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Spettacolo

L'ascesa e la caduta di LBJ in uno spettacolo teatrale accattivante

Scritto dal premio Pulitzer Robert Schenkkan, "The great society" sulla presidenza Johnson al Lincoln Center di New York fino al 30 Novembre

Lyndon B. Johnson, salito al potere dopo la morte di J.F. Kennedy, è stato il 38esimo presidente degli Stati Uniti. E’ famoso per Il Civil Rights Act del 1964, il Voting Rights Act del 1965 e per la Guerra in Vietnam che gli ‘scappò di mano’ e lo costrinse e rinunciare ad una successiva candidatura perché mandò quasi in bancarotta il paese “That bitch of a war killed the lady I really loved”  disse nel 1968.

di Floriana Frigenti

Uno spettacolo di danza "a suon di respiri"

Allo Shed di Hudson Yards, William Forsythe, il coreografo americano diventato famoso in Germania

Pur avendo iniziato a lavorare su pezzi da formazione ‘classica’, Forsythe se ne è distaccato presto, le sue coreografie oltrepassano la rigidità di forme e movimenti istituzionali e prestabiliti. Nelle sue parole: “Io amo le sfide della danza classica. E’ come inventarsi un nodo. Hai la corda o la fune ma devi trovare la giusta relazione, il giusto avvolgimento. E’ molto più difficile di quello che la gente pensi”.

di Floriana Frigenti

Staten Island, ecco i film a cui ha fatto da cornice il quinto borough di New York

Il meno conosciuto dei cinque boroughs riserva molte sorprese, a partire proprio dal cinema

Oltre cento film sono stati girati a Staten Island nell'epoca d'oro del cinema muto, ma se questo può sembrare un mondo, e un cinema, molto lontano la verità è che anche in anni più recenti molti film sono stati girati sull'isola, solamente che il più delle volte le location non sono riconoscibili o semplicemente Staten Island non viene menzionata

di Chiara Barbo

Favino, la mafia e gli americani: "Non vi confondete, qui l'eroe è solo uno, Falcone"

Marco Bellocchio e Pierfrancesco Favino sono intervenuti a seguito della proiezione de "Il traditore" al NYFF

Purtroppo la versione americana ha il sottotitolato inglese e il pubblico americano si perde le scene in dialetto siciliano, o meglio, si perde i passaggi dove la lingua usata non è un mezzo ma ha già in sé un significato. L’ultimo applauso della serata se lo prende Favino: “Mi raccomando, non vi fate confondere le idee, l’eroe della storia è uno e si chiama Giovanni Falcone”.

di Floriana Frigenti

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