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Zibaldone

Punta verso la tua libertà

C’era una volta una nativa di New York che posò il cuore dove l’eternità si chiamava Roma. Ma credette ancora nei miracoli e così sognò la via del ritorno a casa.

Dedicato al mio bellissimo gigante: New York City

“Non puntare il dito, Coralina! Mettilo giù! E non stare a fissare! È maleducato!”

Mamma aveva ragione. Il discorso fila. È brutto e denigratorio. È altezzoso e degradante.  Inoltre, deve essere di certo brutto perché non lo vedo fare ai miei genitori. Una regola di buone maniere che, da bimbi vivendo a New York si impara ad adottare velocemente se non si vuol far sì che ti stacchino il dito decisamente e rapidamente, e che ti lapidino con uno sguardo da fare invidia anche alla Regina Cattiva di Biancaneve.

Ma le contraddizioni del mondo adulto si rivelarono su un traghetto nella baia di New York. Mentre ci allontanavamo dai grattacieli di Manhattan per entrare in un ampia distesa d’acqua, improvvisamente un mormorio di voci iniziò a permeare l’aria frizzante dell’oceano.  I passeggeri iniziarono a spostarsi, spingendosi  (un altro “non si fa”) leggermente  tra di loro per raggiungere la balaustra del traghetto. E poi ecco arrivare il sommo rompiregole! Centinaia di dita adulte che puntavano ferventemente verso l’orizzonte!

“Mamma, pensavo che puntare il dito fosse maleducato”.

“Lo è, tesoro, ma non in questo caso. Non ti preoccupare: questa è la Statua della Libertà”.

Per favore, tenete bene in mente che questa madre stava parlando a una bambina che, ancor oggi, crede che gli oggetti inanimati abbiano un’anima. Infatti, ho speso molti pomeriggi nei giardinetti spostando in giro i ciottoli perché credevo si annoiassero a stare sempre nello stesso posto. Perché non aiutarli un po’ e dare a loro un cambio di panorama? Un rituale, che confesso, a volte pratico ancora. Perciò il fatto che la Statua della Libertà fosse fatta di rame per me non faceva nessuna differenza. Per come la vedevo io, lei era ugualmente viva, sensibile e ricettiva alla maleducazione, proprio come noi esseri  umani.

Iniziai a domandarmi: mi è stato detto di non preoccuparmi… ma la statua, si preoccupava? Si sentiva a disagio ed esposta? Si sentiva sminuita e presa in giro? Si sentiva goffa? Si sentiva troppo alta? Si sentiva così ancorata e bloccata da non poter fuggire da tutte queste dita puntate e occhi fissi su di lei? Mi sentivo impotente, perché  questa volta, al contrario dei ciottoli, non potevo andare lì, prenderla in braccio e portarla al sicuro.

Ma cosa sarebbe successo se avessi  avuto questo superpotere?  Guardai verso questa statua maestosa, e vidi accadere qualcosa di strano.  Mentre sempre più persone puntavano il dito e sempre più persone sospiravano meravigliate, la Statua della Libertà sembrava posizionarsi sempre più diritta. La sua fiaccola sembrava innalzarsi sempre più in alto verso il cielo. I suoi occhi sembravano ingrandirsi e illuminarsi con ancor più orgoglio. Le onde che la circondavano sembravano ondeggiare più ritmicamente e ardentemente. Non potevo non pensare che fosse una conseguenza del battito del suo cuore, che pompava con Libertà. Inoltre, sembrava  afferrare ancor più forte la sua Indipendenza mentre stringeva la tavoletta con sopra incisa la data: 4 Luglio, 1776.

Seppi in quel momento che lei doveva rimanere lì. Sana e salva. Per se stessa e per tutti noi sognatori passati, presenti e futuri.  Iniziai ad avere la sensazione che, questa volta, la ricetta per il cittolo non avrebbe funzionato per il rame.

Portarla via da tutte quelle dita che le puntavano addosso sarebbe stato toglierle l’anima. Le avrebbe tolto la vita. Si sarebbe sentita brutta e indesiderata. Si sarebbe sentita abbandonata e sola. Ma, al di sopra di ogni cosa, si sarebbe sentita inutile. Triste e avvilita, sarebbe affondata lentamente nella baia di New York, trascinata giù dal peso del suo cuore di piombo, e sarebbe sparita per sempre!

