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Zibaldone

Un commendatore di nome Licio

Licio Gelli

Licio Gelli

Gelli lo era stato nominato dal Presidente Saragat. Perché? E come mai quella onoreficenza non fu  revocata dopo le condanne per la P2?

Burattinaio, Belfagor, Maestro Venerabile… Licio Gelli, capo di quella loggia massonica P2 scoperta ufficialmente il 17 marzo del 1981 a Castiglion Fibocchi nell’ambito di un’inchiesta della magistratura milanese sul bancarottiere Michele Sindona e il suo finto rapimento, è stato chiamato in mille modi… “Commendatore”, probabilmente mai, e del resto che lo fosse, probabilmente lo sapevano in pochi.

Curioso che gli sia stata data questa onorificenza. Gelli ha 94 anni suonati che trascorre nella quiete che gli assicura l’opulenta villa Wanda; perché gli sia stato conferito questo titolo, inferiore solo a quello di Grande Ufficiale d’Italia, e che risale ai vecchi ordini cavallereschi e monastici, ad commendam  appunto, non saprei dirlo. Il titolo lo ha avuto nel 1966, quindici anni prima che scoppiasse il bubbone della P2. All’epoca il presidente della Repubblica, cui spetta conferire queste onorificenze, era il leader socialdemocratico Giuseppe Saragat. Gelli era, per i più, un signor nessuno, che però trafficava by partisan: con l’Argentina di Peron e la Romania di Ceaucescu, per dirne di due.

     Le successive condanne definitive, e l’interdizione dai pubblici uffici, avrebbero poi dovuto comportare anche la perdita del titolo. La revoca effettivamente ha avuto luogo, come documenta la “Gazzetta Ufficiale” che riporta uno scarno, burocratico comunicato del segretariato generale del Quirinale competente in materia: «su disposizione del Cancelliere dell'Ordine, ai sensi dell'art. 11 del decreto del Presidente della Repubblica 13 maggio 1952, n. 458, si è provveduto all'annotazione delle sentenze di condanna e del provvedimento di unificazione pene emesse dal Procuratore generale della Procura generale della Repubblica presso la Corte di appello di Milano, con le quali il sig. Licio Gelli è stato condannato, a seguito di vari reati, ad anni 30 di reclusione, nonché, tra le altre cose, alla pena accessoria dell'interdizione perpetua dai pubblici uffici, che comporta, ope legis, la perdita dell'onorificenza». Precisa ancora, il comunicato, che «al sig. Licio Gelli era stata conferita l'onorificenza di commendatore con decreto del Presidente della Repubblica 2 giugno 1966». 

   Tutto bene, non fosse che la “Gazzetta ufficiale” in questione è del 29 luglio scorso. Cosicché i piccoli misteri diventano ora due: perché Gelli è stato nominato “commendatore”; perché quella nomina gli è stata revocata “solo” trentadue anni, quattro mesi e tredici giorni dopo la scoperta della P2.

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