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Zibaldone

Il coraggio dei governanti

di Elisabetta De Dominis
In foto, Nicole Minetti

In foto, Nicole Minetti

Ora ve la beccate voi, in America: la Minetti ha preso il volo per Los Angeles. Ha tolto il disturbo in Regione Lombardia? Sembrava di sì, invece no: dovrebbe tornare alla fine delle ferie. A meno che Berlusconi non riesca sistemarla come attrice di fiction a Hollywood. Sembra sia questa la sua condizione. Certo è già un professionista: più finta di lei…

Ma non è che liberandosi dell’ex igenista dentale di Berlusconi, il Pdl riacquisti smalto (dentale a parte). Quanti altri e quante altre sono impresentabili come rappresentanti degli italiani, eppure li rappresentano. Vuoi per dabbenaggine dei loro elettori vuoi per sporchi scambi di voti. Ci siamo già dimenticati che il governo Berlusconi ha dovuto dare le dimissioni perché era totalmente incapace di governare e non era credibile in sede europea?

Posto, dunque, che Monti sia l’effetto e non la causa della nostra situazione attuale, egli si comporta come un curatore fallimentare che, per soddisfare i creditori, le banche, mette in vendita il patrimonio immobiliare. Finora con le tasse ha tolto ai poveri, la classe media, per dare ai ricchi, i banchieri. Senza intaccare minimamente la classe alla quale questi appartengono: non ha varato una patrimoniale e non ha diminuito gli stipendi dei manager pubblici che dovevano rimanere sui 200 mila euro.

Apprendiamo che la banchiera Anna Maria Tarantola, testé nominata alla presidenza Rai, si è tagliata lo stipendio: da 450 mila euro a 294 mila. Beh, a fine mese ci arriverà, se non fa shopping selvaggio.

Certo che siamo ancora lontani dalla costatazione di Platone: il più ricco non può guadagnare più di cinque volte del più povero. Manca un sentire comune nella nostra società nazionale e come possiamo pretendere che nasca nell’Unione europea? Quello che ci ha uniti è stato l’euro e quello che ci sta per dividere non può essere che l’euro. Altro, credo, non c’è.

“Per risanare il sistema finanziario – scrive il Corriere – bisogna separare le banche dalla politica”. Una parola!

Ma come si può ridurre il potere reciproco dei politici sulle banche e delle banche sui governi se l’Europa è solo una grande banca governata da piccoli uomini? I quali continuano a ripeterci che abbiamo vissuto finora al di sopra delle nostre possibilità. Non sono stati forse i governi a vivere al di sopra delle nostre possibilità visto che li abbiamo mantenuti bellamente?

La Spagna si sta chiedendo che senso abbia restare nell’euro. Ma cos’era la Spagna prima di entrare nell’euro? Un paese arretrato più della Grecia, per non parlare del Portogallo. Mancavano un sacco di cose, dalle auto al cibo, perfino l’economica Nutella. Poi nel giro di un paio d’anni si sono rifatti il look con la pecunia europea.

Il Corriere così prosegue: “L’euro si può salvare solo con un piano di integrazione bancaria, fiscale e politica dell’eurozona”. Giusto, ma come si fa ad integrarsi se bisogna tenere separati i politici dai banchieri?

A leggere gli illustri opinionisti politici sembra di sentire gli opinionisti sportivi, del calcio domenicale. E benché le sparate siano giornaliere, nessuno sa realmente dove puntare. Ora in Italia si riempiono tutti la bocca di fare sviluppo. Ma mi devono spiegare come intendono rimettere in moto lo spirito imprenditoriale italiano se l’hanno minato dalle fondamenta?

Non c’è più creatività perché non c’è più entusiasmo produttivo. Non appena un’azienda produce qualcosa, i cinesi gliela tolgono dalle mani, copiando e vendendo a minor prezzo. Spesso è lo stesso imprenditore italiano che, stufo di orpelli e balzelli statali, vende il brevetto o va a produrre in Cina mettendo sul lastrico i propri dipendenti. E’ il mercato, bellezza. Ok, ma allora che il governo Monti spieghi come intende risolvere il problema della produzione nel nostro Paese.

Sono stata imprenditrice anch’io: venticinque anni orsono non c’erano incentivi per le giovani imprese, anzi c’erano diverse limitazioni sia a livello commerciale che bancario, i tassi dei prestiti adesso sarebbero da usura e i contributi pensionistici esagerati. Molti clienti non pagavano e non c’era verso di recuperare i crediti per via legale, ma gli avvocati si arricchivano perché andavano pagati comunque. E mi pare che i problemi siano sempre gli stessi, perché quello che manca è sempre il coraggio dei governanti.

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