Oh no! Questo non deve mai accadere! Anche io dovevo cominciare a puntare il dito, e al più presto!! Avrei fatto in modo che non sarebbe mai e poi mai affondata! Avrei fatto in modo che si sentisse la più bella Dama dell’Universo!  Non le avrei tolto la Libertà perché avrebbe voluto dire toglierla a me.  In questo modo, avrei eliminato tutte le ragioni per le quali i miei nonni, e milioni di altri sognatori, sono venuti in America.

Perciò, ricordatevi, puntate le dita a volontà quando vi trovate di fronte a questa Dama di classe.  E se la fissate attentamente,  guardate come si riempie di gioia e di orgoglio. E questo, esploratori di meraviglie, è un mistico miracolo trasformativo!

Buon 4 Luglio!

www.Coralina.net

 

English Version

Once upon a time a native New Yorker laid her heart where eternity was called Rome, but believed that miracles where still possible and dreamt her way back Home.

Dedicated to my beautiful giant: New York City

POINT TOWARDS YOUR LIBERTY!

“Don’t point your finger, Coralina! Put that finger down! And don’t stare!  It’s rude!”  

Mom was right.  That makes sense. It is harsh and judgmental. It is condescending and demeaning.  Besides, it must be bad, because I do not see my parents doing it.  A rule of etiquette that, as a child living in NYC, you learn quickly to adopt if you do not want your finger to get bit off sharp and fast, along with being  shot down with a look that even the Evil Queen would envy.

But the inconsistencies of the grown up world began to reveal themselves on a ferryboat in the New York harbor.  As we were sailing away from the skyscrapers of Manhattan and entered a vast expanse of water, a sudden rumble of voices surged throughout the crisp ocean air. The passengers started shifting their bodies, slightly pushing each other (another no-no, I was taught) to reach the banister of the ferryboat.  And then the ultimate rule breaker… there they go! Hundreds of extended adult fingers aimed towards the horizon, fervently pointing!

“Mommy, I thought pointing was rude”.

“It is, honey, but not this time. Don’t worry: this is the Statue of Liberty!!”

Please, keep in mind that this mother was talking to a child that, still to this day, believes that inanimate objects have a soul.  In fact, I spent many afternoons on the playground moving pebbles around because I believed they got bored staying in one place. Why not help them out a little and give them a change of scenery?!  A ritual, I will confess, I still practice at times.  So the fact the Statue of Liberty was made of copper made no difference to me.  In my eyes, she was just as alive and sensitive and receptive to rudeness as we humans are.

I began to wonder: I am told not to worry… but did the statue worry? Did she feel uncomfortable and exposed? Did she feel demeaned and made fun of? Did she feel awkward? Did she feel too tall? Did she feel so anchored and stuck she could not run away from all these pointing fingers and staring eyes? I felt helpless because this time, unlike the pebbles, I could not just  lift her up in my arms and take her to safety.

But what if I could have this superpower?   As I looked over to this majestic statue, there was something strange happening.  As more and more people pointed their fingers and more and more people sighed with amazement, the Statue of Liberty seemed to stand straighter and straighter. Her torch seemed to rise higher to the skies. Her eyes seemed to expand and beam with more pride.  The waves around her seemed to be undulating more rhythmically and passionately.  I could not but think it was a consequence of her heartbeat, which pumped with Freedom .  She also appeared to be holding on tighter and tighter to her Independence as she gripped the tablet that reads the date:  July 4, 1776.

I knew in that moment she needed to be there. Safe and secure.  For herself, and for all of us dreamers, past, present and future.  I started getting the feeling that, this time, what was good for the pebble was not good for the copper.

Taking her away from all those pointing fingers would take away her spirit.  It would take away her life. She would feel ugly and unwanted. She would feel abandoned and lonely. But, above all, she would feel useless. Sad and dejected, she would slowly sink to the bottom of the New York harbor, dragged down by the weight of her heavy heart, and vanish forever!

Oh no! This can never, ever happen!  I had to start finger pointing, too, and fast!!  I would make sure she would never ever sink! I would make sure she felt like the most beautiful Lady of the Universe!  I would not take her Freedom away for I would be taking away mine. I would be taking away all the reasons my grandparents, and those million other dreamers, came to America.

So remember, finger point your hearts out when in front of this classy Lady. And if you stare at her closely, watch how happy and proud she becomes.  And this, my wonder seekers, is a mystical transformative miracle!

Happy 4th of July!

www.Coralina.net

 

 

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