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A Palazzo Reale i capolavori dei maestri impressionisti e post-impressionisti

Da Van Gogh a Picasso, passando per Cézanne, Degas, Gauguin, Manet, Monet, Renoir: la mostra fino al 20 febbraio

Vincent van Gogh Montagne a Saint-Rémy, Saint-Rémy-de-Provence, luglio 1889 (Montagnes à Saint-Rémy) Olio su tela, 71,8 x 90,8 cm

È la prima volta che i più importanti capolavori della collezione Thannhauser del Guggenheim arrivano in Europa: dopo la prima tappa al Guggenheim di Bilbao e la seconda all’Hotel de Caumont di Aix-en-Provence, Palazzo Reale rappresenta la tappa conclusiva della mostra, dopo la quale queste splendide opere ritorneranno a New York. Si tratta dunque di un’occasione unica e irripetibile per ammirare lavori di eccezionale qualità di grandi maestri della pittura europea sinora mai esposti fuori dagli Stati Uniti

Da Van Gogh a Picasso, passando per Cézanne, Degas, Gauguin, Manet, Monet, Renoir. Sono una cinquantina di capolavori dei maestri impressionisti, post impressionisti e delle avanguardie dei primi del Novecento in mostra a Palazzo Reale fino al 20 febbraio 2020. L’esposizione, promossa e prodotta dal Comune di Milano con MondoMostre Skira, porta a Milano il meglio della collezione Thannhauser del museo Guggenheim di New York, che dal 1963 la espone in modo permanente in una sezione ad hoc.

È la prima volta che i più importanti capolavori della collezione Thannhauser del Guggenheim arrivano in Europa: dopo la prima tappa al Guggenheim di Bilbao e la seconda all’Hotel de Caumont di Aix-en-Provence, Palazzo Reale rappresenta la tappa conclusiva della mostra, dopo la quale queste splendide opere ritorneranno a New York. Si tratta dunque di un’occasione unica e irripetibile per ammirare lavori di eccezionale qualità di grandi maestri della pittura europea sinora mai esposti fuori dagli Stati Uniti.

Paul Gauguin. Haere Mai, 1891. Olio su iuta, 72,4 x 91,4 cm

Tra le opere presentate a Milano troviamo dunque due dipinti di Pierre-Auguste Renoir: Donna con pappagallino (1871) e Natura morta: fiori (1885); quattro dipinti di Georges Braque, tra cui Paesaggio nei pressi di Anversa (1906), Chitarra, bicchiere e piatto di frutta sopra un buffet (1919), Teiera su fondo giallo (1955) appartenuti a Thannhauser, a confronto con Natura morta (1926-1927) di proprietà del Guggenheim.

Di Paul Cézanne sono esposte sei opere, tra cui quattro di proprietà dei Thannhauser – i due paesaggi Dintorni del Jas de Bouffan (1885-1887) e il magnifico Bibémus (1894-1895), luoghi nei dintorni della Montagna Sainte-Victoire, dove l’artista aveva affittato un capanno per dipingere in solitudine, usando i colori della Provenza e le due nature morte, Natura morta: Fiasco, bicchiere e brocca (c. 1877) e Natura morta: piatto di pesche (1879-1880) – messi a confronto con un altro paesaggio e al celebre Uomo a braccia conserte (c. 1899), prima opera di Cézanne acquisita dal Guggenheim nel 1954, che fece all’epoca molto scalpore per il prezzo pagato di 97.000 dollari.

Vasily Kandinsky
Montagna blu (Der blaue Berg), 1908–09
Olio su tela, 106 x 96,6 cm
1908–09
Oil on canvas
41 3/4 x 38 inches (106 x 96.6 cm)
Solomon R. Guggenheim Museum, New York

Thannhauser aveva collezionato varie opere di Edgar Degas, delle quali in mostra sono esposte tre splendide sculture in bronzo realizzate tra la fine dell’Ottocento e il primo decennio del Novecento: Ballerina che incede con le braccia alzate, Danza spagnola e Donna seduta che si asciuga il fianco sinistro. Dei primi anni del Novecento è un altro bellissimo bronzo: Donna con granchio di Aristide Maillol. Nel 1928 la galleria Thannhauser di Berlino aveva organizzato una grande retrospettiva di Paul Gauguin: a Milano arriva un suo meraviglioso paesaggio Haere Mai del 1891, dipinto a Tahiti, che riflette l’idealizzazione romantica di un paradiso puro che sedusse molti europei al finire dell’Ottocento.

Altro celebre artista collezionato da Thannhauser è stato Edouard Manet: Davanti allo specchio (1876) è uno dei dipinti più importanti della collezione dove il pittore ritrae una nota cortigiana, l’amante dell’erede al trono olandese, di spalle con il corsetto semiaperto; si tratta di un quadro molto intimo, dalle pennellate libere e sfumate che creano l’impressione di una immagine fugace. Accanto a questa troviamo Donna con vestito a righe (c. 1877-1880), all’epoca lasciata incompiuta da Manet e pesantemente alterata: a Milano è esposta dopo un accurato restauro concluso nel 2018 che ha rivelato le rapide pennellate dell’artista e una splendida stoffa blu-viola. Di Claude Monet è esposto il bellissimo paesaggio italiano, Palazzo Ducale visto da San Giorgio Maggiore (1908), donato al Guggenheim da Hilde Thannhauser.

Di Vincent van Gogh sono presenti tre opere: Strada con sottopasso (1887), profondamente influenzato da artisti francesi impressionisti e postimpressionisti e restaurato nel 2018 a cura del Guggenheim; Paesaggio con la neve (1888) e Montagne a Saint-Rémy (1889).

Justin e Hilde Thannhauser con Picasso e il dipinto Aragosta e gatto, Mougins 1965

Un capitolo a parte meritano le opere di Pablo Picasso, grande amico di Justin Thannhauser: in mostra troviamo ben tredici opere, di cui dodici appartenuti ai Thannhauser e una, Paesaggio a Céret (1911), del Guggenheim; si va dal 1900 al 1965 con quadri straordinari: Le Moulin de la Galette e Il picador (1900); Al Caffè e Il quattordici luglio (1901), opere dipinte dall’artista ventenne nel corso del suo primo soggiorno a Parigi; Fernande con una mantiglia nera (c. 1905) di ispirazione fauvista; Donna seduta (1922) ispirata alla statuaria antica; la strepitosa Donna dai capelli gialli (1931), ritratto di Marie-Thérèse Walter, altro highlight della collezione che mostra un rinnovamento radicale nella pittura di Picasso; Natura morta: fruttiera e brocca (1937); Natura morta: frutta e brocca (1939); Giardino a Vallauris (1953); Due colombe con le ali spiegate (1960) e Aragosta e gatto (1965), che riporta un’affettuosa dedica dell’artista al suo amico collezionista: l’opera fu infatti il regalo di nozze di Picasso ai coniugi Thannhauser.

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