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Zibaldone

Grida figlia, la vita contro la morte

Malala Yousafza all'Onu

Malala Yousafza all'Onu

Un vestito rosa e uno scialle bianco a coprirle la testa. Così si è presentata all'ONU Malala Yousafzai il 12 luglio, il giorno del suo sedicesimo compleanno, per tenere un discorso storico. La giovane ragazza pachistana è oggi il simbolo dell'istruzione come unica arma per cambiare il mondo, dopo che lo scorso ottobre è stata colpita alla testa dai talebani proprio perchè rientrava da scuola. Da quel giorno Malala ha intensificato il proprio impegno nella promozione dell'istruzione dei giovani dal Palazzo di Vetro ha chiesto con forza ai capi di stato presenti di garantire un'istruzione gratuita per tutti. Figlia di una cultura estremista che relega la donna ai bordi della società, Malala ha dimostrato quel coraggio che Roberto Vecchioni auspica per la sua di figlia, in questa canzone piena di forza in cui il professore la esorta a "grida(re) forte, la vita contro la morte".

Figlia – Roberto Vecchioni (1976)

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Sapeva tutta la verità 

il vecchio che vendeva carte e numeri, 

però tua madre è stata dura da raggiungere, 

lo so che senza me non c'era differenza: 

saresti comunque nata, 

ti avrebbe comunque avuta. 

Non c'era fiume quando l'amai; 

non era propriamente ragazza, 

però di aver fatto del mio meglio, 

così a volte guardo se ti rassomiglio, 

lo so, lo so che non è giusto, 

però mi serve pure questo. 

 

Poi ti diranno che avevi un nonno generale, 

e che tuo padre era al contrario 

un po' anormale, e allora saprai 

che porti il nome di un mio amico, 

di uno dei pochi che non mi hanno mai tradito, 

perché sei nata il giorno 

che a lui moriva un sogno. 

 

E i sogni, i sogni, 

i sogni vengono dal mare, 

per tutti quelli 

che han sempre scelto di sbagliare, 

perché, perché vincere significa "accettare" 

se arrivo vuol dire che 

a "qualcuno può servire, 

e questo, lo dovessi mai fare, 

tu, questo, non me lo perdonare. 

 

E figlia, figlia, 

non voglio che tu sia felice, 

ma sempre "contro", 

finché ti lasciano la voce; 

 

vorranno 

la foto col sorriso deficente, 

diranno: 

"Non ti agitare, che non serve a niente", 

e invece tu grida forte, 

la vita contro la morte. 

 

E figlia, figlia, 

figlia sei bella come il sole, 

come la terra, 

come la rabbia, come il pane, 

e so che t'innamorerari senza pensare, 

e scusa, 

scusa se ci vedremo poco e male: 

lontano mi porta il sogno 

ho un fiore qui dentro il pugno. 

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