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La vision di Moleskine Foundation a New York nella mostra AtWork “I had a dream”

Can creativity change the world? In scena al The Africa Center di Harlem 100 taccuini Moleskine trasformati in tele d'artista

LUCKMORE TASHINGA MAJIRI

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MAURICE PEFURA

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OLA-DELE KUKU

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PAMELA ENYONU

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PASCALE MARTHINE TAYOU

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Paula Scher

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JOANA VASCONCELOS

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KUNDAI NATHAN

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LIBRI FINTI CLANDESTINI

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Plasmati da 100 creativi tra giovani emergenti e nomi acclamati dell'arte e del design - da Carlo Stanga a Joana Vasconcelos, da Jean-Claude Ellena a Paula Scher a LibriFintiClandestini - i celebri “taccuini di Chatwin” si reinventano nell'esposizione AtWork “I had a dream” by Moleskine Foundation. Immersi in un'incantevole scenografia ideata dallo studio Design Group Italia US che ha trasformato il The Africa Center di New York in uno spazio immaginifico

Disegni, sculture, collage, poesie, tessuti intrecciati, tratti pittorici, fotografie, segni grafici trasformano 100 taccuini Moleskine in opere artistiche, nell’idea che la creatività possa davvero cambiare il mondo. In occasione del lancio di Moleskine Foundation negli Stati Uniti, l’Africa Center di New York ospita la prima esposizione internazionale di AtWork, “I had a dream”: «Siamo entusiasti di portare negli Stati Uniti la nostra mission – afferma Adama Sanneh, CEO della Moleskine Foundation – e non vediamo l’ora di sviluppare nuove iniziative uniche in questo vibrante spazio culturale che può avere una risonanza globale e amplificare il ruolo che la creatività può svolgere per costruire il nostro futuro collettivo. Come dimostra questa prima partnership con The Africa Center, la nostra presenza a New York aumenterà il nostro impatto sia a livello locale che internazionale, fornendo accesso alle nostre esperienze educative non convenzionali per i giovani di tutto il mondo».

In mostra fino al 29 luglio 2019 le opere immaginate dai giovani talenti durante gli workshop AtWork Tour 2018 organizzati dalla Fondazione a Roma (Italy), N’Djamena (Chad), Kampala (Uganda), Harare (Zimbabwe). Workshop guidati da Simon Njami e co-diretti dal fotografo Andrew Tshabangu e dalla curatrice Elise Atangana in cui i partecipanti hanno raccontato i loro sogni: «È una scuola di libertà e di impegno sociale – racconta Simon Njami – perché nessun cambiamento può essere raggiunto da una sola persona. Se Nelson Mandela, Mahatma Gandhi o Martin Luther King Jr., per nominare alcuni sognatori, riuscirono nei loro sforzi, fu principalmente perché furono in grado di convincere al di fuori del loro ego. È tempo di dire a quei ragazzi che rappresentano il nostro futuro che non esiste una cosa come il fatalismo. Siamo nati per quello che siamo nati, ma diventiamo ciò che abbiamo fatto. In altre parole, “I Had a Dream” è un invito all’azione, qui e ora.»

Sogni che i giovani partecipanti hanno impresso nelle pagine o nelle copertine di un accessorio comune, il taccuino Moleskine, trasformato in una materia da plasmare, decostruire, reinventare. In scena, 100 dream-project affiancati dalle opere di artisti e designer conosciuti a livello internazionale tra cui Spike Jonze, Pascale Marthine Tayou, Jean-Claude Ellena, Joël Andrianomearisoa, Joana Vasconcelos, Carlo Stanga, Paula Scher, LibriFintiClandestini che hanno donato i loro notebooks alla Moleskine Foundation Collection composta da oltre 1000 taccuini d’artista. Un progetto collettivo narrato a Manhattan in un’installazione immersiva ideata dallo studio newyorchese Design Group Italia US guidato dal designer Gabriel Zangari: tra pareti specchianti che svelano in modo minuzioso i dettagli della art collection, teche e semisfere in plexiglass che avvolgono i taccuini più fragili, il percorso si snoda attraverso quattro differenti tematiche – Metamorphosis, Borders, Discovery e Memory. «Un lavoro d’amore» spiega Gabriel Zangari. «Il nostro design vuole creare una forte interazione tra l’Africa e New York City, snodando un sottile fil rouge che le collega in modo diretto. Specchi, citazioni, message book, iPad con informazioni approfondite sono tutti posizionati in modo strategico per creare una conversazione tra artista e spettatore. Citazioni che sono diventate per noi uno dei cardini dell’esposizione scritte dai giovani provenienti dall’Africa e dall’Europa disposti a mettere il sogno a portata di tutti per sfidare se stessi e trasformare quel sogno in realtà. Messaggi così potenti da essere impressi su tutte le pareti del The Africa Center di Harlem e serigrafati, in occasione dell’opening, sui taccuini Moleskine. Per essere conservati e farne tesoro.»

AtWork “I had a dream” by Moleskine Foundation

100 participants, 100 dreams, 100 projects

Fino al 29 luglio 2019

The Africa Center – New York City

www.theafricacenter.org

moleskinefoundation.org

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