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Zibaldone

Lo spauracchio delle intercettazioni e le scorte come status symbol

Chi ha paura delle intercettazioni?  Quanto siano utili, lo posso testimoniare con i fatti. Noi della Dia abbiamo ascoltato i mafiosi dire 'n ni ficimu l'attentatuni! Chiaro riferimento alla strage di Capaci. E mentre ci si scaglia contro questo strumento, la casta continua ad usare scorte di cui non avrebbe bisogno

La Politica italiana? Una nave ammiraglia, la cui navigazione avviene a vista. Non importa se le aspettative drammatiche dei senza lavoro, dei cassaintegrati, dei giovani e delle donne non trovano una soluzione ai bisogni lavorativi. La nave somiglia più ad una corazzata a tenuta stagna, dove le urla disperate del Popolo non riescono a scalfire il regno dorato e ovattato di una casta oramai sorda e incapace di dare risposte.

Personaggi simil travet, che dismessi gli abiti istituzionali, continuano ad indossare casacche dorate con annessi vitalizi e scorte varie. A proposito di scorte, le menzionerò di seguito. Eppure, tra i tanti problemi che affliggono il nostro Paese, cos'è che preoccupa di più i marinai della politica? Le intercettazioni telefoniche!

E, prendo spunto dell'intervento al Senato del primo aprile scorso, del senatore Giacomo Calendo di Forza Italia, che ha affermato “ La lotta alla mafia l'abbiamo fatta senza intercettazioni…….Falcone ha fatto grandi processi alla mafia seguendo il percorso del denaro e non con le intercettazioni” Se lo dice lui, si vede che è in possesso di notizie diverse dalle mie, mah! !

Appunto le intercettazione di qualsiasi tipo, sono la spina nel fianco della politica italiana: toglie loro sonno. Vedono le intercettazioni come la panacea di tutti i mali. Invero, sono da ritenersi come un apriscatole che talvolta ci fa scoprire indicibili accordi, corruzione, tangenti e gravi responsabilità in ordine a gravi delitti.

Chi scrive ha fatto migliaia di intercettazioni, non solo telefoniche, ma anche ambientali ed epistolari, ovvero aprivo le buste e dopo aver fotocopiato le lettere, le richiudevo per essere consegnate integre ai destinatari. Non mi va di stilare una classifica dei politici che “odiano” le intercettazioni: alcuni di loro palesano pubblicamente un'avversità tale da far evincere l'aspetto maniacale.

Più volte ho detto, sia nei post, che nei vari dibattiti, che le intercettazione sono “innocue” per le persone oneste. C'è stato un periodo che una grande forza politica, un giorno si e l'altro pure, attraverso i media, affermava che tutti gli italiani erano intercettati. Mentivano sapendo di mentire, giacché i ministri appartenenti al citato partito, erano in possesso dei dati riguardanti le intercettazioni nel suo complesso.

Insomma, si è cercato e per certi versi avviene ancora oggi, di incuneare nell'opinione pubblica il tarlo dannoso delle intercettazioni. Lo so, cari politici e miserabili affaristi cultori di tangenti, che a voi non piace essere sorpresi con le mani dentro il vasetto di marmellata. Ma, dovete farvene una ragione.

Le intercettazioni di qualsiasi tipo, sono strumenti indispensabili per le investigazioni e che attraverso il loro utilizzo si riescono a raggiungere risultati altrimenti non conseguibile. Spesso amo citare l'esempio, per far comprendere l'importanza delle intercettazioni, nel caso di specie ambientali, quelle di via Ughetti a Palermo, dove noi della DIA, ascoltando Gino La Barbera, Santino Di Matteo e Antonino Gioè, registrammo la conversazione “ 'N NI FICIMU L'ATTENTATUNI!!!”,con chiaro riferimento alla strage di Capaci.

Li arrestammo tutti e tre quali coautori della strage di Capaci, dove morirono i magistrati Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e i miei colleghi Antonio Montinaro, Roco Dicillo e Vito Schifani. Cosa diversa è la pubblicazione di stralci di conversazioni, che dovrebbe essere vietata laddove le stesse non siano pertinenti a reati.

Ovviamente, la non pubblicità vale sia per i politici che per qualsiasi cittadino. E, come già auspicato in un mio post di qualche anno fa, occorre una precisa regolamentazione della materia. In buona sostanza si potrebbe prevedere una “corsia riservata” per trascrivere le conversazioni, istituendo all'uopo un “brogliaccio” di “non attinenti a reati”.Tuttavia, nel mio progetto, prevedo sanzioni durissimi nei confronti di chi rende noto le conversazioni non costituenti violazione di Legge.

Ed ora le scorte. Ci sono centinaia e centinaia di poliziotti e carabinieri assegnati alle scorte di personaggi che oramai non hanno più ragione di averla. Tutti sbraitano, tutti urlano allo scandalo, ma come al solito i marinai della politica fanno gli gnorri, badando bene di non mutare lo status symbol di personaggi che magari nel periodo Giurassico ricoprivano ruoli importanti. E basta!

Con tutti i vitalizzi che prendono possono ben pagarsela da soli e non pesare sui bilanci dello Stato. Presidente Mattarella, la prego, esamini questa materia e se lo ritiene dica al ministro dell'Interno di compiere un monitoraggio delle persone che usufruiscono delle scorte e se del caso revocargliela. Sa quanto personale potrebbe essere adibiti per compiti di prevenzione e repressione del crimine?

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