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Zibaldone

“Laziogate” e vergogna

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In massima parte sono di estrazione piccolo-borghese, o meglio, neo-piccolo borghese. Buon gusto zero, quindi. Tatto: nemmeno a parlarne. Senso dello Stato? Nullo anche quello. Preparazione culturale? Scarsissima. Ecco chi sono i “prodi guerrieri” della destra italiana, soprattutto della destra romana copertasi di ridicolo col recentissimo ‘Laziogate’, esploso per l’“incontinenza” dell’ex-capogruppo del Pdl alla Regione Lazio, Francesco Fiorito, il “Batman” di Anagni, altro tizio “pittoresco”, “colourful”, rumoroso. Quello che, secondo le accuse della magistratura, si è appropriato per scopi personali e clientelari di denaro pubblico, montagne di denaro pubblico, vale a dire quattrini degli italiani, del pensionato a 800 euro al mese, della pensionata a 500 euro al mese e di tanti altri cittadini, compresi professori e professoresse di Liceo, brillanti, coltissimi, indispensabili, ma che di stipendio percepiscono tuttora 1500 euro al mese… Millecinquecento euro non bastavano nemmeno per comprare le ostriche da servire, di volta in volta, alle pacchiane, volgarissime cene in costume dei “prodi guerrieri”, cene nelle quali il “Batman” rifulgeva in tutta la sua “semplicità casereccia” di ciociaro, osannato, adulato da collaboratori, portaborse, cortigianelli e cortigianelle dagli appetiti insaziabili…

I “nazionali”, i “patrioti” mangiavano, e mangiano, a quattro palmenti. Ma i nonni e i bisnonni di tutta questa gente erano perlopiù persone perbene, italiani e italiane dedite al lavoro, persone di gusti semplici, donne e uomini che praticavano il culto del risparmio. Se ne ha una ben precisa immagine col film “Quattro passi fra le nuvole”, del 1942, diretto da Blasetti. Il ‘traffichino’, il losco, l’imbroglione erano certo in circolazione anche allora, ma rappresentavano le eccezioni, le rare eccezioni. Come, quando e perché s’è verificata, allora, la scollatura fra i ‘giovani leoni’ tipo Fiorito e il bagaglio di valori morali e sociali presenti in tante famiglie romane e ciociare d’un tempo? Poniamo che Francesco Fiorito sia nato nel 1900. Pensate che, da adulto, sul posto di lavoro o in politica, si sarebbe comportato come si comporta oggi – come mangia e beve oggi? Crediamo di no. Un Fiorito nato circa 120 anni fa avrebbe verosimilmente condotto una vita onesta, semplice, sobria. Alle ostriche non ci avrebbe manco pensato: avrebbe fatto festa davanti a un pollo arrosto. Oltretutto, il “Batman” di Anagni – a quanto ci risulta – un tempo faceva il missino. Ve le ricordate le campagne moralizzatrici del MSI? Le campagne neofasciste contro i “carrozzoni” del Potere politico, contro gli sperperi dei democristiani? Allora, che cosa è successo? Vediamo di capirlo, vi propongo, cari lettori, un buon esercizio mentale. L’inizio di tutto questo può essere individuato nella eliminazione dalla Psiche italiana del senso di vergogna: operazione anti-borghese e proletaria, ideata e attuata appunto con successo dal Pci a sua volta fiancheggiato dai socialisti e da cattocomunisti alla don Milani. Le ricordiamo bene le argomentazioni dei fabbricanti d’opinione comunisti: è la putrida società borghese che imprigiona anche così il povero proletario: inchiodandolo nel senso di vergogna, lo neutralizza, lo rende perciò insicuro e inoffensivo. Già negli Anni Settanta, era raro incontrare un italiano o un’italiana che provassero disagio, imbarazzo; che tremassero dinanzi alle colpe che gli venivano attribuite, ai rimproveri che subivano. Arrivò poi la controffensiva del padronato scatenatasi nel 1980 con l’ascesa di Ronald Reagan alla Casa Bianca, si rafforzò la “cultura” del successo personale. Il denaro cominciò a esercitare un ‘fascino’ maggiore. In Italia nacquero e si moltiplicarono le Tv private, quasi tutte “spazzatura”, in modo da ‘fare audience’… Spuntò il berlusconismo… Il berlusconismo sembrava il solo modo “saggio” d’intendere la vita. A tutto questo un’Italia senza più difese “antropologiche” s’arrese alla svelta. A tutto questo ci hanno condotti il Capitale e l’intellighenzia comunista d’un tempo. Vuol dire che eravamo fragili e impreparati già in partenza, già 40 o 50 anni fa…

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