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Zibaldone

Ascoltavo le maree

di Elisabetta De Dominis

“Nel giro di minuti la marea avrà invaso ogni anfratto… poi, quando si ritira nuovamente, ha sempre il buon cuore di spargere ancora una volta nell’aria quel suo profumo indefinibile e ancestrale…” scrive Guido Mattioni in "Ascoltavo le maree" o, se preferite, "Whispering Tides". Perché Guido ha fatto le cose bene: ha scritto il suo primo libro in italiano, l’ha tradotto in inglese e messo in vendita on line nel giro di 24 ore in entrambe le lingue. Pubblicato con la Smashwords di San Josè, il suo romanzo è acquistabile in italiano su http://www.feltrinelli.it e su http://www.ilmiolibro.kataweb.it oppure in inglese su http://www.amazon.com e http://www.lulu.com. Dopo pochi mesi Mattioni si ritrova tra i finalisti della seconda edizione dei Global e-Book Awards che saranno assegnati a Santa Barbara in California il 18 agosto. Tra oltre 1000 partecipanti di 16 diversi Paesi, Guido è l’unico italiano.

Nato a Udine nel 1952, Guido Mattioni vive a Milano dal 1978, dove circa un anno fa ha concluso la sua carriera giornalistica come inviato speciale de Il Giornale e, finalmente, si è potuto dedicare al suo primo amore: la scrittura. Non quella che ti dicono di scrivere ma quella che ti sgorga dal cuore. Che, a causa del destino bastardo, narra della perdita del suo primo amore: la moglie Paola. Con lei, dal 1991, si recava tutte le estati a Savannah, in Georgia, il luogo dove ha preso dimestichezza con la sua anima e con l’anima dei suoi cittadini, tanto che nel 1998 ne è stato fatto cittadino onorario.

E l’approdo dove, quando è rimasto solo, si è rifugiato ad ascoltare le maree lenire il suo cuore. A Savannah vive il vero Guido per il breve periodo delle vacanze, mentre a Milano per gli altri 11 mesi l’anno lavora il suo doppio: "Riuscivo a scrivere di quegli argomenti come avevo fatto sempre, ovvero piuttosto bene, pur continuando a ignorarli del tutto. Ricordo come in quel periodo mi fosse tornata in mente una vecchia battuta che circolava anni fa nelle redazioni e che la diceva lunga sulla diffusa superficialità del lavoro giornalistico. ‘Hai letto questo libro?’, chiedeva un giornalista a un collega accennando a un volume sulla scrivania. ‘No, l’ho soltanto recensito’, era la risposta".

Questo purtroppo avviene spesso, dovendo i giornalisti riempire le pagine di un quotidiano ogni giorno. E dovendo dormire la notte come tutti gli altri esseri umani. Tuttavia io che dipendente di un giornale non sono mai stata, ho potuto sempre leggermi un libro da cima a fondo e scriverne con cognizione di causa. Come ho fatto con questo. Raccontare, pur romanzata, la sua vita spezzata dopo 23 anni di amore splendido, ha aiutato Guido a sopravvivere e a rispettare ancora di più la Natura che in questo angolo d’America si rivela con tutta la sua prepotente bellezza. Che lui chiama con la lettera maiuscola, appunto. E che gli parla sempre non appena "io corro a sedermi sulla sponda di un piccolo specchio d’acqua".

Ma anche lo ascolta. E’ proprio guardando il mare che Guido, quando si è reso conto di aver perduto la moglie per sempre, ha scoperto di possedere dentro una forza d’animo che non immaginava nemmeno di avere. E che, infine, lo condurrà ad amare di nuovo.

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