così, mentre la terra trema in Giappone e in Libia si muore sotto le bombe, Berlusconi continua a raccontare barzellette, per di più sul sesso orale. La lingua batte dove il dente duole. Meno male che la Minetti c’è. Col suo vestitino da infermiera, che si tolse con un solo strappo, come hanno raccontato Chiara Danese e Ambra Battilana, due diciannovenni rimaste sconvolte da una cena ad Arcore, dove si rifiutarono di fare il gioco della statuetta. Il nostro primo ministro fece girare la statuetta del suo dio di riferimento: Priapo, chiedendo alle ragazze di baciarne il pene. Sempre meglio che quello che le attendeva dopo: subire i baci e le palpate di Berlusconi e Fede. Sgomente, chiesero di andare via e Fede disse loro: “Scordatevi la carriera”, che consisteva in un posto da meteorina a 5 mila euro la settimana; il che non è poco, ed è moltissimo per due ragazze come queste provenienti da famiglie assai modeste, ma dignitose. 

Rimarranno senza l’angelo custode, pronto a far benzina quando finisce, come lo chiama Raissa Skorkina, spiegando che gliela fa perché “c’è una stima profonda”. Da parte di chi? Di lei, tanto che ha chiamato Silvietto il suo bel pappagallo.

Silvio ha sostenuto che pagava Ruby affinché non facesse la prostituta. E Ruby si è immolata perché lui non andasse a prostitute? Qualcosa non torna. Ma sì, non esistono più le prostitute, perché tutte vanno con uno solo: Iddu, come lo chiamano i lampedusani, che già attendono un miracolo anche per loro. 

Intanto il Pdl lombardo il miracolo l’ha fatto a lui regalandogli un uovo di Pasqua dal quale è uscita la stupenda violinista svedese Charlotte Crona e un toro di cristallo (“Ha due palle come le tue”). Il Cavaliere si è detto commosso. Ma purtroppo a lui basta che le donne respirino: ha proposto un bunga bunga perfino a Letizia Moratti, sindaco di Milano, e doppio perché è arrivata in ritardo.

E’ ovvio che l’isolamento dell’Italia dall’Europa sia dovuto alla bassa credibilità del nostro governo. Se gli italiani non prenderanno le distanze da questo puttanaio, rimarranno con il toro, ma dovranno rinunciare all’Europa. Il mito di Europa rapita dal toro non si può ripetere, se non nelle parodie messe in scena ad Arcore.

 

 

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