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Zibaldone

La società segreta dei politici

di Elisabetta De Dominis

Ho fatto uno sforzo: in 3 giorni ho letto “La società segreta degli eretici” di Ilaria Beltramme: 370 pagine molto descrittive dove non succede quasi nulla. Perciò ho capito tutto dei politici italiani, gli eretici d’oggi: saper sciorinare belle frasi, e basta, è un male comune.

Ho comprato questo malloppo della Newton Compton Editori perché sembra che la scrittrice abbia venduto in un mese 150 mila copie e quindi mi sono costretta a un atto di modestia arrivando fino all’ultima pagina. La copertina promette di svelare il segreto di Giordano Bruno, tra Santa Inquisizione, sette misteriose e libri perduti. A parte la trama quasi inesistente e che non sta in piedi, a parte la noia della narrazione che descrive bene particolari banali ma non l’emozione dell’iniziazione misterica, a parte il travisamento dei rosacroce, finalmente l’autrice a pag. 320 spiega chi fosse la dea Iside, la signora della Conoscenza che gli eretici perseguivano rischiando la morte sul rogo nel ‘600. Purtroppo l’ha incarnata nell’anziana Sophie, a capo di una fantomatica società segreta di decaduti dei egizi, che manda il giovane ignaro Prospero a fare un giro pericoloso in quel tempo per riportarle un libro, ma in verità per rapire Giordano Bruno e condurlo da lei al fine di far conoscere l’Amore salvifico all’umanità. Il giovane fallisce, viene dannato e l’umanità va verso l’apocalisse.

Non starò ad approfondire questa storia insulsa, di cui fino all’ultimo ho atteso un finale che la riscattasse, ma piuttosto ne indicherò gli elementi di similitudine con la società segreta dei politici italiani, davvero rivelatrici.

È ovvio che possiamo parlare di una società segreta perché siamo ancora in balia di vecchi politici, disposti come antichi dei a qualsiasi compromesso pur di non perdere il potere. Ci hanno raccontato che per un moto di responsabilità verso l’Italia, che rischia l’apocalisse, depongono le armi per fare, tutti insieme o quasi, un governo di servizio. Bene, finalmente si sono resi conto che sono loro al nostro servizio. Quindi si stanno apprestando a servirci il tè come fa Sophie con Prospero, il quale si beve i suoi libri in latino senza sapere che è la vittima sacrificale. Mors tua, vita mea. Ma lui non muore, si ribella alla sua divinità e lei, conscia di essere prossima alla fine perché non sarà adorata più, lo maledice.

L’avvertimento per Grillo e per Sel è chiaro: se non siete con noi, peste vi colga. Grillo finora ha tenuto duro: “Non ci mescoleremo mai con questi partiti”. Per questo l’hanno incolpato del fallimento di Bersani a fare un governo, mentre è Bersani ad aver peccato di superbia. Chi troppo vuole, nulla stringe – diceva mia nonna. Ma non hanno ancora imparato. Infatti hanno chiesto a Napolitano di fare “un atto di responsabilità” e tornare al suo posto. “Incoscienti” gli avrebbe apostrofati mio padre, che per lui era la peggior parolaccia. In effetti, non hanno consapevolezza morale delle proprie idee e azioni perché la conscentia per i latini era l’intimo giudizio del bene e del male compiuto, la cognizione di una cosa che si ha in comune con altri. Ma si sa, gli ignoranti difettano di conoscenza. Ecco come abbiamo una classe politica popolata da irresponsabili, incapaci, avidi, meschini e invidiosi. A Bersani, Bindi, Renzi si sono rivoltate le budella appena Napolitano ha dato l’incarico di formare un governo ad Enrico Letta. Bastava sentire i loro invidiosi commenti: “Non è il momento. Vedremo che governo farà, ecc.” Come osano allora denunciare dei traditori tra loro? Il Pd è infestato di eretici che non seguono più il dogma. Forse perché è vuoto di significati, di risposte, di soluzioni? Nessuno dei politici democratici di lungo corso tollera di essere meno di un altro, tutti si sentono pozzi di scienza. Davvero senza coscienza. Posto che l’invidia sia una categoria dell’anima, quella dei democratici è avvelenata. Berlusconi è stato bravo almeno a fare il leader, ad individuare il nemico fuori dal Pdl, non dentro. Ora però per contrarre questo matrimonio d’interesse dovrà dividere il letto a una piazza con Letta. E non credo che il Cavaliere accetterà di dormire a terra, neanche se gli prometteranno un lauto breakfast.

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