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Due opere di Schiele stanno per tornare nelle mani dei loro veri proprietari

Il caso di Reif contro Nagy sembra avere un esito positivo da parte dei querelanti, rappresentati dall'avvocato Raymond Dowd con cui abbiamo parlato

Egon Schiele, Autoritratto (1912); olio su tela, 32,2×39,8 cm, Leopold Museum, Vienna - Wikimedia

Poco più di un mese fa, il 12 Luglio 2021, il giudice Andrew Borrok ha statuito il diritto e l’obbligo, da parte degli eredi di Fritz Grünbaum, di ottenere gli interessi dovuti al furto e all’appropriazione illegittima delle due opere Woman in a Black Pinafore (1911) e Woman Hiding Her Face (1912).

La decisione è stata presa dopo che la Divisione d’Appello, sotto richiesta della New York State Supreme Court, ha confermato l’esito risolutivo del caso Reif contro Nagy. 

Egon Schiele nel 1914 – Wikimedia

Per comprendere l’intricato caso di Reif contro Nagy è necessario ritornare indietro nel tempo, durante la Seconda Guerra Mondiale. I quadri dell’austriaco Egon Schiele (1890 – 1918), considerato uno dei più importanti esponenti dell’espressionismo viennese, hanno lasciato una grande eredità e fama nella collezionistica occidentale.

Due dei suoi quadri furono acquistati da Fritz Grünbaum, un cabarettista e collezionista d’arte ebreo. Vessato e ucciso probabilmente dai nazisti in un campo di concentramento durante la Seconda Guerra Mondiale, dalla sua collezione, composta da 449 opere circa, furono rinvenute due opere di Schiele, conosciute con i titoli in inglese Woman in Black Pinafore e Woman Hidign Her Face. Dopo la morte di Grünbaum, i due quadri sono finiti in mano di Mathilde Lukacs, cognata di Grünbaum. Da quel momento in poi, l’opera ha oltrepassato i confini di diverse città e Paesi – passando dall’Austria, dalla Germania, dalla Svizzera, per arrivare poi negli Stati Uniti. Nel 2013 il collezionista londinese Richard Nagy ha acquistato le due opere. Milos Vavra, Timothy Reif e David Frankel sono i più vicini discendenti rintracciabili alla famiglia di Grünbaum. 

Autoritratto con testa abbassata – Wikimedia

I tre eredi, dopo aver saputo che Nagy aveva in piano di vendere Woman in Black Pinafore e Woman Hiding Her Face a una mostra a New York, hanno deciso di fare causa e dirigersi al gruppo Dunnington Bartholow & Miller LLP.

Sotto la guida di Raymond Dowd, i tre querelanti sono riusciti a ottenere un interesse stimato ad una cifra pari a 1.4 milioni di dollari. Dowd ha aiutato i querelanti a fare passi avanti nel riuscire ad ottenere giustizia per i suoi clienti. 

Nagy ha presentato ricorso il 9 agosto 2021 sostenendo che il giudice ha commesso un errore nell’assegnazione degli interessi di pregiudizio. Siamo fiduciosi che il lodo sarà accolto o addirittura aumentato in appello”, spiega Dowd. “Questo è uno dei più importanti casi di diritto artistico della fine del XX secolo a causa del sequestro del 1998 di Dead City III di Fritz Grunbaum al Museum of Modern Art di New York City. L’attribuzione dell’interesse pregiudizievole incoraggia le parti a trattare seriamente le pretese legittime e a cooperare per raggiungere soluzioni giuste ed eque”.

L’esatto ammontare degli interessi della pena che Nagy deve agli eredi rimane però ancora da confermare, ma intanto le due opere hanno ufficialmente trovato casa, di nuovo.

 

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