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Zibaldone

Grillo, grulli e cicale

di Elisabetta De Dominis

Chi ha paura di Grillo? Le cicale. Praticamente tutti i politici che continuano a vivere alle nostre spalle come se fossero ospiti di un albergo 5 stelle. Il Movimento 5 Stelle li farà sloggiare o no? Cominceranno a mangiare come un grillo, cioè poco o niente? Campa cavallo che l’erba cresce…

Intanto la Finocchiaro fa shopping al supermercato servendosi di tre nerborute guardie del corpo come valletti-spingi-carrello, alla faccia del principio di eguaglianza caro alla sinistra (Ma quanto ci costano questi body gard?). Mentre la giunta regionale di destra del Friuli Venezia Giulia ha appena comprato con i soldi dei contribuenti 13 Audi (2000 di cilindrata) contro un versamento rateale di 300 mila euro l’anno.

Neanche il buon gusto di acquistare delle Fiat, magari con la scusa di contribuire agli stipendi degli operai… Però queste sono bazzecole a confronto dei 200 milioni della Margherita spesi ed elargiti da Lusi negli ultimi 10 anni o le cifre da capogiro investite dalla Lega in immobili, lauree e diamanti. Nel frattempo veniamo a sapere che ogni italiano si ritrova con 1300 euro l’anno in meno rispetto al 2007.

Nonostante tutti i grilli che ha per la testa, c’è già chi ipotizza che Grillo non caverà un grillo dal buco. Non combinerà, voglio dire, amministrativamente niente visto che, non appena eletto, il sindaco grillino di Parma ha preso le distanze da lui. Finora ha fatto solo il grillo parlante con quella sua saccenteria moralizzatrice dal tono lamentoso, alquanto sgradevole, ma non è stato in grado di presentare alcun programma che non fossero i suoi cabaret politici. Diciamo che gli italiani hanno scelto un altro spettacolo. Da un commediante come Berlusconi sono passati a un comico. C’è tanto bisogno di ridere per sopravvivere al governo Monti. A me però Grillo, benché dica pure cose condivisibili, fa tristezza perché sembra che la sua voce stia per rompere in pianto da un momento all’altro. Forse i leghisti si sono identificati con lui proprio per questo e, alla ricerca di un nuovo guru, l’hanno votato in massa.

Il Giornale di Berlusconi ha pateticamente titolato: “Gli elettori Pdl non consegnano il Paese alla sinistra e votano il Movimento 5 Stelle”. Lega e Pdl litigheranno per chi è più grillino? Sono proprio dei grulli. Perfino il terremoto in Emilia ha contribuito a distruggere la sinistra per il Giornale, che ha pubblicato in prima pagina il titolo sinistro: “A pezzi gli edifici della Coop.

Si sbriciola il modello rosso”. Che meschinità. Alfano, non identificabile con nessuno di questi insetti essendo solo l’eco di Berlusconi, il giorno dopo se n’è uscito con una frase impronunciabile: “Siamo pronti per una nuova offerta politica”. Il comico Crozza (a proposito, speriamo che non gli vengano dei grilli per la testa e si trasformi pure lui in politico…) ha commentato che Alfano ha parlato come “uno che vuole venderti un tappeto. No grazie, ci avete già rifilato per vent’anni un tappetto…” Bersani, benché abbia perso Parma e Palermo, è convinto di aver vinto perché Berlusconi ha perso. E nel casino in cui è finito il Popolo della Libertà, Berlusconi ci tira fuori Bertolaso, libero da terremoti (essendo stato licenziato dalla Protezione Civile per faccende di massaggiatrici e mazzette), e pensa di affidargli la ricostruzione della sua destra sotto le fattezze di una lista civica nazionale. Una contraddizione in termini che dovrebbe far tremare la parte del Pdl non ancora sgretolata. Avevamo introdotto il bipartitismo e tutti ambivano essere di centro-destra o di centrosinistra, attratti da un fluido centripeto. Ma gli elettori devono aver capito che volevano tutti mangiare dallo stesso calderone magico, fossero essi celtici o romani, e hanno pensato che la libertà stesse molto lontano dal centro: nella Sinistra e Libertà di Vendola o nel Movimento 5 Stelle. Ecco allora i politologi impegnati a scrivere che i partiti si devono rinnovare. Ma quando una barca fa acqua da tutte le parti, al massimo conviene tirarla fuori dall’acqua per farci legna da ardere. C’è bisogno di purificazione. Non resta ai soliti partiti che andare a sentire cantare i grilli: morire.

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