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Zibaldone

La vittoria di Renzi per far cambiar “Verso” all’Italia

 Dopo la storica vittoria alle primarie del PD del sindaco di Firenze, una raccolta di pensieri e sensazioni tra i sostenitori delle "officine democratiche"

Stavolta ce l'ha fatta, stavolta davvero la politica cambia Verso. Almeno quella di parte democratica. Lo slogan che lo ha accompagnato in tutta la campagna primarie, "l'Italia cambia Verso" e' diventato lo slogan di tutti i democratici che si sono riconosciuti in un leader capace, giovane , con idee chiare e concrete.

Matteo, come confidenzialmente ormai tutti quanti lo chiamiamo, ha fatto "cappotto", come si usa dire, una ovazione nazionale pari al 68% dei consensi, in alcune realtà come la sua Toscana, ha raggiunto persino l'84%. Pistoia, in assoluto, si aggiudica il primo posto per i consensi.

Questo grazie a Renzi, alla sua presenza da Sindaco di Firenze, ma anche grazie al lavoro di tanti volontari e passionari della politica che da più di due anni portano, tra la gente, le idee e le proposte del loro leader.

I molteplici "Adesso" , nati anch'essi col nome dello slogan delle scorse primarie, si sono costituiti come associazioni e in questa ultima fase hanno realizzato eventi e momenti di incontro su varie tematiche al fine di avvicinare anche chi, senza tessera di partito, voleva capirne di più e non voleva schierarsi direttamente con un partito.

Le primarie aperte a tutti, anche ai non tesserati, è stata una innovazione nel Pd: dare la possibilità a votare un rappresentante senza avere l'obbligo della tessera "in tasca" . Ciò ha dato davvero il senso della Democrazia ed è stato questo il grande successo avuto da Matteo Renzi. Quello di aver portato alle primarie del partito democratico quasi tre milioni di persone , di cui il 68% ha preferito lui ad altri. E adesso al lavoro!

All'alba dell' 11 dicembre, ha già riunito la sua segreteria, tutta "under 40", giovani, preparati e decisi a stargli accanto per portare avanti i buoni propositi lanciati in campagna elettorale. Una segreteria rappresentativa anche di altre correnti, al momento manca quella relativa a Cuperlo, il quale non ha dato cenno di voler partecipare.

"Subito la riforma della legge elettorale " dice Maria Elena Boschi, deputata alla Camera, una fedelissima di Renzi fin dalla prima Leopolda, avvocato,"da oggi si parte e si lavora per ciò che è stato promesso agli italiani." E si defila nel portone di via delle Fratte, la sede del Pd, adesso messa in discussione per i costi esorbitanti di cui soffre. "I costi della politica sono una delle cose da affrontare assieme alle riforme " anche Dario Nardella, suo ex vice sindaco e adesso parlamentare, chiamato a Porta a Porta, incide sulla urgenza di dare immediate risposte alla gente che ha riposto fiducia in Renzi.

Anche Officine Democratiche, noto movimento al fianco di Renzi, ha voluto partecipare all'ovazione generale, all'enorme bagno di folla. Il Presidente Guido Ferradini, avvocato fiorentino, è stato il primo ad abbracciare Matteo all'Obihall, la sera stessa, appena i risultati sono apparsi evidenti. Ricordiamo che Ferradini , assieme a Paolo Briziobello, commercialista torinese, sono i due pilastri di Officine Democratiche e hanno promulgato e lavorato nei vari terroritori attraverso gli Off Dem locali, di cui uno nato da poco a Firenze, capitanato da Sveva Nardella.

Sul suo profilo Guido Ferradini, così pubblica: "Con la vittoria di Matteo Renzi e l’emozione giunta alle stelle domenica sera, riaccesa dalla visione dell’abbraccio tra me e Matteo trasmesso dalle TV, speriamo di aver finalmente iniziato a raccontare la nostra di storia. La velocità con la quale è stata nominata la Segreteria ha finalmente dato il polso di come le cose si muoveranno da ora. La nostra bella addormentata nel bosco ne ha veramente bisogno! Noi di Officine Democratiche vorremmo si cominciassero ad affrontare alcuni temi decisivi che sono stati trattati nel passato in maniera “superficiale”. E si noti bene, volutamente superficiale, perché faceva gioco che tutto (o quasi) rimanesse uguale, perché lo status quo era comodo a molti. Aggiungiamo che siamo assolutamente d’accordo con Renzi che “non c’è amicizia più grande di chi ti dice in faccia le cose e non c’è lealtà più grande di chi non si tira indietro”. Quindi in pieno stile Officine seguiremo questa linea e varrà per le riforme istituzionali, per i diritti civili e vale per la Riforma del Diritto del Lavoro. Da quest’ultimo tema abbiamo deciso di incominciare riflettendo su quanto emerso nei media in poche ore.

