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Zibaldone

PANE AL PANE../Difficile oggi essere donna

di Aurimpia (PdB)

Volutamente ho scelto di parlare di donne solo dopo l’8 marzo, mese in cui gli orti e i giardini si tingono di un giallo acceso grazie ai fiori della Acacia Dealbata conosciuta comunemente come mimosa.

E’ una pianta originaria della Tasmania, importata in Europa solo nel XIX secolo. Si ambientò facilmente nelle zone dal clima mite del centro Italia. Per questo motivo nel 1946 le femministe italiane dell’UDI (unione donne italiane), riunitesi a Roma in occasione della preparazione dell’8 marzo, prima giornata internazionale della donna, l’adottarono per non separarsene più.

E’ un fiore delicato (teme le temperature al di sotto dei 9°) e forte nello stesso tempo. Affacciarsi su una mimosa quando ancora è timido il respiro di primavera è come tuffarsi nel sole.

Con il passare degli anni l’8 marzo è diventata una ricorrenza consumistica al pari della festa del papà o della mamma. Le giovani donne spesso non ne conoscono neanche l’origine. Eppure oggi più che mai sarebbe necessaria non solo la solita riflessione di prammatica sulla condizione femminile ma ancor più un costante monitoraggio ed un impegno attivo quotidiano da parte dei media.

Mentre tre donne, la ministra Elsa Fornero, la presidentessa degli industriali Emma Marcegaglia e la segretaria della CGIL Susanna Camusso, si incontrano e scontrano sulla riforma del lavoro, i dati sulla condizione femminile sono a dir poco sconfortanti. La percentuale di disoccupazione soprattutto nel centro sud è a livelli insostenibili, si sfiora il 50%, siamo ormai tra i paesi dell’Ocse (Organizzazione per la cooperazione e sviluppo economico europeo) il fanalino di coda, dopo di noi c’è solo la Turchia. La maternità è da evitare pena licenziamenti e mancate assunzioni.

Un esempio per tutti. Secondo l’accordo di Pomigliano esteso a tutte le aziende gestite da Sergio Marchionne le donne che decidono di avere un figlio sono automaticamente escluse dal bonus di 600 euro che l’azienda dà a chi ha lavorato per 870 ore nei primi sei mesi dell’anno. Tenuto conto che nel settore aut di lusso come Ferrari e Maserati il 20% sono lavoratrici non è difficile cogliere un invito implicito a non fare figli. Non ci si può poi lamentare se l’indice di natalità continua a scendere.

Le retribuzioni femminili sono inferiori del 16,5% di quelle maschili, significa grosso modo che una donna deve lavorare due mesi di più per avere nell’anno lo stesso guadagno per lo stesso lavoro.

Gli uxoricidi sono più di 200 l’anno, l’assassinio di donne da parte della malavita organizzata è di 170 l’anno. Se aggiungiamo lo stalking e il mobbing ci si rende conto di quanto sia difficile essere donna nel nostro paese. A dare il colpo finale è sopraggiunta la concessione degli arresti domiciliari, da parte del tribunale del riesame di Roma, a due stupratori di 21 e 23 anni ai danni di una ragazzina di 16 anni di Sora (Frosinone). La concessione è stata motivata da una precedente sentenza della corte di Cassazione che aveva stabilito di abolire la norma di obbligatorietà all’arresto per stupri di gruppo sostituendola con misure cautelari più miti e più brevi. Si rimane basiti. La Cassazione forse vuole così risolvere il problema del sovraffollamento delle carceri? La ministra delle pari opportunità e del lavoro Elsa Fornero e la sua collega Paola Severino, ministra di grazia e giustizia, prima donna in assoluto a ricoprire questa carica nella storia della Repubblica nulla hanno da dire a riguardo?

Si era indotti a pensare che con donne di tal calibro al governo la questione femminile, perché di questo si tratta, facesse passi avanti ed invece stiamo arretrando ogni giorno di più.

Chi come me ha condotto negli anni Settanta battaglie per l’emancipazione femminile prova solo tanta rabbia, sì rabbia e non indignazione, parola abusata per lavarsi la coscienza senza poi far niente. Da oggi fino a quando non cesserà questa vergogna per favore non regalatemi nessuna mimosa e non fatemi gli auguri per l’otto marzo, rischiereste di avere in risposta un ringhio invece di un grazie. Nel mio giardino però continua a crescere e ad espandersi una splendida mimosa.

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