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“Arte Sostantivo femminile”: premiata l’artista rivoluzionaria Marina Abramovic

Tra le otto donne 'eccellenti' che hanno ricevuto alla Galleria Nazionale d'arte moderna e contemporanea di Roma il Premio "Arte: Sostantivo Femminile"

Marina Abramovic

"La mia passione per questo paese risale a quando avevo 17 anni ed è qui che ho iniziato la mia carriera di performer. Amo l'Italia anche perché è emotiva come me"

Sono imprenditrici , curatrici, storiche dell’arte, comunicatrici giornaliste, le vincitrici dell’undicesima edizione del Premio Arte sostantivo Femminile organizzato dall’Associazione Amici dell’Arte Moderna A Valle Giulia per quelle donne che, tra cambiamenti sociali e politici e crisi dei valori tradizionali, incarnano l’ideale femminile del terzo millennio, caratterizzato da versatilità, coraggio, spirito d’iniziativa.

Tra le 8 donne ‘eccellenti’, la ‘superstar’ Marina Abramovic che in passato ha più volte detto che: “non c’è bisogno di definirsi femministe, perché la donna è più forte dell’uomo”. Prima donna ad essere stata in mostra a Palazzo Strozzi di Firenze, The cleaner conclusasi a gennaio, la matriarca della performance ha sottolineato il valore della femminilità: “anche il Dalai Lama ha detto di potersi reincarnare in una donna” e ricorda che quando ha iniziato, nel mondo dell’arte c’erano solo uomini intorno a lei, ” ma non mi sono mai sentita né mostrata debole. Le donne fragili sono un falso perché quando devono, si sollevano. Ed è così che possono scegliere l’uguaglianza”. Marina Abramovic, autodefinitasi la “nonna della performance art”,  sale sul palco sorridente e fiera perché “è la prima volta che ricevo un premio da una giuria femminile”. Bella nella sua aurea di consolidata forza, sicurezza e consapevolezza, racconta lo stretto rapporto che ha avuto e continua ad avere con l’Italia. “La mia passione per questo paese risale a quando avevo 17 anni ed è qui che ho iniziato la mia carriera di performer. Amo l’Italia anche perché è emotiva come me”. Roma? “E’ una città meravigliosa ma è è difficile viverci, soprattutto per gli artisti, ce ne sono troppi”, conclude l’artista.

Marina Abramovic, Giannola Nonino, Elena Di Giovanni, Cristina Collu, Maddalena Santeroni

Tra le premiate anche la regina dei distillati, Giannola Nonino, una donna che ha reso la grappa, per troppo tempo considerata roba da osteria e da grasse bevute, una specie di elisir di lunga vita. “Nell’imprenditoria le donne devono ancora dimostrare di essere all’altezza degli uomini”, ha sottolineato l’imprenditrice che guida un’azienda ormai da anni leader mondiale per la grappa di qualità. L’etoile Eleonora Abbagnato ha ricevuto il premio per aver contribuito a tenere alto il livello della danza del Teatro dell’Opera che è un’eccellenza e patrimonio tutto italiano.

“Mi auguro che presto si smetta di considerare anomalo il fatto che una donna arrivi a ruoli di responsabilità e che finalmente si inizi a parlare di umano”. Sono le parole pronunciate da un’altra vincitrice, Maria Grazia Chiuri, stilista di Dior, la prima donna a tenere in mano le redini degli straordinari atelier che fanno capo al Gruppo Lvmh dopo più di settant’anni dal genio del fondatore Christian Dior e di tutti i creativi che hanno continuato la sua opera. E’ lei che il 26 febbraio scorso per l’ultima sfilata a Parigi della collezione dell’inverno, ha fatto indossare ad una modella una t-shirt dal messaggio inequivocabilmente femminista: Sisterhood is global, la sorellanza è globale.

L’artista Francesca Romana Pinzari e la performer Marina Abramovic

Ester Coen è invece tra le poche storiche dell’arte italiane che ha saputo lavorare con successo alla valorizzazione a livello internazionale delle avanguardie storiche sorte nei primi del Novecento. Esperta di futurismo, a Coen sono state affidate la regia di mostre come la retrospettiva sul genio creativo di Umberto Boccioni al Metropolitan Musem di New York nel 1988, oltre alle più recenti sulla Metafisica alle Scuderie del Quirinale, e sul Sessantotto proprio nella sala della Galleria Nazionale. 

Marina Abramovic

Elena Di Giovanni, vice presidente e co-founder dell’agenzia di comunicazione Comin and Partners, ricevendo il premio ha invece ricordato come l’ Italia abbia compiuto grandi passi avanti per le donne nel mondo dell’arte, ma resta ancora tanto da fare per non dover ribadire con un premio il valore delle donne. A salire sul palco anche la direttrice generale Direzione Generale Arte Architettura Contemporanee e Periferie Urbane del Mibac  Federica Gallini e la giornalista Sveva Sagramola, che da vent’anni a Geo affronta i temi ambientali, del cambiamento climatico e degli stili di vita sostenibili.

Sveva Sagramola, Maria Grazia Chiuri, Marina Abramovic, Eleonora Abbagnato, Federica Galloni, Elena Di Giovanni, Maddalena Santeroni, Ester Coen e Giannola Nonino

 

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