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Zibaldone

“Giallo” in Europa

L’epoca in cui viviamo verrà ricordata come quella dello strapotere finanziario e imprenditoriale. Verrà ricordata come quella in cui il cittadino qualunque, quello come  voi e come noi, fu in un primo tempo illuso (e molto più che in passato), quindi sfruttato, dissanguato, abbandonato a se stesso – e neanche questo ha precedenti nella Storia dei Paesi dell’Europa occidentale.

La volontà popolare più nulla conta, i “padroni del vapore” seguitano a fare quello che vogliono, intorno a loro si stringe una folla sempre più cospicua di avventurieri e avventuriere, portaborse e parassiti, donnine mosse da un’ambizione sfrenata. Ma, per quel che riguarda l’Italia, questa “volontà popolare” è la stessa che, a più riprese, negli ultimi 20 anni ha premiato alle urne personaggi come Prodi, Berlusconi, Bossi, Fini… Sembra che non ci siano limiti al masochismo di cui sono affetti così tanti italiani. Gli italiani che hanno smesso di leggere, smesso di pensare con la propria testa, smesso di dubitare della “opinione corrente”.

In Italia e altrove, all’atto pratico, si vive in un regime dittatoriale, in un regime tuttavia sfumato nella forma, nell’aspetto; edulcorato dai ‘campioni’ della “immagine”; nel regime imposto dai partiti e, perciò, da volgari, inaffidabili politici di carriera i quali (almeno da noi) neanche ci pensano a pestare i piedi all’alta finanza. Glieli pestassero, sarebbe la loro fine. Addio grossi incarichi, bei quattrini, yacht, auto blu – e biglietti-omaggio per le partite di pallone quando, invece, l’impiegato, il garzone, il cameriere il biglietto se lo devono comprare…

E’ un regime duro, anzi, durissimo; protervo, minaccioso e, secondo noi, addirittura disumano. E’ il regime di governi che, in ossequio, appunto, all’alta finanza, hanno svenduto con gusto perverso la sovranità nazionale dei propri Paesi. Ricordate questo, lettori che vivete e sgobbate in America: hanno svenduto, sì, la sovranità nazionale che dell’Europa aveva fatto un tempo la fortuna. In tale squallido panorama si presenta ora un “giallo”, l’ennesimo “giallo” elaborato da questa Unione Europea che crea miseria anziché creare ricchezza o assicurare condizioni di vita almeno dignitose; che non garantisce un minimo di tranquillità, che quindi ci inchioda nell’ansia, nello scoraggiamento.

Martedì scorso il Governo spagnolo ha annunciato che Spagna, Italia e Francia avevano da poco chiesto alla Ue “misure urgenti” anti-spread. Da Roma e da Parigi è arrivata la smentita: mai inoltrata a Bruxelles una richiesta di quel genere. Questo l’indirizzo, il ‘modus operandi’ di governi che non sono arbitri di se stessi.

S’infittiscono i contatti, si allacciano contatti, si tengono incontri, si fanno telefonate-fiume: ma come stiano veramente le cose, non sappiamo… Non ci viene riferito, illustrato, che cosa accade: che cosa davvero ci aspetta, e in che modo ci vorremmo ingegnare al fine di evitare il peggio. Non sono espliciti (almeno in Italia) neanche quelli che lo sembrerebbero… Hanno tutti qualcosa da nascondere…

Hanno tutti qualcuno da compiacere, da soddisfare… E’ un’atmosfera ancor più cupa, ancor più inquietante dell’atmosfera presente in corti italiane del Quattro o del Cinquecento. Quelle corti, quella Curia nelle quali il sangue non di rado scorreva a fiumi, ci seppero però dare Michelangelo, Leonardo, Raffaello. Valorizzarono artigiani, aprirono il mondo del lavoro a ragazzi di “umili condizioni”; seppero distribuire, almeno a Roma, Firenze, Siena, Milano, Ferrara. Mantova, Napoli, una relativa ricchezza. Ma la “corte” italiana d’oggigiorno che ci dà? Ci dà il ristagno, l’incertezza; ci dà pizzerie… Ci dà il Superenalotto…

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