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Zibaldone

Un governo di… amici

 

MA CHE GENTACCIA che c’è nel governo italiano. Ce ne fosse uno, fra i tanti ministri e sottosegretari, impegnato a svolgere il lavoro per cui è profumatamente pagato. Mai uno che se ne esca una volta con un annuncio del tipo: "Il mio staff ed io abbiamo studiato a fondo il tale fenomeno e abbiamo concluso che se si modificasse il tale aspetto, si eliminase il tale passaggio inutile e si indicasero le precise responsabilità le cose potrebbero funzionare meglio". Ma figuriamoceli, i ministri e i loro staff! In teoria dovrebbero essere lì perché sono preparati e perché hanno accumulato un bel po’ di esperienza. In pratica vengono "assunti" per ragioni del tutto diverse e ciò vale per i ministri e i sottosegretari e anche, almeno in parte, per gli uomini degli staff. Tanto per dire, proprio pochi giorni fa il ministro Brunetta (se non lo avete presente è quello che si comporta sempre come uncafone) ha fatto un contratto di consulenza a Gianni De Michelis. Lui fu una "stella" dell’epoca craxiana. Finito il potere di Craxi anche la sua stella ha smesso di brillare e il suo vecchio sodale Brunetta lo ha "contrattato" per non lasciarlo disoccupato.
Così vanno le cose nell’allegra gestione del potere da parte del "partito dell’amore". Tutti si vogliono bene, tutti di difendono l’un l’altro e se qualcuno di loro avesse qualche difficoltà a sostenere che no, vi sbagliate, non è vero che non sono all’altezza, tutti sono pronti a "coprirlo", consapevoli che se si verificasse un caso rovesciato, l’aiuto che danno oggi la riceverebbero domani. La loro è una solidarietà che più che politica è di banda, quindi più garantita. Infatti tutti sono pronti a dire che la Maria Stella Gelmini, detta "Neutrino Veloce", è il miglior ministro della Pubblica Istruzione che l’Italia potesse mai sperare di avere; che la Mara Carfagna, detta Strip Tease, ricopre una funzione fondamentale nel governo e passa gran parte del suo tempo a studiare, come dovrebbero fare tutti, e che quando si guarda il faccione di Roberto Calderoli non bisogna lasciarsi influenzare dall’occhio bovino: in realtà lui fa un lavoro di "esemplificazione" estremamente utile e se per caso gli capita di gettare via qualche legge che sarebbe stato meglio che restasse, non si maligni sul fatto che in questo modo scompariva una legge che lui e altri leghisti come lui l’avevano a suo tempo violata e si accetti la sua buona fede: sicuramente quella legge lui l’ha gettata via per pura distrazione.


Quello che non si distrae mai è il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi (nella foto). Lui è sempre puntuale, pronto a reagire senza perdere tempo al più recente guaio e sempre provvisto, nel suo archivio mentale, delle parole giuste per fotografare a puntino la situazione da affrontare. Un esempio? Il governo, come si sa, sta lavorando sodo per salvare l’Italia dalla crisi economica e uno dei provvedimenti presi negli scorsi giorni era stato quello che stabilisce che qualunque imprenditore può licenziare un suo dipendente quando gli pare, come gli pare e per una ragione che pare solo a lui.
Lui, Sacconi, ha capito subito che quel provvedimento – assolutamente indispensabile, visto che lo ha pensato Berlusconi – avrebbe creato un certo malumore nei lavoratori e soprattutto nei sindacati, che come tutti sanno stanno lì solo per rendere la vita difficile al governo e per di più ora anche l’amico di sempre Raffaele Bonanni della Cisl ha deciso di "tradire" e si è avicinato alla Cigl.
Che fare per bloccarli? La sua trovata non è geniale, anzi è la cosa più trita che ci sia da quando i lavoratori e i loro padroni disputano, cioè da un paio di secoli. Ma a lui piace e va avanti e dice: "Vedo una sequenza dalla violenza verbale alla violenza spontanea e poi alla violenza organizzata e mi auguro che non si arrivi all’omicidio". Insomma, chi protesta contro quel passo indietro di due secoli sarà considerato un terrorista. Lo hanno incalzato a dire su quali elementi concreti basasse quelle stolte parole, ma lui preferisce tacere. Fonti di cui fidarsi dicono che stia pregando il Signore perché almeno qualche pistolettata venga sparata. Lui, siccome è un uomo mite, si accontenterebbe anche di qualche colpo fuori bersaglio, senza fare male a nessuno.

 

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