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Zibaldone

Un grido d’aiuto dall’Emilia

di Elisabetta De Dominis

Non è la solita Anna quando, un paio di settimane fa, la sento al telefono. La paura dell’imprevedibile trapela dal tono angosciato della sua voce che sfocia in un messaggio accorato: “Ti prego, scrivi di noi: ci sentiamo soli, abbandonati dal governo. Oltre alla terra che trema di continuo, ci terrorizzano gli sciacalli vestiti da uomini della protezione civile che danno falsi allarmi per poter rubare nelle case, nelle fabbriche: ci sentiamo come in guerra. E non c’è l’esercito a proteggerci”.

Le certezze conquistate duramente in una vita possono crollare da un momento all’altro. E la sua terra, che tanto ama, creparsi ancora e interrompe quel legame di appartenenza che a ogni uomo assicura dalla nascita e che dà senso alla sua esistenza attraverso la percezione delle proprie radici.

E pensare che quando vedevo Anna Molinari (stilista di Blumarine, Blugirl e Miss Blumarine), vedevo in quegli occhi neri vivissimi un terremoto di donna. Una ne pensa e cento ne fa. Da quando ragazza si era rimboccata le maniche senza chiedere aiuto alla famiglia, è stata così. E l’inquietudine che le montava dentro le faceva fare cose mirabolanti, giudicate magari avventate, ma che l’hanno portata sempre un passo avanti agli altri stilisti. L’intelligenza veloce e lo spirito frizzante l’hanno dotata di una positività che le ha permesso di superare anche le dolorose prove della vita. Ma stavolta è diverso perché “io non penso a me sola, ma a tutta la mia città: 70 mila abitanti che hanno bisogno di lavorare. La mia Carpi è transennata, la piazza chiusa, il campanile pericolante. Il nostro bell’albergo Touring chiuso. Una città di fantasmi e la mia gente rima Rosta senza casa…”

La fabbrica della Blufin S.p.A. non ha avuto danni, è stata costruita in cemento armato, eppure a causa dell’ordinanza della Protezione civile del 2 giugno non sarà agibile finché non avrà acquisito la certificazione di agibilità sismica a seguito della verifica di sicurezza fatta da un professionista abilitato. Nell’ampio giardino sono stati posizionati dei container per gli uffici amministrativi e l’ufficio stile. Per allestire le strutture gli operai hanno lavorato giorno e notte, comprese le domeniche, perché a breve devono essere pronte le collezioni dell’estate 2013. E’ coinvolto tutto l’indotto di Carpi: le cucitrici nei casolari, le stiratrici in giardino.

Un ritratto di Anna Molinari, e il lavoro nella sua azienda nelle precarie condizioni causate dal terremoto

 

“Tutti noi imprenditori – aggiunge Anna Molinari – abbiamo comprato tende, container: ci siamo arrangiati, non potevamo attendere con le mani in mano gli aiuti dal governo. Abbiamo già speso centinaia di migliaia di euro per gli allestimenti e non abbiamo ancora avuto tempo di quantificare i danni. Ci sono tante aziende di successo nel distretto del tessile che producono qui il vero made in Italy. In questa terra si fabbrica complessivamente più dell’1 per cento del prodotto interno lordo. Noi emiliani siamo forti e riusciremo a vincere anche questo”.

Nelle boutique Blumarine e Blugirl di Milano è stata messa in vendita la t-shirt creata assieme all’emittente radiofonica di Carpi, Radio Bruno, per aiutare le persone colpite dal terremoto. Sotto un cuore crepato che racchiude la sagoma della regione Emilia Rosta magna, il motto simbolo della tenacia di questa gente: “Teniamo botta”.

E’ trascorso un mese e mezzo dalla prima scossa di terremoto in Emilia. Le tendopoli stanno chiudendo, ma questo non significa che la regione torni alla normalità. Molti sono comunque senza casa e dovranno trovare dei nuovi alloggi di fortuna, altri senza lavoro e dovranno continuare a vivere…

Venerdì 6 luglio il Governo ha finalmente approvato il decreto che istituisce il fondo per la ricostruzione delle aree colpite dal terremoto. Verrà erogato un contributo per la ricostruzione degli immobili fino all’80 per cento, che deriverà dall’aumento delle accise (500 milioni), dalla riduzione dei contributi pubblici ai partiti Fondo dell’Unione europea, per un totale di 2 miliardi. Basteranno?

 

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