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Zibaldone

CHE SI DICE DALL’ITALIA/ Panino con mortadella

Tra le tante terrificanti notizie di politica e finanza ce n’è una confortante: l’agroalimentare tiene e si può... mangiare

 

Ormai è meglio pensare al cibo per non farsi abbattere dalle terrificanti notizie della politica e della finanza.Tra l’altro a parlare del mangiare si può scoprire chenon tutto è perduto per l’Italia. Anzi: c’è un interosettore industriale, quello appunto dell’agroalimentare, dove pur tra le preoccupazioni continua a regnare l’ottimismo. Perché il suo export, udite udite, continua a essere «tutto contrassegnato dal segno più». A dirlo è stato Ferruccio Dardanello, presidente di Unioncamere, che ha snocciolato un po’ di cifre: il comparto è formato da oltre 60mila aziende complessivamente in buona salute, che dà lavoro a più di 800mila agricoltori ed esporta nel mondo oltre 5.000 prodotti tipici la cui qualità è protetta da garanzie come Doc, Dop eccetera. Dardanello parlava all’Associazione della stampa estera, per presentare Grand Tour, un’iniziativa di Autogrill per promuovere il cibo italiano nell’anno del 150esimo dell’unità del Paese. La conferenza è stata interessante anche perché ha fatto capire che uno degli indicatori per valutare sul campo il reale stato di salute della nostra sempre più spaventosamente disastrata economia può essere il classico… panino con la mortadella. Mi spiego. La parola “Autogrill” a chi vive fuori d’Italia potrà dire poco. Invece è un grosso gruppo italiano dell’agroalimentare, nato da una prima fusione tra i marchi storici Pavesi, Motta e Alemagna e passato nel 1995 nelle mani della famiglia dell’abbigliamento guidata da Gilberto Benetton.
Per gli automobilisti la sosta in uno dei tanti Autogrill che costellano la rete autostradale della penisola è d’obbligo: un panino, un caffè (ma ci si può anche concedere una sosta seduti con tanto di primo, secondo, contorno e dolce) e via di nuovo alla guida. All’estero il gruppo va con marchi dai nomi diversi. Negli USA, per dire, cioè nel principale mercato estero di Autogrill non tutti sanno che la catena Starbucks opera in stretto contatto con questa azienda italiana. E che il marchio Ciao è suo. Ma al di là delle cifre (una per tutte: questo è un gruppo che nel solo Food & Beverage ha fatturato l’anno scorso più di quattro miliardi di euro), la notizia che mi ha colpita l’ha data l’amministratore delegato Gianmario Tondato Da Ruos. Il settore più in difficoltà è proprio quello autostradale, dove da tre anni si registrano perdite. Mentre va a gonfie vele quello aeroportuale, dove infatti il gruppo sta intensificando l’attività. Spiegazione: le autostrade costano e, in questi tempi di magra, la gente risparmia. Negli aeroporti occidentali arrivano voli da ogni parte del mondo. Per dirla con Tondato: «Dalla Cina e dall’India arrivano gli aerei carichi». E, una volta nello scalo, difficile non fermarsi a un punto di ristoro. Insomma: che la formula per uscire da questa tremenda crisi sia abbassare le tariffe autostradale e mangiare più panini con la mortadella?
«LA CULTURA È PRIVA DI GLUTINE». Un comunicato stampa che ti arriva così, con questa frase perentoria e un po’ misteriosa, non può non suscitare curiosità; tra le centinaia di e-mail e messaggi vari che intasano le caselle elettroniche dei giornalisti dell’era contemporanea e che ormai vengono quasi tutte cestinate a priori, diventa impossibile non leggerla. E anche se si scopre che si tratta di una serata su una delle tante magnifiche terrazze romane – in questo caso quella dell’hotel Radisson Blu, in pieno centro cittadino e con vista affascinante sulla Città Eterna – e che si tratta di una serata culinaria in cui, per citare a caso dal menù, ci sarà una promettente “pasta al pesto, ricotta e pomodori calabresi” si scopre subito che quella in programma stasera promette di essere qualcosa di diverso dalla solita abbuffata per giornalisti e ospiti vip. Perché la celiachia, cioè l’intolleranza al glutine che impedisce di mangiare pasta, pizza, pane, è una limitazione seria e inappellabile. Anche se, come dicono gli organizzatori – la sezione del Lazio dell’AIC, Associazione italiana celiachia – «uno su dieci che ne è affetto ancora non lo sa». Con conseguenze facilmente immaginabili. Celiachia però, a quanto pare, fa anche rima con Facebook, con buona pace dei poeti puristi che la rima non la troveranno.
Perché l’evento, nell’era della globalizzazione e dei nuovi mezzi di comunicazione, ruota proprio attorno al social network più famoso e gettonato. Sarà infatti l’occasione per premiare i vincitori del concorso letterario “La cultura è glutenfree” – indetto tramite Facebook da AIC Lazio durante l’estate. Vari gli ospiti importanti: dall’attrice Gaia De Laurentiis al regista Dario Argento fino alla coppia letteraria formata da Francesco Trento (scrittore e sceneggiatore) e Aureliano Amadei (regista, reduce civile dalla strage di Nassirya) e assieme scrittori per la Einaudi e vincitori del premio Controcampo a Venezia 2010 con il film “Venti sigarette” tratto dal loro libro.
Ma forse ad attirare di più l’attenzione sarà Alessandro Circiello, una delle star della cucina italiana e noto chef in varie trasmissioni della Rai, che presenterà il suo nuovo libro “Tutti a tavola, la salute è servita”. Ho la fortuna, almeno per ora, di non soffrire di celiachia, ma scopro sempre più amici che hanno questo problema.

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