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Les Citoyens, un emblema di comunità attraverso lo sguardo di Guillermo Kuitca

La Triennale di Milano e Fondation Cartier pour l’art contemporain presentano la mostra ideata dal pittore argentino

David Lynch livingroom (Les Citoyens)

Kuitca raggruppa le proprie opere e quelle di ventotto artisti per esplorare l’idea di collettivo, di gruppo e di unione

Les Citoyens è il secondo progetto presentato nell’ambito del partenariato tra Triennale Milano e Fondation Cartier pour l’art contemporain curato da Guillermo Kuitca in mostra fino al 12 Settembre 2021 (mar – dom 11 – 22. Ingresso 10€, prevendita strettamente consigliata). L’artista gestisce e dirige la posizione di 120 opere: installazioni, dipinti, sculture, ceramiche, video e disegni seguendo la sua sensibilità.

L’intento è la realizzazione di una cosmogonia tra uomini, animali e oggetti in cui spesso si evince l’unione e la dipendenza fra essi. I rapporti sono fondamentali per l’individuo perché conferiscono sicurezza, stabilità e formazione. Si vuole esplorare l’idea di gruppo e di comunità attraverso creazioni contemporanee, in gran parte mai esposte in Italia e dal calibro di nomi molto familiari nel panorama arte.

David Lynch sicuramente domina la scena con un salotto riprodotto di colore rosso e luci colorate che invitano lo spettatore a perdersi e a trovarsi con amici, consorti o conoscenti. Sempre del regista sono eccezionali anche le fotografie di nudo come quelle dell’americana Francesca Woodman che sprigionano astrazione e dissoluzione. Interessante è la collezione di post-it e biglietti lasciati da Patti Smith, mentre la francese Agnès Varda produce una mini pellicola con donne che fanno risuonare le proprie idee e diritti trasmettendo appartenenza e dignità. Tony Oursler chiama spiriti sciamanici e occhi giganti che osservano la continuità del tempo immersi in una camera oscura.

David Lynch nudes

Non si devono però dimenticare le opere di Claudia Andujar, Vija Celmins, Thomas Demand, Rinko Kawauchi e David Hammons. L’esibizione non presenta nulla di omogeneo ed è priva di tematica o gerarchia, eppure l’obiettivo è di costruire il futuro da un momento di ripartenza.

 

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