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Zibaldone

Giocatori di ping pong

di Elisabetta De Dominis
La colpa è sempre degli altri, per i bambini, per Berlusconi e per i leghisti...

 

Ci rivedremo a Pontida. Pontida come Canossa? I leghisti aspettano al varco Berlusconi. Ma è tutta colpa sua se la Lega ha perso voti? Non sarà che Bossi e family si sono romanizzati? Per dirla tutta: hanno ‘magnato’ come gli altri? Per sistemare i suoi, Bossi ha fatto finta di fare le riforme. Ha fatto il federalismo, come dice? Sì? Strano non ce ne siamo ancora accorti, qui al Nord.
 La Lega è al governo, come fa a protestare contro il governo? Ormai Berlusconi è convinto che la Lega lavori con Tremonti per logorarlo. Sarà pure, ma non credo nelle proprietà economicamente taumaturgiche di Tremonti. E’ solo capace di aumentare l’Iva, aumentare le tasse ai dipendenti pubblici e decidere che le donne devono andare in pensione a 65 anni. Di tagli della spesa pubblica non se ne parla, di soppressione delle Province e di tanti enti inutili nemmeno. I finanziamenti alle aziende non si toccano, se poi sono vinicole sono sacre. I finanziamenti ad associazioni di tutti i generi, che sputano come funghi, sono voti sicuri. 
La colpa è sempre degli altri, per i bambini, per Berlusconi e per i leghisti. Gli accomuna un comune senso d’infantilismo. Non male giocare a ping pong con la colpa. Ci fanno venire il torcicollo a forza di seguire la pallina, però non ci confondono le idee. La colpa non è mai di uno solo. Se c’è un corruttore, c’è un corrotto. E chi ha mantenuto il partito della Lega finora? Chi ha finanziato le sue campagne elettorali? Le sue feste celtiche e i caschi da vichinghi con le corna? Tutto quello che non stava negli schermi di Mediaset, è stato sistemato a Pontida: un teatro a cielo aperto.  Quante baggianate abbiamo sentito in questi ultimi 20 anni? Ma ora è arrivato uno che le spara più grosse e che gli ha portato via fino al 10 per cento dei consensi nelle ultime elezioni comunali. Beppe Grillo si fa pagare 30 euro per il suo spettacolo comico che promette tragedie. Non fa ridere più nessuno, anzi fa piangere, anche perché ha quella voce che sembra viri in pianto da un momento all’altro. Cosa faranno Grillo, Vendola e Bersani insieme? Ve lo dico io: il nuovo circo Italia, dove non c’è niente da ridere. 
“Ora basta sberle: detteremo le condizioni al premier”. Tipo: portare dei ministeri al Nord. E chissenefrega? Ma sì, sono posti di lavoro per tacitare un po’ di leghisti.
Berlusconi non si fa dettare condizioni da chi mantiene di barba e cappello. Non se le fa dettare nemmeno dai giudici: continua imperterrito con il bunga bunga, come attestano delle intercettazioni telefoniche tra Briatore e la Santanché. Se va via lui, casca il palco con tutta la plebaglia. E non c’è più neppure bisogno del giullare, il quale ha avuto l’ardire di comportarsi come crede si debba comportare un re, dichiarando sprezzante a una precaria che voleva parlargli: “Siete la peggior Italia”.  Come se lui, Brunetta, fosse un esempio aristocratico, dove aristos in greco significa il migliore. 
Quando ero ragazza andavo da un’anziana sarta dalmata che ogni volta voleva sapere con chi uscivo. Mi chiedeva: “Come nasce?” Poi, se non riteneva lo spasimante di turno appartenesse a una famiglia rinomata, storceva il naso perché secondo lei si sarebbe comportato prima o poi da cafone, non avendo ricevuto un’educazione. La trovavo antiquata e mi irritai talmente che non ci andai più. Ora capisco quanto avesse ragione, benché a mia discolpa possa dire che con un miserabile d’animo come Brunetta non sarei uscita neppure se fosse stato bello come Alain Delon.
Bisognerà vedere chi dopo Pontida farà le corna a chi, elmetti vichinghi a parte. Ma chi vuole più una zoccola come la Lega? La detestano tutti, infatti i suoi elettori hanno spostato il loro voto. E, come ha detto un economista della Lega: “E’ venuto il tempo di spostare i pesi tra le categorie sociali”.  L’ho già scritto io tempo fa che bisogna ridistribuire la ricchezza, solo che i politici di cui disponiamo temono le scelte impopolari perché non hanno le palle, a parte quelle da ping pong.

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