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Zibaldone

Il teatro italiano a New York? Non dimenticate la mia Teatromania

Nella sua rubrica su questo giornale, Laura Caparrotti ha presentato una panoramica del teatro italiano a New York ma ha dimenticato di citare Teatromania, compagnia che ho fondato nel '99 e Italytime, nata nel 2013

Caro Direttore,
ho letto con interesse l’articolo di Laura Caparrotti che parla, nella rubrica del giornale curata da lei, del teatro italiano a New York, che La VOCE ha pubblicato il 13 dicembre scorso. Al riguardo, vi segnalo che i dettagli ed i riferimenti al teatro italiano prodotto qui, contenuti nell'articolo, sono sospettosamente parziali, e questo non fa gioco alla completezza di informazione che immagino il tuo sito si prefigga.

Per la cronaca, ho iniziato a fare teatro italiano nella Grande Mela sin dal dicembre del 1997, con la presentazione del relativo Progetto per New York (appunto di teatro italiano) all'Italian Academy della Columbia University. Ho fondato Teatromania nel 1999 ed aggiunto Italytime nel 2013. Ho alle spalle decine di rappresentazioni, di cui una a Central Park prodotta con la Città di New York, altre in diversi teatri dei cinque quartieri, con importanti sponsors privati e l'interazione di numerose associazioni italoamericane.

Ho portato sulla scena autori come Eduardo De Filippo (in italiano), Dario Fo, Aldo Nicolaj, Luigi Pirandello, Paolo Tartamella, per citare i più importanti, nonché dispongo di alcuni servizi televisivi fatti da Rai International al riguardo, oltre ad una copiosa collezione di articoli con cui AmericaOGGI si è occupata dei miei spettacoli. 

Capisco che a L. Caparrotti possa fare gioco non menzionarmi per rendersi il baricentro della teatralità italiana (anche se in fondo non capisco perché debbano essere in competizione due associazioni culturali italiane a New York, che ha spazio per tutti), ma giornalisticamente (e deontologicamente) la parzialità e quindi la disinformazione in questo caso non è ammissibile.

Senza contare le diverse produzioni presentate dai dipartimenti di italiano di Columbia, Brooklyn College e City College insieme a Teatromania, che rappresentano un contributo sostanziale all’italianità che, ripeto, dovrebbe essere incluso fra l'altro nella panoramica che è stata proposta con quell’articolo.

Chiedo quindi che si colmi la lacuna, cosa per la quale sono pronto a fornire tutti i documenti necessari a fare ulteriore giustizia del millantato credito di unicita'.
Grazie per l'attenzione e l'ospitalità che spero vorrete dare a questa mia.

Più che cordialmente.

Vittorio Capotorto, presidente e direttore artistico di Teatromania-Italytime

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