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Zibaldone

Si cambia davvero?

di Elisabetta De Dominis

“Si cambia! Faremo una rivoluzione” ma che bel proposito, onorevole Berlusconi. Alfano preferisce invece fare un “rinascimento”, mentre Frattini è per la “rinascenza”. Inutile dire che anche il sindaco di Roma Alemanno, sempre contraddistintosi nella gestione comunale, ha affermato che “bisogna cambiare”. Dunque già cinque del Pdl si sono messi a disposizione per cambiare. Chi? Gli altri, ovviamente. Infatti Alfano ha dichiarato: “Noi siamo di un’altra pasta” e ha proposto che nessun consigliere uscente sia ricandidato da alcun partito. Anche Bersani la pensa allo stesso modo e perciò si candida alle primarie del Pd contro il sindaco di Firenze Renzi, il nuovo che avanza, e vuole assolutamente andare ad elezioni, certo di prendere finalmente il posto di Monti.

La volpe perde il pelo ma non il vizio. Bisogna cambiarli tutti. Il pesce puzza dalla testa: sono i capi che vanno eliminati. Infatti chi ha dato l’esempio? Chi ci ha condotti dove siamo? Ma del bunga bunga ci siamo già dimenticati? Ora che sono stati beccati, fanno promesse. Non hanno vergogna né dignità. Perché non hanno etica né anima. Ma come si può stare ad ascoltare rispettosi la Polverini che fa la gnorri in tv e dice che non sapeva delle ruberie del Consiglio regionale? Non poteva non sapere. A meno che non sia ritardata, ma non se n’è accorto nessuno. No, impossibile. Sa fare anche dei discorsi circostanziati: non la interdirebbero mai. Quindi, se è capace di intendere e volere, è responsabile, come qualsiasi direttore pubblico che è soggetto a responsabilità civile e penale di quanto avviene durante la sua amministrazione. E che faccia tosta presentarsi ai talk show televisivi e dire tutta seriosa che è orgogliosa di aver dato le dimissioni. E’ anche orgogliosa di aver stanziato 35 milioni di euro al Consiglio? Perché era lei che aveva i cordoni della borsa. Eppure non conosceva, come ha sostenuto, coloro che beneficiava: i suoi consiglieri. “E’ stata una governatrice a sua insaputa” è sbottato Giannini, giornalista di Repubblica. Insomma, troppo comodo dire: non sapevo, ignoravo… e voler fare il capo, prendere una cospicua paga e non rispondere di mancata vigilanza. Alla domanda se si candida al Parlamento, la Polverini ha dato una risposta spudorata: “Ci stiamo pensando in queste ore…” Ecco un’altra candidata che non pensa minimamente a farsi da parte. E l’ex ministro dell’economia Tremonti, che ci ha condotti così bene fin qua, sta pensando di presentarsi con una lista. Questi non si sono ancora accorti che non devono più farsi vedere… Vedono cosa sta succedendo in Grecia? Non useremo certo l’esercito per difenderli, già abbiamo pagato fior fiore di “body-guard” per scarrozzarli in giro. Frattini se n’è uscito dicendo che bisogna fare come gli americani: selezionare i candidati politici. Ha pure aggiunto che “è stata una porcheria” candidare la Minetti. Forse perché non l’ha selezionata lui. Questi hanno una così alta considerazione di se stessi che pensano che siamo tutti ritardati. Berlusconi vuol farci credere di aver cambiato modus vivendi: ciuf-ciuf se n’è tornato a Roma in treno.

Intanto Monti dall’America dice che se glielo chiedessero, non si tirerebbe indietro a continuare a governarci. Noi, popolo bue, intendo. Perché si guarda bene dal governare i politici che lo tengono a palazzo Chigi. Non ha avuto nemmeno il coraggio di abolire le province e di tagliare gli stipendi ai manager pubblici. Tutta gente che non è chiamata a rispondere di come spende i nostri soldi, mentre responsabili siamo diventati noi perché da ottobre dovremo rendere conto di come spendiamo i nostri soldi all’Agenzia delle Entrate. Ma non è questa una sotterranea incostituzionale sovversione del diritto di libertà individuale?

Chi sbaglia, paga. Chi non vince, si ritira. Così nello sport, nell’impresa. L’imprenditore è soggetto al rischio d’impresa e può fallire. L’Italia non è ancora fallita ed è stata già affidata a un curatore fallimentare che pensa solo a soddisfare i creditori privilegiati: banche e politici. E noi dobbiamo rispondere anche per loro, che non conoscono la responsabilità personale, pilastro della dignità individuale.

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