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Zibaldone

“Rischio Grecia” reale?

Bikini, grandi disastri economici, “fiuto” dei giovani e una casta che continua a gettarsi la zappa sui piedi

Un po’ di tempo che al mare non indosso il bikini. Ma, con l’avvicinarsi della bella stagione, dovrei andare a dare una guardata nel cassetto dei costumi da bagno. Anche perché, mi informano i giornali, potrei ricavarci qualche soldino.

Sembra infatti che Calzedonia, una nota ditta di abbigliamento, sia disposta a pagarmi sotto forma di sconto se rottamo qualche mio vecchio “due pezzi”. E anche se porto un costume intero è disposta a farmi una riduzione di cinque euro sull’acquisto di uno nuovo. La chiamano “campagna ecosostenibile di riciclo”: i pubblicitari non si fanno mai sfuggire l’occasione di abbellire le loro operazioni di marketing. Forse riuscirò a fare qualche soldino in più: sconti sono previsti anche se porto i vecchi costumi di mio marito e quelli di mio figlio quando era piccolo. Me li valuteranno di meno – tre euro quelli del consorte, appena due quelli dell’ex pupo – chissà perché. Ma meglio che niente.

CI SI CAPISCE SEMPRE DI MENO: siamo a “rischio Grecia” oppure no? Mario Monti ci assicura che, proprio per evitare questo rischio, il suo governo ha preso e continua a prendere misure drastiche che peseranno sui nostri già magri portafogli. Ma lo sta facendo per il nostro bene perché in questo modo, promette, usciremo dal pantano. Dall’estero gli danno ragione ma, qui da noi, i sindacati protestano e prevedono grandi disastri. A chi credere? Forse alle statistiche.

Quelle più recenti, per esempio, dicono che in realtà – polemiche mediatiche a parte – grossi problemi il mondo del lavoro tricolore non ne sta correndo. In Veneto e in altre regioni virtuose, su dieci persone che perdono il lavoro, in otto lo ritrovano nel giro di appena un anno.

Insomma, siamo nella media delle nazioni più avanzate. Certo: l’Italia non è fatta soltanto di regioni virtuose, lo sappiamo bene. Però, verrebbe da dire che la colpa è loro non del sistema Paese. E quindi toccherebbe a loro darsi da fare. Ma questo è un altro, e ben lungo, discorso.

FORSE SONO I GIOVANI A CAPIRCI DI PIÙ. E del loro “fiuto” varrebbe la pena di fidarsi. Infatti, nonostante siano tra i più penalizzati dall’attuale grave situazione congiunturale, dichiarano di avere fiducia in Monti.

Dall’ultimo sondaggio, che vede il capo dell’esecutivo tecnico in risalita nel gradimento generale con un sonante 54 per cento delle preferenze che nessun politico si è mai sognato di raggiungere, risulta che sono proprio quelli di età inferiore ai 25 anni e in cerca del primo lavoro, a dare i maggiori consensi a Monti. Il che conferma i motivi di preoccupazioni dei politici “puri” (il termine, ovviamente, non ha nulla a che vedere con la vera purezza) che fremono per tornare al comando.

Sarebbe interessante se uno di questi tanti sondaggi lo si facesse sull’ipotesi di un governo a guida sempre di Monti ma non più di un Monti “tecnico” bensì di un Monti segretario di partito. Sbaglierò ma credo che il gradimento sarebbe altissimo. Il che spiega i malumori e l’ansia della vecchia casta.

LA QUALE CASTA NON PERDE OCCASIONE per farci capire quanto staremmo meglio senza di loro. E questo vale per ogni partito. Lasciamo perdere il PDL che, con la messa da parte di Berlusconi ha già ricevuto il messaggio forte e chiaro, e prendiamo il PD. Non basta Lusi, il tesoriere “distratto” della Margherita; ora c’è Massimo Calearo, eletto nelle liste democratiche. Walter Veltroni, che ce lo aveva portato, ha chiesto scusa agli elettori. Ma basterà? Perché Calearo ha davvero dimostrato un’arroganza incredibile.

“In Parlamento non vado più da 12 mesi, perché è troppo stressante” ha dichiarato. Stressante, che cosa? Schiacciare il pulsante delle votazioni? “Però – ha precisato – alla prebenda mensile da 12mila euro non rinuncio perché mi serve per pagare il mutuo della casa nuova. Un muto da 12mila euro mensili”. “Sì, perché la casa è grande” ribatte tra il candido e lo strafottente. Non basta perché il nostro, a domanda, ha confermato che, sì, lui possiede una bella Porsche ma l’ha immatricolata in Slovacchia “per non pagarci le tasse”. Ottima dichiarazione da parte di un pur sempre parlamentare. Chissà se il ministro Passera, che ha promesso caccia senza tregua a chi non paga le tasse, comincerà da Palearo. Capito, comunque, perché in Italia aumenta a dismisura la percentuale di chi dichiara che non andrà più a votare? E capito perché ai giovani, tutto sommato, piace Monti con incluso l’articolo 18 che spaventa soltanto i sindacalisti vecchio stampo?

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