Paolo Briziobello, vice presidente di Officine democratiche ricorda: "nel 2010 eravamo attorno ad un tavolino, con Matteo assieme a Pippo Civati, a studiare gli interventi. Un unico interesse, quello di stare insieme e confrontarci sulle idee per un paese migliore. Come per incanto, fuori dalla Leopolda, la gente e' divenuta folla. Adesso marea umana. L'entusiasmo e la buona energia è cresciuta nel tempo e la sentiamo ancora addosso. Questa non è retorica, e realtà dei fatti."

Matteo Renzi come influencer di community? 

Francesco Nicodemo, blogger su l'Espresso, sostenitore di Renzi, adesso nella sua segreteria come responsabile alla comunicazione, così si esprime: "Di tutte le cose più fastidiose ascoltate e lette in queste settimane, quella che vince su tutte è il tentativo di raccontare in maniera negativa la leadership di Matteo Renzi. Un esempio che vale per tutti: durante il dibattito Cuperlo ha definito presidenzialista l’idea di Renzi di riforma costituzionale, con un tono largamente sprezzante. Renzi in verità non ha mai parlato di presidenzialismo, l’accusa di Cuperlo fa parte di una narrazione politica che vuole dipingere Renzi come un leader solitario, un uomo solo al comando, quasi con derive plebiscitarie. Anche l’intervista di Andrea Orlando oggi sull’Unità esprime preoccupazione perché Renzi vuole che la ‘linea politica debba essere dettata dagli elettori’. Di tutto ciò Renzi ha pochissimo, se non la capacità di utilizzare la leadership come arte di indurre consenso, come forma di persuasione senza essere mai una relazione di potere. Anzi, la caratteristica principale della sua leadership appare come un esercizio di influenza, in cui la relazione è reciproca tra individui, non necessariamente caratterizzata da dominio, controllo o induzione del consenso da parte del leader. Da questo punto di vista, Matteo Renzi è pienamente un uomo del suo tempo, un leader moderno, post-ideologico, pragmatico che esercita influenza piuttosto che autorità o carisma."

Renzi viene accusato spesso di usare i mezzi di comunicazione, i social, specie Twitter.

"Se per forza vogliamo possiamo dire che Renzi è un influencer di community, in grado di influenzare ed attivare le scelte (politiche) dei propri follower, di essere un medium nella narrazione e nell’interpretazione della realtà (come opinion leader), e soprattutto di costruire all’interno della comunità una comunicazione circolare e orizzontale in cui ciascuno si interfaccia e interagisce con il leader. La comunicazione di Renzi con l’elettorato è peer-to-peer, non solo è diretta e comprensibile, ma riceve dai propri sostenitori feedback che arricchiscono la narrazione stessa." Continua Nicodemo: "Ecco questa mi sembra la caratteristica più interessante ed innovativa della leadership di Matteo Renzi, che rifugge le semplificazioni dei suoi detrattori."

Come possiamo definire questa grande e schiacciante vittoria, che a qualcuno, più di uno, ha fatto ingoiare bocconi amari? Una rivincita? Una realizzazione del sogno di molti?

"Non è semplice trovare le parole giuste dopo quanto è accaduto in queste ore. Quasi tre milioni di italiani hanno scelto le primarie con un gesto di fiducia. Sono ancora stupito e commosso dalla valanga elettorale: l'Italia può e deve cambiare. Non sono così arrogante da pensare che chi è andato ai seggi lo abbia fatto per me. Certo, tante persone mi hanno dimostrato un affetto e una fiducia che emoziona a responsabilizza: deludere chi si vuole bene è la cosa peggiore, per un politico. Ma so per certo che il voto di domenica scorsa è stato soprattutto il simbolo di una svolta necessaria e urgente: cambiare verso al PD per cambiare verso alla politica italiana. Ora o mai più.

