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“Gaea”, l’opera dell’artista italiana Gaia Grossi al Riverside Park di Manhattan

L'opera è stata selezionata insieme ad altre due per essere esposta nel parco newyorkese nell'ambito del progetto Model to Monument

Gaia Grossi con la sua opera "Gaea".

L’opera Gaea è composta da un'armatura in ferro e rete metallica, rivestita in cemento, alta 20 piedi, larga 26 e profonda 10 piedi. Cambiare vita e seguire il proprio istinto a New York è possibile. Può capitare di innamorarsi di questa città e della sua energia tanto da mettersi in discussione, demolire ogni certezza e ricominciare da zero cercando di seguire i propri sogni come capitato a Gaia Grossi, artista scultrice che qui ha riscoperto una nuova se stessa, in un contesto culturale e sociale finalmente all’altezza dei propri desideri

Il progetto Model to Monument (M2M) in partnership con il New York Department of Parks & Recreation continua la propria ricca tradizione di arte pubblica a New York, formando nuovi artisti e producendo lavori per spazi pubblici, installando opere per l’arricchimento della comunità, secondo il principio per cui i monumenti sono fatti per il pubblico e per la loro civile fruizione. Il luogo prescelto per le tre nuove opere selezionate e realizzate è il Riverside Park di Manhattan dove lo scorso 22 maggio sono state svelate e presentate al pubblico dagli artisti le installazioni vincitrici dell’Art Students League di New York che quest’anno sono Wavehenge di Damon Hamm e Jeff Sundhein, Mirè 3 di Frank Michielli e Gaea dell’artista romana Gaia Grossi.

L’opera dell’artista italiana trae forza e spunto dalla figura della Dea Madre e dalla fascinazione dei giardini giapponesi; il focus dell’artista è stato quello di cercare il punto di sintesi con l’ambiente urbano offerto dal parco, pieno di piccole rocce e da qui l’idea di realizzare un’opera che potesse rappresentarne la figura materna come elemento centrale che potesse unificare il tutto. Essendo l’unica donna tra i selezionati, ha sentito forte l’esigenza di dare e trasmettere un’energia femminile alla propria opera, puntando sulla piena accessibilità della stessa e sulla semplicità.

L’opera Gaea è composta da un’armatura in ferro e rete metallica, rivestita in cemento, alta 20 piedi, larga 26 e profonda 10 piedi. Cambiare vita e seguire il proprio istinto a New York è possibile. Può capitare di innamorarsi di questa città e della sua energia tanto da mettersi in discussione, demolire ogni certezza e ricominciare da zero cercando di seguire i propri sogni come capitato a Gaia Grossi, artista scultrice che qui ha riscoperto una nuova se stessa, in un contesto culturale e sociale finalmente all’altezza dei propri desideri. In questa città Gaia Grossi è arrivata 11 anni fa dopo gli studi in scienze della comunicazione effettuati in Italia e le tante collaborazioni come scrittrice avute a Milano per riviste d’arte contemporanea e di design d’interni. Tante le relazioni curate e costruite durante gli anni milanesi che hanno spinto la stessa a cercare di scommettere su sé stessa.

A seguito di un viaggio a New York scatta l’amore per la “grande mela” e la volontà di trasferirsi qui, affrontando diverse difficoltà fino a trovare il proprio equilibrio e la decisione di intraprendere gli studi di arte presso l’Art Students League di New York che offre percorsi formativi di arte, nelle varie sue espressioni, secondo metodi e lezioni accessibili ad ogni tipo di esigenza senza alcuna necessaria esperienza pregressa. L’energia che la città trasmette ha trasformato la giovane giornalista in un artista, in un percorso che solo New York forse può dare come opportunità; il sacrificio e l’impegno vengono sempre premiati con il giusto valore ed è così che oggi Gaia Grossi si riscopre artista scultrice qui a New York con un’importante opera commissionata e pagata dalla scuola e dedicata alla città, la stessa che le ha dato la possibilità di rinascere sotto nuove spoglie. Oggi Gaia Grossi, vive e lavora a New York dove ha il suo studio a Brooklyn e vive a 360° quello che sempre era stato il suo sogno, vivere di arte facendolo da protagonista e non scriverne semplicemente come fatto negli anni italiani; l’installazione della sua opera presso il Riverside Park di Manhattan non è quindi un sofferto traguardo, ma il promettente inizio in grande di un artista, romana, trapiantata a New York.

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