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Zibaldone

Gesù non è nato a New York

di F.B.

Non riesco a trovarlo qui, l'unica immagine che riesco ad avere di lui è quella di un teppista con lo skateboard

Mi sono sempre domandato: "Chissà com'è Gesù visto da New York?". Esiste Gesù, a New York, oppure è stato soffiato via? Non mi opprime il silenzio della religione, non mi incanta l'altare né fanno effetto le sante tempeste. Tutto a New York è preghiera, bisbiglio, misticismo. Eppure, io, Gesù a New York non lo trovo. 

Gesù, quando cammino per Roma, lo vedo di color lampone, senza barba. Se mi trovo a Milano, alla fermata di un autobus, Gesù diventa un lungo sogno, un mucchio di preti con la ventiquattrore. Mentre scarto i regali di Natale in Lussemburgo, Gesù esce dall'acqua, da un lago di grano, e mi abbraccia. Ma, a New York, io Gesù non l'ho mai incontrato. Non lo vedo. New York ha figliato ma Gesù no, non è nato a New York.   

Mi sono sempre chiesto: "Chissà com'è Gesù visto da New York?". E chi lo vede, Gesù, a New York, che cosa prova? Chi trascina la Croce, chi crede, chi prega, chi ama, chi invoca… ha paura delle stelle, quanto me che non riesco a "vedere"? La mia malinconia, a New York, si chiama Gesù. Il suo messaggio d'amore, così luminoso, io lo cerco ancora, per le strade di New York. La tenerezza, il disagio, il perdono. Sono tutti venti che soffiano verso me, come l'albero della vita, e della vite. Gesù però non c'è. Non ancora.

Se incontrassi Gesù a Manhattan, gli domanderei: "Come stanno gli italiani a New York? Pregano in inglese o in italiano? Grattano sui vetri delle cattedrali nella Fifth Avenue oppure hanno imbevuto gli occhi di popcorn e lucida-dolori? E i preti, a New York, se lo ricordano il silenzio? Hanno la medesima severità di vedute?". Io, il solo Gesù che so immaginare a New York, è un teppista con lo skateboard. Irrevocabilmente è questa l'immagine che scelgo dal mazzo(lin). 

Il tempo di Gesù è crepato, franato, ribollito: troppi terremoti. Quando guardo in viso uno dei sonnolenti barboni in cerca d'amore e di sidri, mi esplode il cuore in pancia. E l'idea che sia esistito davvero un Gesù nella mia vita – sotto l'albero delle vacanze, sugli scogli, tra la pece – si cancella e dorme beata. Dorme e si stacca da me, come una testa penzolante. Devo dedurre che Gesù, a New York, non esiste?

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