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Zibaldone

Buffalo Bill contro i butteri

Febbario-Marzo 1890: Buffalo Bill col suo circo a Roma

Febbario-Marzo 1890: Buffalo Bill col suo circo a Roma

Quando il famoso cowboy "prese la sveglia"

 

Il consiglio che aveva dato il giovane receptionist dell’Hotel Modigliani ai coniugi Frank e Julia Nelson era stato ottimo, perché il ristorante in cima alla collina di Monte Mario era perfetto. Si chiamava “The View” e il suo nome prometteva il vero, poiché da lì si vedeva tutta Roma, dal quartiere Prati che si trovava alle pendici della collina, fino a San Pietro, il Tevere, Piazza del Popolo e i lontani Castelli Romani che si intravedevano sullo sfondo. La vista da lassù spaziava davvero a 360° e, mentre si mangiava sul bellissimo terrazzo, gli occhi potevano vagare senza sosta per la città eterna.

“Vedete laggiù, a piazzale Clodio…”, disse ad un certo punto la simpatica proprietaria “Lì nel 1890 è venuto anche il grande Buffalo Bill.”

“Buffalo Bill, a Roma? Ma non è possibile !”, esclamò il signor Nelson, meravigliato.

“E’ così, vi dico. All’epoca aveva 34 anni e venne in Italia con il suo circo ‘Wild West’ , quello con cui girava tutta Europa. Montò le tende in piazzale Clodio, proprio qua sotto, e stette lì quasi un mese. C’erano gli indiani che assalivano le diligenze, i cavalli selvaggi e i suoi cowboys che prendevano al lazo le vacche e domavano i cavalli selvaggi. C’erano i grandi capi Toro Seduto e Alce Nero e anche la famosa Calamity Jane.”

“Vennero in molti a vedere il Circo?”

“Gli spettacoli richiamarono tantissima gente, anche se il biglietto d’ingresso costava cinque lire, cifra per quei tempi altissima. L'avvenimento eccezionale dell'arrivo a Roma di Buffalo Bill riscosse interesse anche in Vaticano: in occasione dell'anniversario dell'incoronazione di Leone XIII la troupe partecipò alla cerimonia indetta nella Cappella Sistina. Però…”

“Però, che cosa?’”

“Però qui a Roma, il grande Buffalo Bill prese la sveglia.”

“Sveglia? Non capisco. Che vuol dire?”, domandò la signora Julia, scuotendo la testa, non riuscendo a capire il significato.

“Vuol dire che i suoi cowboys sfidarono i butteri della campagna romana.”

“Chi erano questi butteri?”

“Diciamo che i butteri erano i cowboys nostrani
Malgrado il pessimo tempo, innanzi ad una grande folla, il 4 marzo avvenne l'incontro che ebbe aspetti veramente drammatici. Un puledro preso al laccio spezzò tre funi trascinando quattro cowboys, un altro ruppe due funi; alla fine i cavalli furono atterrati, sellati e portati con la bocca sanguinante e furibondi attorno alla pista.”

“Si, ma la sfida?”, domandò Mr.Nelson.

“I nostri butteri si comportarono alla grande. Tra tutti si distinse Augusto Imperiali, numero uno dei butteri del duca Caetani di Sermoneta che, domato un morello, riuscì a saltargli in groppa e a guidarlo in una stupenda galoppata attorno al campo, tenendo con la destra le redini e con la sinistra il cappello. Lui fu più bravo di tutti e avrebbe dovuto vincere il premio in denaro previsto per la scommessa..”

“Perché ‘avrebbe’. Non è stato pagato alla fine?”

“No. Buffalo Bill disse che Imperiali aveva messo troppo tempo a terminare la prova. Si rifiutò di pagare tra i fischi della gente e il giorno dopo smontò le tende e abbandonò Roma.”

“Ma perché Buffalo Bill era così arrabbiato?”, chiese la signora Julia.

“Perché non si aspettava certo una sconfitta del genere, anche se l’incasso incredibile di quei giorni non poteva che renderlo felice.”

Al termine della serata, sul taxi che scendeva verso piazzale Clodio, i coniugi Nelson non poterono non immaginare quel meraviglioso circo che era stato lì tanti anni prima. Se chiudevano gli occhi, per un istante, riuscivano anche a vedere Toro Seduto e Calamity Jane, mentre, in sella al suo meraviglioso cavallo bianco, arrivava al galoppo il celebre Buffalo Bill, cacciatore di bisonti e di indiani ma che, a Roma, aveva preso…la sveglia!

 

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