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Zibaldone

Minchia, signor Borsellino

Il magistrato Paolo Borsellino, ucciso dalla mafia a Palermo il 19 luglio 1992

Il magistrato Paolo Borsellino, ucciso dalla mafia a Palermo il 19 luglio 1992

"So che è arrivato il tritolo anche per me". Paolo Borsellino sapeva bene che dopo l'amico e collega Giovanni Falcone sarebbe stato il prossimo 'nemico' da abbattere. E così è stato. Ventun anni dopo quel 19 luglio 1992 in cui il magistrato perse la vita, ancora si parla dei rapporti tra Stato e mafia, di trattative tra politici e "uomini d'onore" che hanno condizionato - e forse lo fanno ancora - l'Italia per molti decenni. Delle tante, troppe parole che si sono dette in questi anni, poche sono quelle che meritano di essere ribadite con forza, e lo facciamo con una canzone di Giorgio Faletti che tanto clamore suscitò alla sua uscita per la crudezza e la verità del testo. 

Minchia signor tenente – Giorgio Faletti (1994)
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Forse possiamo cambiarla ma è l'unica che c'è 
Questa vita di stracci e sorrisi e di mezze parole 
Forse cent'anni o duecento è un attimo che va 
Fosse di un attimo appena 
Sarebbe con me tutti vestiti di vento ad inseguirci nel sole 
Tutti aggrappati ad un filo e non sappiamo dove 
Minchia signor tenente che siamo usciti dalla centrale 
Ed in costante contatto radio 
Abbiamo preso la provinciale 
Ed al chilometro 41 presso la casa cantoniera 
Nascosto bene la nostra auto ca sse vedesse che non c'era 
E abbiam montato l'autovelox e fatto multe senza pietà 
A chi passava sopra i 50 fossero pure i 50 di età 
E preso uno senza patente 
Minchia signor tenente faceva un caldo che se bruciava 
La provinciale sembrava un forno 
C'era l'asfalto che tremolava e che sbiadiva tutto lo sfondo 
Ed è così tutti sudati che abbiam saputo di quel fattaccio 
Di quei ragazzi morti ammazzati 
Gettati in aria come uno straccio caduti a terra come persone 
Che han fatto a pezzi con l'esplosivo 
Che se non serve per cose buone 
Può diventar così cattivo che dopo quasi non resta niente 
Minchia signor tenente e siamo qui con queste divise 
Che tante volte ci vanno strette 
Specie da quando sono derise da un umorismo di barzellette 
E siamo stanchi di sopportare quel che succede in questo paese 
Dove ci tocca farci ammazzare per poco più di un milione al mese 
E c'è una cosa qui nella gola, una che proprio non ci va giù 
E farla scendere è una parola, se chi ci ammazza prende di più 
Di quel che prende la brava gente 
Minchia signor tenente lo so che parlo col comandante 
Ma quanto tempo dovrà passare per star seduto su una volante 
La voce in radio ci fa tremare, che di coraggio ne abbiamo tanto 
Ma qui diventa sempre più dura quanto ci tocca di fare i conti 
Con il coraggio della paura, e questo è quel che succede adesso 
Che poi se c'è una chiamata urgente se prende su e ci si va lo stesso 
E scusi tanto se non è niente 
Minchia signor tenente per cui se pensa che c'ho vent'anni 
Credo che proprio non mi dà torto 
Se riesce a mettersi nei miei panni magari non mi farà rapporto 
E glielo dico sinceramente 
Minchia signor tenente
 

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