Cerca

Zibaldone

CHE SI DICE DALL’ ITALIA/ Neve chimica al Nord

Fenomeno ambientale assai preoccupante nella pianura padana per via dell’inquinamento

Scrivo queste righe a bordo del treno Milano-Roma e quando avrò finito le invierò al giornale via email. Non ve lo dico per farvi sapere che sono al passo con le tecnologie contemporanee della comunicazione istantanea. No: voglio dirvi altro. Per la precisione voglio trasmettervi un malessere visivo.

Sono partita ormai da un’ora e sono quindi nel bel mezzo della pianura padana. Che è tutta imbiancata: prati candidi, i pochi alberi cristallizzati anche loro. L’effetto ottico sarebbe bellissimo.

Invece mette angoscia. Perché questa non è neve normale: è “neve chimica”, così l’hanno chiamata gli esperti. Significa che l’umidità notturna o le piogge portano a terra tutte le particelle di scarto delle combustioni e delle altre “schifezze” (ma sì: chiamiamole con il loro nome) prodotte dalle fabbriche, dalle auto, dalle case e da chissà quali altre diavolerie. E, visto il freddo semi-polare di questi giorni, arrivano giù ghiacciate e così restano.

Le autorità raccomandano alle mamme di non far giocare a palle di neve i loro bambini. Ecco, in questa stagione politica in cui va così di moda parlare di territorio, parola che piace tanto per esempio ai leghisti, mi domando se qualche lombardo non si stia facendo un bell’esame di coscienza.

IL neo-milanese Roberto Saviano sicuramente qualcosa da dire ai leghisti l’ha già avuta. Gli hanno dato la cittadinanza onoraria, tra gli applausi del pubblico con in prima fila il sindaco Giuliano Pisapia. E non è stata una decisione casuale. L’autore di “Gomorra”, da anni sotto scorta per difenderlo dalle cattive intenzioni

della camorra di cui ha svelato e denunciato molte malefatte, ha sempre detto che la criminalità organizzata sta dove stanno i soldi. E, in Italia, sappiamo che i soldi stanno a Milano.

Ebbene: i soli politici assenti alla cerimonia erano quelli del Pdl berlusconiano e, “of course”, i leghisti.

Lo scrittore ha ironizzato, evidentemente convinto – e sono d’accordo – che il solo modo di rapportarsi con certe persone sia il “seppellirle con una risata”: «La loro assenza è coerente – ha spiegato – quando si difende Nicola Cosentino (ndr: l’ex sottosegretario pidiellino pesantemente sospettato di legami con il clan dei casalesi e che solo il voto della destra e dei leghisti ha salvato d’un soffio dagli arresti) è molto difficile stare qui questa sera». Applausi del pubblico e, se permettete, anche miei.

Però non buttiamoci giù: a Milano qualcosa si muove, la capitale morale forse sta compiendo alcuni passi per avvicinarsi alla media delle metropoli più avanzate. L’accesso al centro è stato reso più costoso: due euro a ingresso per i residenti, cinque per chi abita fuori. Risultato: la gente ha immediatamente cominciato a prendere i mezzi pubblici ed è aumentato il ricorso al “bike-sharing”.

Autobus e metropolitana sotto la Madunina funzionano bene, e le biciclette gialle messe a disposizione dal Comune sono tante. Ma sia gli uni sia le altre venivano sotto usate: gli italiani sono pigri e alla propria automobile non rinunciano facilmente. Prenderli per il portafoglio era l’unico modo.

L’idea del sindaco Pisapia è vincente. Ovviamente, quindi, non piace. E sul primo cittadino sono piovute le critiche. E anche altro: gli è stata recapitata una busta anonima con un bossolo di proiettile, un perfetto avvertimento mafioso. Che abbia davvero ragione Roberto Saviano?

 

LA strabiliante vicenda della Concordia e del suo comandante Francesco Schettino che l’ha bellamente abbandonata mettendosi in salvo senza pensare all’equipaggio e contravvenendo alla più nota regola del mare, ci sta facendo fare l’ennesima brutta figura all’estero? Sì, stanno scoprendo i giornalisti italiani più famosi: dalle colonne dei quotidiani e dai teleschermi ci rivelano che questo naufragio sugli scogli dell’isola del Giglio ha fatto il giro del mondo.

Molto sommessamente, posso dire che lo avevo fiutato in anticipo. Mi erano bastate alcune email di amiche dagli Stati Uniti che, ben prima dei nostri giornalisti, mi avevano scritto messaggi del tipo: «Ma insomma, dopo Berlusconi, voi italiani non volete proprio smetterla di dare il peggio di voi stessi?».

Iscriviti alla nostra newsletter / Subscribe to our newsletter