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Zibaldone

Non ho l’età per Sanremo

di Elisabetta De Dominis

No, non ho – ancora – l’età per guardare Sanremo. E’ sempre stata una trasmissione geriatrica. Era il ’64: Gigliola Cinquetti piaceva a mio nonno e mi sembrava una giovane fuori moda a cui avevano messo in bocca una canzone falso-ingenua, da favola di Biancaneve. A 16 anni lei non aveva l’età "per uscire sola con te"? E allora io mi ripromisi – avevo 8 anni – che avrei fatto il diavolo a quattro per andare dove mi pareva. Dovevo essere discriminata solo perché ero una femmina?

Gianni Morandi, che cantava "Fatti mandare dalla mamma a prendere il latte", mi provocava l’allergia al latte. E Wilma Goich con "Amore, le colline sono in fiore" mi fece detestare l’amore platonico tanto che, quando un pretendente mi portò a guardare le stelle su una collina, lo depennai dalla lista. Ma, in confronto alle canzoni di quest’anno, quelle erano bellissime…

Per quel che contano ormai le canzoni a Sanremo. E’ piuttosto una volgare e patetica trasmissione auto celebrativa dei vertici rai. Con i soldi del popolo italiano questi se ne stanno in prima fila 5 giorni a godersi lo spettacolo e a farsi ringraziare dal presentatore e dall’invitato di turno. Dei dipendenti pubblici che si comportano come i padroni del vapore. E non si rendono conto che intanto il vapore sta affondando. Dall’alto dei loro stipendi, non si sono accorti che o cambiano rotta o qualcuno li butterà a mare. E’ intollerabile che sfoggino un’opulenza pari solo alla loro incompetenza mentre ai lavoratori normali si chiedono sacrifici inenarrabili. "Stiamo tecnici" dice di continuo un altro comico, tale Rocco Pappaleo dalla Basilicata, che pensa di far ridere stando serio come fosse Monti. Intanto la caduta tecnica della prima serata è totale: i microfoni non funzionano e la macchina per votare si guasta subito. Magari Monti cancellasse questo luna park sanremese, come ha vietato i giochi olimpici. C’è almeno da augurarsi che metta mano alla riforma della Rai e che la privatizzi. O è più sacra dell’acqua? Il primo giorno è iniziato con una raffica di parolacce dei comici delle Iene, per far ridere… Poi è arrivato quel cervellino di Celentano che crede di essere un cervellone e profferisce verità con piglio da filosofo. Ma perché in Italia ‘gli arrivati’ pensano di potere improvvisare qualsiasi mestiere, senza averne la preparazione e le doti? Quella che è inammissibile è la disonestà intellettuale del cerebroleso che ha utilizzato il palco di Sanremo per fare un regolamento di conti con i giornali cattolici e il Corriere, solo perché avevano osato criticarlo per il cachet richiesto (350 mila euro a serata) tanto che, per salvare la faccia, ha dovuto promettere di elargirlo in beneficienza.

La Rai ha perso 650 mila euro di pubblicità perché Celentano ha accusato la Chiesa di non parlare del Paradiso, ma di politica, in un soliloquio di una violenza estrema. Eppure sarà di nuovo invitato l’ultima serata perché sono scesi gli ascolti.

Vedrete che il Vaticano chiederà a Monti la testa dei dirigenti Rai e Monti riscuoterà in cambio l’ICI degli immobili della Chiesa adibiti a uso commerciale. A Monti andrà di lusso: otterrà entrambe le cose, facendo pure un piacere al Vaticano.

I Soliti Idioti sono degli altri comici davvero idioti che hanno confermato quanto siano idioti coloro che li hanno chiamati a sciorinare le loro insulse gag. Avremmo riso di più se avessero trasmesso le ultime di Alfano, Bersani, Casini passate un po’ in sordina. I tre dell’ABC – come ormai li chiamano – si sono incontrati a Montecitorio decidendo che entro tre settimane vareranno le riforme istituzionali. Terrorizzati di perdere terreno a favore di Monti, di cui molti chiedono la candidatura alle prossime elezioni considerando che questi partiti non servono più, ABC si muovono come una maggioranza e non riescono neanche a fare un governo ombra. Vedremo se vareranno una riforma o solo una lettera di intenti. "Passiamo dalle parole ai fatti" ha dichiarato Casini. Se davvero volessero fare una riforma seria, dovrebbero ripartire proprio dall’abc. Ma i propositi, per ora, sono solo di facciata: diminuzione dei deputati da 630 a 530, dei senatori da 315 a 250. Embè? Sistema elettorale tedesco, rivisto all’italiana. Ahinoi! Da un festival dell’ignoranza all’altro. Almeno Sanremo dura solo 5 giorni, mentre chissà dove ci porterà l’abbraccio mortale di questi tre da Apocalisse.

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