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Zibaldone

Le mani in pasta

di Elisabetta De Dominis
Con il caso Bisignani lo sputtanamento è generale. Finora ci eravamo sentiti idioti, ora abbiamo capito che il requisito per fare carriera, oltre ad essere disposti a tutto, é quello di fregare e servire, leccare e imbrogliare, distruggere e prostituirsi

 

Matrimonio riparatore? Sabato si sposa la ministra Carfagna, dopo 4 anni d’amore (?), hanno enunciato pelosamente i rotocalchi. Berlusconi è il testimone della sposa. Al giorno d’oggi lo ius primae noctis non è un diritto del principe, semmai serve da salvacondotto per convolare a giuste (?) nozze. Intercettato, Roberto D’Agostino, fondatore di Dagospia (che mette on line le brutture del Belpaese), dice a Luigi Bisignani di Mara Carfagna: “E’ sempre più matta… perché l’ultima che mi hanno detto che lei vuole… pretende davvero la mano di Berlusconi… Vuole che Berlusconi la prenda, la impalmi”. Beh, si è dovuta accontentare di uno più giovane. Chissà se più intelligente. La ministra Prestigiacomo gelosa marcia di Mara, in un’intercettazione ha detto che “purtroppo Berlusconi non è intelligente. Lei gli fa quattro cose e lui cancella tutti e dà ragione a Mara”.  

La ministra Gelmini invece, confidandosi con Bisignani, risulta seriamente preoccupata per gli attacchi a Fini da parte del Giornale, il cui direttore Sallusti è fidanzato con la Santanchè, che ne è l’ispiratrice: “Tutta questa storia finirà con un governo del cazzo di Draghi. Ci stanno portando nel baratro, dobbiamo agganciare Montezemolo”.

E’ stato Bisignani – come lui stesso ha raccontato ai pubblici ministeri di Napoli – il consigliere e il protettore della Santanchè facendola entrare nel governo e facendole prendere la concessionaria di pubblicità Visibilia dei quotidiani Libero e il Riformista, trovandole pure clienti come Eni, Enel e Poste.

Santanchè peraltro descritta a Bisignani dal socio di lei Briatore come “una spietata, che non te la levi di torno…” 

Bisignani, parlando con Ronchi, in una telefonata si dice preoccupato che si vada a un governo Tremonti: quello che conta è avere nei posti chiave sempre degli utili idioti, perché “se ti tirano fuori dal cilindro uno fichissimo, poi non puoi neanche dirgli niente, no?”

Come consulente aziendale Bisignani aveva rapporti con palazzo Chigi, Opus Dei, Eni e giornali vari, Ferrovie dello Stato, Servizi segreti; come faccendiere politico con gran parte dei berluscones e con tutti quelli aderenti alla corrente Liberamente. Ora stanno emergendo gli utili idioti.

Sembra che la Lega fosse all’oscuro delle manovre di Bisignani: Castelli ha commentato di aver sempre avuto “la percezione di un potere non definito che non risiedeva solo a Palazzo Chigi”…

E il figlio di La Russa ha chiesto al padre: “Papà ma chi cavolo è questo Bisignani?”

Anche noi, gente comune, avevamo da tempo i sospetti di Castelli e non sapevamo dell’esistenza di Bisignani fino alla settimana scorsa. E siamo solo all’inizio delle rivelazioni. Insomma un giornalista radiato dall’ordine, con una condanna passata in giudicato, faceva il gran burattinaio del governo? Rispettato da tutti perché aveva le mani in pasta in tante cose, sceglieva proprio quelli che poteva manipolare meglio per sistemarli nei posti chiave del potere.

Viene a galla la pochezza di questa classe politica. Tutti parlano male di tutti, o meglio: lo sputtanamento è generale. Finora ci eravamo sentiti idioti noi a non riuscire a fare un minimo di carriera, vedendo che delle persone piuttosto ignoranti e non brillanti conquistavano invece posti nel Paese. Ora abbiamo capito che il requisito è proprio questo, oltre ad essere disposti a tutto: a fregare e servire, a leccare e imbrogliare, a distruggere e prostituirsi. La sensazione però è di scoramento, perché casa nostra, l’Italia, è infestata da imbroglioni, magnaccia, banditi. 

Tutti si aspettano da Draghi, appena approdato alla presidenza della Banca centrale europea che salvi l’euro. Forse era meglio che restasse qui e salvasse l’Italia. Invece siamo nelle mani di Tremonti che sta studiano come aumentare l’iva ai lavoratori autonomi e parasubordinati, che non hanno alcun sostegno sindacale, al fine di far la manovra da 40 miliardi necessaria al Paese. Intanto le intoccabili spese della Camera si aggirano a un miliardo l’anno. Ci sfuggono per ora quelle del governo, ma ci chiediamo cosa se ne faccia il ministro Alfano di 4 guardie del corpo, che peraltro hanno tutti i ministri. Suvvia cari ministri, siamo in democrazia, ma se temete tanto che la gente vi faccia fuori chi ve lo fa fare?

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