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Uomini e voci del Congresso socialista di Livorno: l’eccezionale video di 100 anni fa

"Uomini e voci del Congresso socialista di Livorno" è un filmato che racconta il celebre evento politico che portò alla scissione nel PSI e alla nascita del PCI

di Antonella Pagliarulo

Per i 100 anni della nascita del Partito Comunista Italiano la Cineteca di Bologna ha restaurato e reso disponibile online sulla piattaforma “Il Cinema Ritrovato fuori sala”  Uomini e voci del Congresso socialista di Livorno, un documento filmato che racconta il  XVII Congresso del Partito Socialista Italiano, svoltosi a Livorno, al Teatro Goldoni, dal 15 al 21 gennaio 1921. Immagini uniche, che fanno conoscere al pubblico i volti, sorridenti e allegri, di tanti deputati socialisti (nel 1919 i deputati socialisti erano il gruppo più numeroso in Parlamento) che si soffermano, alcuni sostano con piacere, davanti alla cinepresa prima di entrare in teatro ad animare il dibattito politico.  Non solo onorevoli, con le mogli o le compagne; vi sono giornalisti, il delegato dei tranvieri romani, un operaio – Baccigalupi –  che vorrebbe nelle sezioni più biblioteche e meno  bar.  Turati, Lazzari, Serrati,  Misiano, Modigliani, Treves,  Bordiga e Terracini,  Bombacci …si susseguono dal palco, prima che la scissione si consumi e si arrivi alla fuoriuscita della frazione che darà vita al Partito Comunista d’Italia. Due anni dopo, alla vigilia della Marcia su Roma, al XIX Congresso socialista che ebbe luogo a Roma dall’1 al 4 ottobre del ’22,  si giunse alla vittoria dei massimalisti e all’espulsione dei riformisti di Turati.

Il film – conservato in due bobine di 35 millimetri – fu forse realizzato da Misiano che scappato in Urss darà vita alla casa di produzione Mezrapom, per un decennio, lo studio più innovativo del cinema sovietico.   E’ stato depositato presso la Cineteca da Cecilia Mangini, regista, fotografa, sceneggiatrice.

Gennaio 1921: il Congresso del PSI a Livorno che portò alla scissione e nascita del PCI

Per restare alla storia del socialismo proprio  Cecilia Mangini, assieme a Lino Dal Frà e Lino Micciché, fu ideatrice di un documentario di propaganda elettorale, che – raccontò la stessa regista sul supplemento Alias de Il Manifesto –  spopolò nelle sezioni e nelle piazze: si chiamava Il popolo vota socialista ed è il “padre clandestino e anonimo” del più famoso (e dirompente) All’armi siam fascisti, film di montaggio realizzato nel 1962 con i testi di Franco Fortini che si concludeva sui fatti di Genova del ’60 e sulle cariche dei carabinieri a cavallo a San Paolo.
Il documentario di propaganda, prodotto dalla Universale Film, una società creata ad hoc dai socialisti, raccontava in quaranta minuti la storia del partito, sulle sue battaglie, dal ’98 di Bava Beccaris alle lotte agrarie e operaie dei primi anni del secolo, alla Libia, alla Grande Guerra, all’avvento del fascismo. 

Il quotidiano L’Avanti del tempo (4 novembre 1960) conferma l’enorme successo e la soddisfazione del partito di Nenni per il documentario: “Un film documentario sul socialismo italiano” era il titolo, preceduto nell’occhiello da “nuovi orizzonti per la diffusione e la propaganda politica”, e seguito nel sommario da “Il successo dell’opera dovuta a Dal Fra, Mangini e Micciché. Il popolo vota socialista proiettato in centinaia di sale cinematografiche. Rendere gli uomini consapevoli e artefici del loro destino come obiettivo di  un impegno culturale”.

Il partito si apriva ad una propaganda più moderna, usata fino ad allora dalla Democrazia Cristiana e commissionava ai tre “compagni”  il documentario utilizzando, per la prima volta nel corso della campagna elettorale in corso  “il cinema come strumento di propaganda”. Seguivano interessanti considerazioni sul film realizzato e sulla propaganda. L’articolo è del 4 novembre 1960 e può essere consultato online grazie alla biblioteca digitale del Senato.

Restando ai film sulla storia del socialismo e sul Congresso di Livorno troviamo nell’ archivio audiovisivo dell’AAMOD, l’archivio che conserva la memoria audiovisiva della storia del PCI e del movimento operaio, un documentario dal titolo Storia del PSI  che riutilizza anche le immagini girate al Congresso di Livorno che abbiamo visto e che, ricostruendo la storia del Partito Socialista, si conclude con un intervento di Pietro Nenni. La scheda descrittiva  non identifica i crediti del film e data il documento al 1968 anche se si fa riferimento ad un documento realizzato per i 70 anni di fondazione del PSI (1892) quindi forse la datazione dovrebbe essere anticipata al 1962. Chissà se l’autore del film non abbia riutilizzato anche i contenuti de Il popolo vota socialista di Cecilia Mangini.

Sarebbe interessante confrontare la ricostruzione del delicato passaggio tra Partito Socialista e nascita del Partito Comunista d’Italia, l’affermazione del fascismo  e in generale la storia d’Italia confrontando il racconto e la visione proposte dai documentari di produzione socialista e quelli realizzati dal PCI nel corso degli anni. Restando al patrimonio dell’AAMOD si veda il film Via della libertà, documentario di Sergio Grieco, che ripercorre la storia del Partito comunista italiano, e che fu realizzato in occasione del XXX anniversario della sua fondazione. E’ il 1950, Stalin è vivo, la visione dell’URSS eroica. Il documentario fu fermato dalla censura: “revisionato il film” – scrive la Commissione di revisione cinematografica come si legge nel sito dedicato alla censura  Italia taglia  non si esprime parere favorevole avendo riscontrato la Commissione elementi che possono turbare l’ordine pubblico e provocare incitamento all’odio di classe”.

Online è visibile una clip del documentario, che trovate in alto e qui.

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