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Zibaldone

OPINIONI/ Politica e banche

di Aurimpia (PdB)

Mario Monti continua a mostrare una grande agilità nello slalom tra i partiti che lo sostengono al governo, partiti che per motivi diversi fanno trapelare ogni giorno di più la loro insofferenza. Il clima interno è irrespirabile soprattutto quando si tocca l’argomento anticorruzione. Il ricatto al quale il PDL sottopone il governo è palese a tutti e per aggirarlo super Mario propone di mandare in vigore le norme anticorruzione solo dal 2018 così tutti i parlamentari coinvolti in inchieste giudiziarie la potranno fare franca. La fiducia è assicurata.

Se sul piano interno c’è bufera su quello internazionale c’è tempesta. Basta, infatti, l’opinione personale di un qualsiasi ministro della comunità europea per scatenare la speculazione finanziaria su di un paese. In questi giorni è toccato ancora una volta all’Italia. Il ministro austriaco delle finanze Maria Fekter ha ipotizzato che anche l’Italia potrebbe far richiesta di aiuti europei per superare l’attuale situazione di stallo nel settore della crescita. Immediatamente lo spread è schizzato ai livelli dell’ultimo governo Berlusconi e la borsa di Milano ha chiuso in negativo nonostante la ferma reazione del nostro primo ministro, che ha stroncato sul nascere qualsiasi equivoco: l’Italia è stata messa in sicurezza e non abbiamo nessuna intenzione di cedere parte della nostra sovranità in modo asimmetrico.

Dobbiamo fare ancora molto perché la spirale recessiva non si fermerà senza urgenti provvedimenti per la crescita, provvedimenti che dovranno essere presi a livello nazionale ed europeo. Il primo ministro, a cui va tutto il nostro rispetto, ha inoltre convocato i presidenti dei partiti che sostengono il governo invitandoli sia ad una maggiore coesione sia ad adoperarsi perché in parlamento i tempi siano drasticamente accorciati.

Fin qui la cronaca. Rimane il problema. Può un paese essere azzannato dagli speculatori finanziari per un refolo d’aria quale può essere l’opinione di qualsivoglia ministro?

Parlando per assurdo chi ci garantisce dalla connivenza tra un esternatore politico ed una lobby finanziaria? La polis è caduta totalmente nelle mani della borsa, cioè del denaro che come diceva l’imperatore Vespasiano “non olet”, non ha odore.

Infatti sono le multinazionali a tenere sotto controllo attraverso banche e società finanziarie l’economia del mondo, sono in grado così di creare bolle speculative come e quando vogliono. La stessa concorrenza, pilastro portante dell’economia liberista, è messa in crisi perché gli stati non sono più in grado di garantirla attraverso la politica.

E’ il fallimento delle democrazie a vantaggio di timocrazie internazionali che hanno come unico scopo il profitto. Come uscirne?

La soluzione non riescono a trovarla neanche le teste d’uovo dell’economia mondiale, perciò provo ad inventarmi la trama di un libro surreale anche se non tanto. E’ chiaro che ormai si sta combattendo una guerra tra il potere finanziario e la gente che popola i vari stati del mondo, in questa però non ci saranno dei vinti e dei vincitori, ma rovine su rovine. L’unica possibilità è che il sistema deflagri trascinando nello scoppio carnefici e vittime, in sostanza muoia Sansone con tutti i Filistei.

La cosa non gioverebbe a nessuno neanche ai Filistei della finanza che si troverebbero con il loro oro a fare la fine di re Mida. Lasciamoli morire di bulimia monetaria, lasciamoli ingurgitare tutto il denaro possibile succhiando le energie dei popoli cosicché alla fine regneranno su un deserto economico. Un deserto dove per sopravvivere bisognerà tornare al baratto per poi ricominciare a costruire un’economia sana. Siederanno su montagne di denaro senza alcun valore. Integriamo il tutto con una bella storia d’amore in cui il finanziere usuraio si redime sulla via di Damasco non per merito divino bensì di una bella fanciulla rovinata dalla speculazione, aggiungiamo ancora un po’ di sesso, non troppo perché i tempi si vanno facendo castigati, ancora qualche amara, ironica sentenza esistenziale ed il libro è fatto. Che nessuno mi rubi l’idea perché ho proprio intenzione di scriverlo questo libro.

 

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