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Zibaldone

Un’occasione mancata

Una volta coinvolta nell'azione militare contro Gheddafi, l'Italia avrebbe potuto assumersi le sue responsabilita' e proporsi come nazione in grado di affermare un ruolo da leader nel Mediterraneo invece di cedere, ancora una volta, alle tentazioni dei tatticismi e dell'ambivalenza

Abbiamo perso una grande occasione. Anzi, “la” grande occasione. Quella di inserirci da protagonisti nella tragedia libica e di porre magari fine alla tragedia libica la quale di ora in ora, di giorno in giorno suona “anche” come un durissimo atto d’accusa contro l’Italia imbelle dei Bossi, dei Berlusconi, dei Frattini (Ma i Bersani, i Franceschini, le Bindi “non” si comporterebbero diversamente…). Mercoledì scorso alla Camera è stato approvato con 309 voti a favore e 294 contrari il testo presentato da Lega Nord e “responsabili” con cui il Governo Italiano intimerà alla Nato di fissare una data quale scadenza delle ostilità contro il Colonnello Gheddafi e quindi contro il regime libico. La Nato ha fatto già sapere che la proposta italiana è illogica, campata in aria, infantile. In questo l’Alleanza Atlantica ha ragione. Non si può mica muovere guerra a una Nazione stabilendo limiti temporali alla nostra azione… Ma ad assurdità di questo livello sanno giungere in scioltezza i numerosi personaggi condotti al Potere in Italia dalla elezione di Ronald Reagan alla guida della Casa Bianca, dal crollo del Muro di Berlino (di cui ricorre quest’anno il cinquantenario della costruzione), dal disfacimento dell’Unione Sovietica e di tutti gli altri Paesi al di là della Cortina di Ferro; dal ‘fenomeno’, ancora tutto da studiare, chiamato “Mani Pulite”…

Stupendo compromesso all’italiana, questo… Mirabile esempio di scaltro tatticismo. Capolavoro alla milanese, alla “meneghina”, fra due individui, Berlusconi e Bossi, i quali conoscono le “arti” del galleggiamento politico forse meglio ancora dei democristiani e dei socialdemocratici di quaranta o cinquant’anni fa. Con questo “compromesso” torna così l’armonia fra Lega e Pdl… Viene così insudiciata ancora una volta l’Italia e vengono di riflesso insudiciati tutti gli italiani i quali scelgono spesso per sé i leader sbagliati (ma non è che oggi vi sia ampia scelta…). Ancora un volta si dirà che di noi non c’è da fidarsi e che a noi tremano le gambe alla sola contemplazione di una iniziativa audace, estemporanea, originale, e per questo brillante, significativa. Ancora una volta abbiamo insomma fatto la figura di quelli che non intendono esporsi, impegnati anima e corpo nella ricerca del massimo risultato attraverso il minimo sforzo. Da un lato militiamo ancora nella Nato e riaffermiamo fiducia in quell’Onu che fin dalla sua nascita, non ha fatto altro che combinare disastri; dall’altro procuriamo a un tiranno e terrorista quale Gheddafi una preziosa ciambella di salvataggio, magari impauriti dalle sue dichiarazioni di pochi giorni fa: farò guerra all’Italia, farò piangere gli italiani.

L’occasione mancata è quella avviare e sviluppare una nostra politica estera autonoma, da Nazione che mostri la volontà di tornare sovrana e uscire dal putrido magma dell’Onu, dal grande e debilitante equivoco chiamato Unione Europea… L’occasione mancata è quella di una nostra azione politica e militare diretta, concreta, rapida, a sostegno degli insorti libici per la giusta normalizzazione della Libia. Pensate: il litorale libico va dal confine occidentale con la Tunisia a quello orientale con l’Egitto, oltre 1.500 chilometri di coste piatte, accoglienti, salvo poche asperità, a Est, come il Ciglione di Sollum e le sue propaggini. Nulla in confronto alla Normandia, a Anzio, a Salerno… Nulla. Sbarcare a Misurata, a Bengasi, a Derna non porrebbe nessuna difficoltà, nessuna oggettiva difficoltà, vista anche la modesta forza dell’apparato bellico libico, sufficiente, tuttavia, per piegare in una guerra di logoramento lo schieramento insurrezionale, grande per spirito combattivo, povero, poverissimo, per mezzi. Ma abbiamo voluto perdere anche quest’occasione, quella di presentarci come amici dei deboli, degli sfruttati, degli angariati; quella di soccorrere un popolo, o un coacervo di popoli (tripolini, cirenaici, berberi), verso il quale, come dicevamo domenica scorsa, l’Italia ha grossi doveri, doveri indicati dalla Storia, dal sangue, da interessi e aspirazioni un tempo comuni.

Il vostro qualunquista si domanda se Bossi e Berlusconi non siano usurpatori… Si può usurpare anche con la maggioranza dei voti.

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