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Zibaldone

Sulle strade di Buenos Aires

Una veduta di Buenos Aires

Una veduta di Buenos Aires

Sognando in italiano nel caos della capitale argentina

Le strade di Buenos Aires sono affollate e caotiche. In città trafficano tante automobili, motociclette rumorissime ed anche parecchi camion giganteschi e vecchi veicoli che sputano fumo puzzolente e ci sono anche i cartoleros, quelli che durante la giornata raccolgono cartoni ma anche tutto ciò che la gente getta via, e poi la sera vanno a vendere ciò che hanno messo insieme nei loro carretti trainati forse da un cavallo, forse dalle braccia del cartolero stesso o a volte addirittura trainati da una bicicletta o due, nelle strade di Buenos Aires.

I vialoni della città sono molto larghi e in teoria possono accogliere molti veicoli, ma in realtà gli ingorghi si formano e lo scorrivendo del traffico viene rallentato, anche perché ogni tanto le ruote dei veicoli si imbattono in gloriose buche che impongono molte fermate non ben accolte. 

Ma le buche non riguardano solo i veicoli. Nei marciapiedi se ne trovano perfino più di quelle delle strade e allora perditi nelle storte, nelle scivolate, nelle scarpe che si rovinano, in un trionfo di avvallamenti che ti fanno barcollare, di mattonelle divelte e spaccate, pronte a interferire il cammino dei pedoni, e non sono poche le bestemmie che volano veloci verso il governo della città.

Un italiano avrebbe di che confrontare le buche argentine e italiane, e forse di fronte a una storta e una scivolata è probabile che gli scapperebbe di associarsi alle bestemmie. Ma se il disgraziato italiano (per via di Berlusconi) fosse un disgraziato romano (per via di Alemanno) e magari fosse addirittura un disgraziato tifoso laziale (guardate la classifica), forse c'è una possibilità non tanto piccolina per godersi una giornata tutta speciale.

Gli elementi dell'illusione sono due: il fatto che gli argentini sono molto patriottici e il fatto che la bandiera argentina è bianca e celeste. Basta una data che richiami la Patria per far spuntare in ogni edificio pubblico e in ogni semaforo un drappo biancoceleste. Perché mai tutte queste bandiere? Il turista romano non lo sa, ma la sua "lazialità" scatta. Avrà battuto la Roma? Avrà vinto lo scudetto? Avrà conseguito la Coppa d'Europa? Il viaggio di ritorno è lungo. Sarà tempo di dormire e di sognare. 

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