Ne ho la piena consapevolezza. La nostra è una responsabilità straordinaria: fallire significherebbe diventare come gli altri. Riuscire porterebbe l'Italia a proporsi come locomotiva dell'Europa. Non c'è una terza ipotesi: o il fallimento totale o il cambiamento profondo." Così scrive Matteo Renzi nella sua newsletter appena arrivata:

"In campagna elettorale ho detto che avremmo fatto alcune cose: 

1. Riforme delle regole del gioco. Nuova legge elettorale maggioritaria, attesa da 8 anni. Via il bicameralismo perfetto con trasformazione del Senato in Camera delle Autonomie. Riduzione di un miliardo di euro dei costi della politica. Loro ne parlano da circa trent'anni: noi, semplicemente, lo faremo.

2. Piano per il lavoro con semplificazione normativa, revisione sistemi della formazione professionale, modifica degli ammortizzatori sociali. Obiettivo: aumentare investimenti stranieri e locali in Italia, creando occupazione e superando il corporativismo. Il dato della disoccupazione al 12,7% (più del doppio che in Germania e in Austria) mi sconvolge. Possiamo diventare il territorio più attrattivo d'Europa. Ma bisogna combattere le rendite di posizione.

3. Battaglia per trasformare l'Europa sempre di più sulla base dei valori che l'hanno fatta grande: scuola, cultura, diritti e non solo sui temi dei quali si è parlato nell'ultimo ventennio: banche e burocrazia. Sapendo che questo sarà il vero banco di scontro alle elezioni del 25 maggio: ormai per molte forze politiche l'Europa è la colpevole di tutto. Dietro l'Europa i politici italiani mascherano le loro incapacità. La realtà sta altrove: a noi il compito di difenderla e raccontarla.

A questi impegni non sono vincolato soltanto io: ma da domenica è vincolato l'intero Partito Democratico, che oggi è spina dorsale della maggioranza. Questi sono gli obiettivi della maggioranza parlamentare, adesso, e se falliremo non avremo alibi, sarà stata solo colpa nostra. Se ce la faremo, invece, avremo dato un colpo decisivo al rinnovamento dell'Italia.

Questo è possibile perché tanti di voi ci hanno creduto, si sono messi in fila, hanno lottato, si sono impegnati. Rileggere oggi le vostre email e lettere fa venire i brividi e la pelle d'oca. I cittadini non ci hanno dato solo due euro: ci hanno dato la loro residua speranza. Guai a noi se non saremo all'altezza di un gesto così bello.

Io, da parte mia, ce la metterò tutta. Quello che dovevo dire l'ho detto nel discorso all'ObiHall. Sono consapevole che non tutto dipenda da me. Ma quello che dipende da me lo farò con tutto me stesso perché il messaggio dell'8 dicembre è arrivato forte e chiaro."

Matteo , infatti, ha ringraziato dal palco del Obihall, a Firenze, e ha detto: "Grazie a tutti, ai volontari, a mia moglie Agnese, alla mia famiglia, a chi mi ha votato, a chi ha messo la faccia sfidando l'establishment, a chi ha speso tempo e denaro, non vi deluderò . Porterò avanti le promesse e i programmi che insieme abbiamo condiviso. Una nuova Italia era già qui, abbiamo aperto la porta e l'abbiamo lasciata entrare! Grazie a tutti. E adesso al lavoro, si cambia Verso!" Un po' all'americana, ma di sano effetto! Ci piace, grazie Matteo! E buon lavoro per una Italia che merita!

Gramigna

Antonella Gramigna con Matteo Renzi

 *Antonella Gramigna, laureata ed esperta di comunicazione politica, linguistica e pubblicitaria, con Master in promozione e orientamento sulla salute, è autrice di diversi articoli su Psycomedia. Appoggia Matteo Renzi nel territorio toscano con diversi comitati a supporto fondati durante le primarie a Pistoia e con un'associazione "Adesso Montecatini (Adesso)" di cui è vice presidente

 

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