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Zibaldone

L’Italia che sa scacciare i Demoni

Carabinieri e poliziotti attimi dopo la sparatoria

Carabinieri e poliziotti attimi dopo la sparatoria

Nella sparatoria di ieri a Roma non c'e' solo il sintomo di incertezze in arrivo, ma si possono riconoscere quei cittadini che nel compiere sempre il proprio dovere, rendono lo Stato degli italiani piu' forte, nonostante la corruzione e l'estremismo violento

“Ma stanno sparando…” “Ma pensa per te…” cantava Gianni Morandi nel 1970, mentre veniva fischiato dai giovani ancora freschi del ’68, perché giudicato “venduto”. Invece con quella canzone il cantante di Bologna col tempismo che solo l’artista possiede, annunciava e denunciava quello stato d’animo degli anni di piombo che avrebbe insanguinato l’Italia per oltre dieci anni.

Ma la sparatoria di Luigi Preiti che a Roma ha ferito gravemente al collo il carabiniere Giuseppe Ciangrande – rischia la paralisi – e colpito alle gambe l’appuntato Francesco Negri e, con le schegge, una passante incinta, non crediamo resuscitera’ i Demoni degli anni di piombo. Non sara’ questo l’episodio. Invece, da questa terribile giornata, e' l’Italia che vogliamo che vediamo emergere, piú forte e viva che mai.

L’umanita’ e il coraggio messo in mostra nella reazione dei militari italiani all’attacco di un uomo che in quel momento stava scaricando contro di loro il caricatore di una Beretta e che avrebbe potuto avere addosso di peggio, ci annuncia che l’Italia ha tutte le risorse umane per essere piu’ forte di certi fantasmi del passato, anche se qualche minioranza volesse richiamarli.

A poche ore dagli spari, leggendo alcuni post tra gli amici di Facebook, notavo questi pensieri: come avrebbero reagito in un altro Paese? Come sarebbe andata in America se un uomo armato di pistola si fosse lanciato sparando contro le guardia della Casa Bianca? Gia’, chissa’ come sarebbe andata. Anche se, ricordiamolo, recentemente a Boston le forze speciali sono anche loro riuscite a catturare vivo un sospetto terrorista che aveva gia’ ucciso.

Ma in questo caso, nella reazione dei nostri italiani con la divisa, che in quella manciata di secondi vedono alcuni colleghi gia’ a terra e con estremo sangue freddo riescono comunque a preservare la vita all’attentatore, ecco che sentiamo piu’ viva che mai quell’Italia che da New York eravamo in attesa di riconoscere. Perche’ lo Stato non sono solo i politici corrotti, quei (non certo tutti) eletti da popolo che hanno spolpato il paese. Non sono solo quei leader, regionali come nazionali,  che con comportamenti scandalosi hanno fatto vergognare gli italiani in tutto il mondo. Lo Stato sono soprattutto tutti quei carabinieri, quei poliziotti, quei militari in missione di pace, quei diplomatici, quei funzionari, medici, infermieri, vigili del fuoco, ma anche scienziati e ricercatori che senza fondi adeguati continuano a far miracoli, ecco sono tutti coloro che  lavorando al servizio dei propri cittadini, lo fanno compiendo ogni giorno il proprio dovere. Perche’ nonostante le valanghe di scandali e ruberie, compiuti proprio tra coloro che avrebbero dovuto esserne l'ispirazione, questi italiani non si sono mai tirati indietro dal compiere il loro dovere.

Nonostante i feriti, quindi ieri non e’ stata solo una giornata drammatica e triste per l’Italia, almeno come l'abbiamo percepita da New York. E’ stata anche una prova in cui si e’ visto che la nostra Italia, la migliore e che dall’estero attendiamo con ansia ma anche fiducia che torni in evidenza, c'e' ancora. E’ viva e puo' diventate sempre piu’ forte. Si deve soltanto saperla riconoscere.

Pier Paolo Pasolini, in quegli stessi anni in cui Gianni Morandi veniva fischiato, dalle irrangiungibili vette della sua sensibilita’ di grande artista, si rivolse a quei giovani universitari che a Roma nel ’68 tiravano le molotov e con le spranghe attaccavano i poliziotti, per dirgli che lui invece si schierava “con i celerini”. Lo disse Pasolini a quei ragazzi del movimento anche se “adesso i giornalisti di tutto il mondo vi leccano il culo… Io no, amici… Quando ieri a Valle Giulia avete fatto a botte coi poliziotti io simpatizzavo coi poliziotti! Perché i poliziotti sono figli di poveri. Vengono da periferie, contadine o urbane che siano….  Voi amici (benche’ dalla parte della ragione) eravate i ricchi. Mentre i poliziotti (che erano dalla parte del torto) erano i poveri. Bella vittoria, dunque, la vostra!. In questi casi ai poliziotti si danno i fiori, amici”.

A Luigi Preiti che ha dichiarato ai magistrati che era andato vicino a Palazzo Chigi perché voleva sparare ai politici, ma che non riuscendo ad avvicinarli ha scagliato la sua rabbia contro quelle divise dei carabinieri, mentre attende in cella il giusto processo (in un carcere, pero' cara Italia, dove si rispettino i diritti umani!), ecco nell’attesa gli darei da leggere Pasolini. Tutto Pier Paolo, non solo quello della poesia ai ragazzi di Villa Giulia.  Perche’ l’Italia piu’ forte sara' anche quella che sapra' riconoscere gli italiani che hanno fatto sempre il loro dovere, anche a costo di sacrificare la propria vita.

Quell’Italia esiste ancora e da New York noi la riconosciamo.

 

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