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Zibaldone

Tentati e fregati

di Elisabetta De Dominis

Tutti contro i giornalisti. La ministra Fornero non parla più con i giornalisti: “Ti scappa una frase e diventa un titolo”. Ai neonati si insegna a trattenere la pipì, ai bambini le parole, ma questo è un esercizio ben più difficile del primo e richiede costante autocontrollo. Per tutta la vita. Altrimenti sei responsabile di quello che hai detto. E una che fa la ministra dev’esserlo. Abbiamo accettato un governo di tecnici non eletti proprio perché all’ultimo governo di politici scappava di tutto meno la pipì.

Di Pietro invece, per sua ammissione, è stato indotto in tentazione. Da chi? Nientepopodimeno che dal padreterno. Così ha sostenuto giovedì sera, ospite della trasmissione condotta da Santoro su La 7: “Cosa dice il padrenostro? Non ci indurre in tentazione, ma liberaci dal male… E io voglio abolire il finanziamento pubblico dei partiti. E’ meglio non averli i soldi che averli ed essere presi in tentazione…” Domenica scorsa la giornalista Gabanelli, nella sua trasmissione su Rai Tre, aveva condotto un’inchiesta su un possibile acquisto da parte di Di Pietro di 45 immobili per un valore di 15 milioni di euro con i soldi dei rimborsi elettorali. Poi l’Italia dei Valori si è sfasciata con accuse, dimissioni ed espulsioni. Formalmente, visto che in pratica i valori (etici) si erano già persi per strada, precisamente nell’acquisto degli immobili. Ora Di Pietro pensa – come tutti i politici – di fare un nuovo partito non personalista dove il leader è sempre lui. Logico. Suggeriamo il nome: “L’Italia dei valori immobiliari”. Sarebbe più chiaro per sapere dove va a parare e forse troverebbe anche qualche altro investitore… Purché apra l’associazione Italia dei Valori, formata da lui, sua moglie e suo figlio, ad altri soci. “Chi troppo vuole, nulla stringe” mi diceva mia nonna. Ma purtroppo la fame vien mangiando… Per la verità Santoro ha cercato di sfatare le insinuazioni della Gabanelli, riducendo a 3 o 4 le proprietà dell’exmagistrato.

Troppo buono, visto che lo stesso giorno Tonino aveva precisato al Corriere che di proprietà ne aveva 11, escluse quelle dei figli e della moglie. Santoro gli ha detto: “Non si capisce come i soldi dei vostri bilanci siano stati spesi”, anche perché il magistrato che non sa parlare in italiano si guarda bene dal presentare la movimentazione bancaria dal 2001 ad oggi. A parte che non si capisce come abbia potuto laurearsi in giurisprudenza, visto che non sa parlare in italiano, non capisco come l’Agenzia delle Entrate non gli abbia chiesto la movimentazione che chiede a tutti i poveri cristi. Si vede che ha un occhio di riguardo per chi è indotto in tentazione dal padreterno, oltre che per chi si sente un padreterno, come abbiamo visto. La trasmissione si è conclusa con un ammonimento bonario a non confondere più amministrazione del partito e di casa, ossia di case varie. Chissà se la legge è uguale per tutti, chissà se la magistratura andrà a fondo a questa vicenda, molto simile a quella che travolse il Psi e che, per mano dello stesso Di Pietro, mandò in carcere Cusani e alla morte Craxi. “Chi di spada ferisce di spada perisce” diceva sempre mia nonna. Vittorio Feltri, ospite della trasmissione, ha commentato: “Gli italiani si vergognano ed hanno disprezzo per chi sta in parlamento. Non si può partire dalle eccezioni per fare la regola: c’è gente che non riesce a giustificare le indennità percepite. Se pensiamo che i partiti siano in grado di autoemendarsi, commettiamo una grande ingenuità. Abbiamo visto che hanno dovuto chiamare i tecnici…”

Parole da oracolo di Delfi. Ma il dio Apollo che insegnava: “Niente in eccesso” è stato soppiantato da un dio pietoso che viene pure colpevolizzato perché induce in tentazione… Mah, gli inquisitori sono stati i più laidi peccatori.

All’inizio del ‘600 Traiano Boccalini venne ucciso da sicari: scriveva satire di denuncia dei misfatti del clero. Si definiva un menante. Era nata una nuova figura professionale già molto invisa: il giornalista.

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