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Zibaldone

Figli d’America e d’Italia

Tre notizie esaltanti questa settimana per i figli d’America e d’Italia. Il passaggio senza stop incostituzionali da parte della Corte Suprema della legge che rivoluzionerà la Sanità che il presidente Barack Obama ha così voluto. Poi la riuscita del vertice di Bruxelles grazie a Mario Monti e che darà delle chance all’euro di essere salvato e all’Ue di continuare, magari accelerando, l’integrazione. E ancora la vittoria degli Azzurri contro la Germania grazie all’altro Super Mario, che non solo ha fatto esultare tutti i tifosi italiani ma ha anche commosso il mondo con quell’abbraccio di Balotelli alla mamma Silvia: la forza dell’amore che sconfigge qualunque avversità. Per quanto riguarda la Sanità Usa: riforma complicata, fatichiamo a capirne i dettagli, eppure siamo sicuri che finalmente dopo tanti, troppi anni si stia cercando di mettere un freno al fenomeno dell’impoverimento del ceto medio americano.

Solo infatti quando anche i John and Jane Doe potranno non andare più in bancarotta anche a causa della loro salute e “perseguire la felicità” non sarà più un incubo ma quel sogno già realizzato dai loro nonni, ecco che anche per i loro figli non sarà più un miraggio avere una vita serena e gratificante.

Perché non bisogna mai dimenticarlo: per la prima volta nella storia degli Stati Uniti, i dati ci dicono che i nostri figli hanno meno possibilità di vivere una vita migliore della nostra.

La legge sulla Sanità non aggiusta tutto, ma è un segnale forte e preciso che a Washington si vuol far sul serio nel fermare l’impoverimento della classe media americana che sta sfasciando non solo il benessere degli Usa, ma di tutta l’economia mondiale. Sulla vittoria a Bruxelles di Monti, a parte i parallelismi calcistici – eppure straordinaria la coincidenza con il Mario azzurro che segnava due gol alla Germania mentre l’altro Mario a Bruxelles duellava con l’inflessibile cancelliera tedesca fino a farle accettare le proposte italiane – possiamo scriverlo con orgoglio: l’Italia torna alla grande sulla scena non solo europea, ma globale. La data tra il 28-29 giugno 2012 forse entrerà nella storia come la notte che l’Italia salvò l’Europa.

Non sappiamo ancora se la proposta del governo Monti per evitare che lo spread dei Paesi europei si allarghi, nonostante le loro azioni “virtuose”, potrà funzionare come previsto, ma sicuramente l’abilità con cui il premier italiano, spalleggiato da quello spagnolo, ha saputo piegare le resistenze di Angela “la terribile”, indicano che c’è un capo del governo a Roma capace di far avanzare il ruolo internazionale dell’Italia e allo stesso tempo preservare gli interessi dell’Europa.

Monti dovrà ora mostrare la stessa leadership nel governare il suo esecutivo nelle acque tempestose delle riforme italiane. E’ qui, nella partita in casa, che temiamo che quel Mario non sia così super. Forza Monti, smentisci i pronostici

e dimostra che sai vincere non solo in trasferta. E infine, da italiano in America che tiene alla salute, prima ancora che economica, morale dell’Italia, ecco che la notizia piú emozionante diventano le gesta dell’altro Super Mario, che con i suoi gol ha eliminato la grande Germania, dando una meritata qualificazione alla fortissima Nazionale Azzurra che affronterà oggi in finale la Spagna campione del mondo.

Già, i gol di Balotelli emozionano, ma soprattutto quell’abbraccio a fine partita del campione con la mamma Silvia. Vedere quel ragazzo che a fine gara stringe e si fa stringere in quel modo dalla sua mamma, non solo ci ha commossi ma crediamo che quell’immagine potrà dare anche una scossa alla coscienza nazionale di tutti gli italiani. Il 21enne Balotelli, il gigante scuro che finora veniva considerato una specie di fenomeno da circo mediatico, una testa calda incapace di gestirsi, dal carattere troppo difficile per una squadra, con quell’abbraccio ha ricordato all’Italia e al mondo intero incantato, che non è solo un grande campione che segnerà contro le difese più forti, ma soprattutto un super uomo che nella sublimazione del suo successo, ha innanzitutto saputo e voluto riconoscere la vera forza che lo aveva fatto arrivare.

E il fatto che quell’abbraccio, quelle carezze e quei sorrisi con quella mamma così italiana, avvenissero in diretta mondiale, è stato anche un messaggio chiaro e positivo ad un popolo ancora confuso su quale sia il suo destino.

Ricordate quando Silvio Berlusconi disse una frase tanto tragica quanto orribile? “Io sono per un’Italia non multietnica”. Praticamente un affronto alla storia d’Italia, una nazione mosaico che in tre millenni ha avuto più miscugli di razze e culture in Europa. L’Italia nel suo futuro sarà multietnica perché lo è sempre stata.

Quindi Mario, con quel gesto così “mammone”, giovedì sera era semplicemente più italiano di chi si crede tale senza saperlo essere. Oggi nel vedere da New York gli Azzurri affrontare le Furie Rosse spagnole, soffriremo se perderemo e impazziremo di gioia se vinceremo. Ma quando segnerà Mario, comunque vada a finire, insieme alla mamma Silvia e al papà Franco in tribuna, ci sentiremo gli italiani più felici del mondo.

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