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Zibaldone

Salvami, New York

di F.B.

Un diario d'amore per la città che non dorme mai

Ha inizio un dialogo con New York nuovo, fresco e poetico. 

Tra informazione e sentimento, tra espressione ed impressione.
Si chiama Vivi sono i bambini
Un diario, una finestra, un astuccio, un cuscino. 
Un inno all'asilo. E ai pensieri ellittici, sconnessi e puri dell'infanzia. Dei sognatori.
The Dreamers.
Il suo autore, il giornalista e scrittore Filippo Brunamonti, racconta la città in tutte le sue alchimie, dall'attesa (in Italia) all'approdo vero e proprio, dalla vita in technicolor allo spoglio d'ogni difesa. Tra diritti civili ed arte, politica e società.
Nella speranza che New York gli faccia da madre-Terra e lo salvi, dopo averlo tenuto per mano a lungo.
New York, vissuta come un haiku, dunque. In balia di un'altalena di memorie e di zuccheri.
Pagina dopo pagina, il diario di Brunamonti si schiude e restituisce il senso, e il calore, della New York che non tutti vedono. O che tutti hanno visto ma hanno già dimenticato.
Ecco quindi che il diario personale di un giovane uomo si trasforma in collettivo abbandono nella Speranza. Nel Sogno che abita ancora, da qualche parte, nei nostri cuori color cenere azzurra. 
Ogni pagina è musica e parole, ogni pagina è inchiostro e sostanza. 
Un diario dove anche le immagini e i totem salvano la vita: a ciascun frammento video, Brunamonti allaccia una fotografia che racconti New York. Dalla cartolina classica ed elementare ai dettagli d'una vibrazione potente. 
New York, in testo e in video, è Viva. Come lo sono i bambini.
E voi… Voi, sì… Siete ancora vivi?
 
 
VIVI SONO I BAMBINI
 
Vivi sono i bambini,
soltanto i bambini,
noi siamo morti,
da lungo tempo morti.
(FËDOR SOLOGUB)
 
Sembra un angelo. Vista dall'alto, quest'isola, o quest'ipotesi di isola, sembra un angelo. Un bambino. 
– Mi voglio suicidare. Trentotto volte. Così giovane e già così pronto. Pronto per la morte.
Sembra un angelo e sembra bello il mondo, visto da New York. 
Un po' sognante. 
– Motore, partito!
Non ricordo com'è sognare, com'è toccare, com'è diventare freddi, gelidi. Cattivi.
So che, da oggi, voi siete anche un po' miei. 
Basta spostare un pochino in là e in qua il volo. 
Volo… Un pensiero, mentre dorme la città.
Basta aprire questa scatola. Che si è svegliata immobile e che andrà a dormire beata. Brillante come un sole. 
– Perché tanto dolore?
 
Appunti di viaggio. Prima del viaggio
 
*Ascolta i primi appunti del viaggio verso New York  http://www.youtube.com/watch?v=ABdtVHVFJrY&feature=youtu.be

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