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Zibaldone

Parola di Monti

Il Presidente del Consiglio italiano Mario Monti martedì scorso ha dichiarato pubblicamente di non avere alcuna intenzione di candidarsi nel 2013, quando si terranno le elezioni generali politiche. Gli crediamo. L’uomo avrà i suoi bravi difetti, ma è uno di parola. Può impaurire i cittadini, può suscitare ansia, anche angoscia; può irritare, scoraggiare, eppure non è uno che menta o che ti prenda in giro in questo Paese in cui la menzogna e la presa in giro sono sempre in agguato.

Mentono uomini politici, mentono il conducente Atac (azienda dei trasporti urbani romani), il tappezziere, il barista, la signora (parvenu) con la puzza sotto il naso… La durata del Governo Monti si arresterà perciò fra meno di un anno, a meno che non intervengano nel frattempo fatti nuovi, scossoni, ‘terremoti’: eventualità, questa, non improbabile in un’Italia che resta pur sempre nelle mani di una classe dirigente composta da individui dei quali diffidiamo e coi quali non prenderemmo nemmeno un caffè in Piazza del Popolo a Roma o da “Scudieri” a Firenze. Ma più ancora della possibilità di sconvolgimenti provocati da una globalizzazione che secondo noi è una forma industrial-commercial-bancaria allestita a uso e consumo di 10 o 12 dozzine di grossi speculatori internazionali e di Paesi (India e Cina in prima fila) i quali creano le proprie fortune su regimi di semi-schiavitù e su un lavoro minorile che è esso stesso dimostrazione del macroscopico impianto semischiavista, o del tutto schiavista; i quali della tutela dell’Ambiente si fanno beffe ogni santo giorno e insieme al Brasile che procede per miopi e bassi interessi di bottega alla devastazione dell’Amazzonia (il polmone del mondo), rappresentano un micidiale pericolo per noi tutti e soprattutto per i nostri figli; ecco, ancor più della eventualità del “collasso globale”, ci impaurisce il ritorno in “grande stile” sulla scena politica nostrana da parte di Lorsignori, da parte, cioè, dei politici di carriera… Politici di carriera ormai collusi con un’industria e un’imprenditoria refrattarie alle regole, alle leggi: indifferenti al principio dell’interesse nazionale. Ma l’interesse nazionale come somma dei beni e delle possibilità della Nazione, come somma delle legittime, molto umane, aspirazioni dei cittadini, come espressione di antiche qualità morali, civili, civiche, sociali, è stato demolito in questi ultimi 10 o 12 anni dalla teocrazia e dalla tecnocrazia dell’Unione Europea, il flagello peggiore che ci potesse capitare…

Rimonteranno così in sella i Berlusconi, gli Alfano, i Bersani e tutti i reggicoda e palafrenieri di Berlusconi, Alfano, Bersani. Finiremo di nuovo sotto il loro tallone. Li ritroveremo a ogni ora in tv con quella loro insopportabile aria da “uomini indispensabili”, da incantatori di serpenti, da commedianti abilissimi, certo: persuasivi, “suggestivi”, “accattivanti”. Saremo di nuovo destinati a udirne di giorno in giorno le voci, a imbatterci nelle loro fisionomie, ad assistere a quel che a essi più piace: la autocelebrazione, la autocelebrazione che li eccita, li fa fremere, li fa vibrare in un assetto individualistico che non è tollerabile. Eppure, è tollerato, se non addirittura ammirato…

La Politica è cultura, o comunque lo era un tempo, al tempo (fate attenzione a quel che vi dico, voi lettori che vivete in America e un po’ mi conoscete…) dei Fanfani, dei Colombo, dei Nenni, e perfino dei Donat Cattin, degli Zaccagnini, dei Basso. Da una ventina d’anni la politica italiana cultura più non è: è un esercizio volgare, velleitario; è grossolana propaganda. Propaganda che vede appunto brillare gli incantatori di serpenti fra i più scaltri, fra i più “preparati”. Vede brillare virtuosi che virtuosi non sono… Vede brillare personaggi che cantano 1000 canzoni diverse e sventolano 1000 bandiere diverse. Prendete Fini e Rutelli… C’è forse un’alternativa?? Un’alternativa rappresentata magari da Beppe Grillo? Non crediamo nemmeno al bravissimo attore di cinema. Avrà certo le sue ragioni l’eccentrico capo-popolo, ma è un velleitario anche lui. E l’Italia non ha alcun bisogno di velleitarismi facili, piazzaioli o salottieri che essi siano. Ha bisogno d’una guida sicura e, soprattutto, disinteressata. La nostra speranza è messa a dura prova…

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