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Il Leonardo di Finazzer Flory, genio senza pace condannato alla perfezione

Presentato anche a Las Vegas il "Being Leonardo Da Vinci": abbiamo intervistato l'autore, regista e attore Massimiliano Finazzer Flory

Pittore, architetto, scultore, artista, inventore... profeta sempre in cerca della verità! L'intervista impossibile con Leonardo nel bel film di Massimiliano Finnazer Flory in un evento organizzato alla Casa Italiana di Las Vegas per i 500 anni del genio del Rinascimento

E’ un Leonardo che si racconta con discrezione. Voce pacata e passo misurato dettano il tempo di un’intervista impossibile portata al cinema con Being Leonardo da Vinci, film diretto da Massimiliano Finazzer Flory, che dà anche il volto a Leonardo con un’interpretazione intensa e profondamente umana.

L’opera è stata presentata nelle passate settimane nel Southwest degli Usa nell’ambito una serie di eventi  organizzati dall’Istituto Italiano di Cultura di Los Angeles per commemorare il 500esimo della morte di questo genio  della cultura, non solo italiana.  Nella tappa di Las Vegas, per l’evento organizzato dal centro culturale Casa Italiana di Las Vegas, il film ha ricevuto un’entusiasta risposta dalla platea che non si è lasciata sfuggire l’occasione di rivolgere domande direttamente al regista Finazzer Flory, presente in sala con Jacopo Rampini che nel film interpreta uno dei due giornalisti a cui Leonardo concede l’intervista.  Dicevamo un Leonardo discreto, quasi intimo che risponde con acume, ironia, ogni tanto divagando dal senso originale della domanda con quel fare tipico che appartiene solo ai geni. E visto che Leonardo fu una molteplicità di cose in vita, pittore, inventore, ingegnere, filosofo, le domande che i due fortunati reporters gli rivolgono si susseguono in un turbinio misto di eccitazione e incredulità nell’avere proprio lui, il Maestro, a spiegare la sua vita e missione.  Being Leonardo racconta come due giornalisti, Jack di New York, giovane e irrequieto, e Francesco, piu’ maturo, tradizionale, di Milano, entrambi in cerca dello scoop da scrivere per il 500esimo della morte di Leonardo,  finiscano con l’incontrarsi casualmente ad Amboise in Francia nella Chapel de Saint-Hubert dove l’artista inventore venne sepolto.  E mentre Jack e Francesco dissertano tra loro, alla ricerca di qualcosa possibilmente ancora non detto su Leonardo ecco che il maestro  si presenta loro davanti. Leonardo appare come l’incarnazione di uno dei suoi autoritratti, gli abiti, la barba tutto perfettamente aderente alle documentazioni storiche. Così come le risposte alle domande dei giornalisti. L’aderenza ai fatti storici è infatti cruciale per Massimiliano Finazzer Flory. Quando a conclusione della visione del film gli è stato chiesto come gli sia venuta l’idea di realizzare il film incentrandolo su un’intervista impossibile, questo è quello che ha risposto:

Da sx a dx- Massimiliano Finazzer Flory, Jacopo Rampini, Claudia Costantino Griffith direttore marketing e Antonio Stefania direttore di Casa italiana di Las Vegas, Michael Cristalli console italiano onorario di Las Vegas

“Leonardo nel film incontra due giornalisti, l’anziano ed il giovane, cioè la tradizione e l’innovazione, ma un punto deve restare fermo, la ricerca della verità. Ho scelto questo perchè volevo fare un omaggio al vero giornalismo, quel giornalismo che ha delle domande e non solo già le risposte.”

E le risposte che Leonardo dà? Quanto lavoro c’è dietro?

“Tutte le risposte date da Leonardo nell’intervista sono storicamente documentate. Abbiamo cercato in oltre settemila codici, in tutto il materiale scritto da e su Leonardo per assicurarci che tutto fosse autentico. Lo stesso per le sue espressioni, nel film si vede un Leonardo che non ha mai un’espressione felice, perchè è troppo semplice essere felici.”

L’autenticità in Being Leonardo è presente in ogni dettaglio, letteralmente. Fin dall’inizio del film dove parafrasando la classica didascalia che appare ad inizio di tanti film   “…fatti e luoghi sono immaginari… ” Qui invece il regista ci tiene a specificare che tutto è autentico, il ruscello che si vede ad inizio film è proprio quello in cui Leonardo bambino giocava gettando pietre e restando affascinato a guardare i cerchi concentrici creati dalle pietre. Così come la casa natale a Vinci. “Il film – continua Finazzer Flory –  nasce per porre una questione, il cambiamento climatico. A teatro non potevo fare vedere la natura, l’acqua, il fatto che Leonardo sia stato il primo eco designer della storia. L’acqua nel film è un Io narrante che ci conduce dentro un rigagnolo una cascata, un fiume, un canale, un disegno, dove c’è una vita per Leonardo l’uomo è il mondo in miniatura, la fotografia del film diventa pittura digitale stile life.”

Ciò che colpisce in Being Leonardo è il ritmo scelto per la narrazione pacato tuttavia incisivo

“Il passo saggio è lento per scelta. Suggerisce un mondo che va di corsa ma senza sapere dove.”

Quasi un paradosso se si guarda al mondo in cui Leonardo è vissuto, che di certo di corsa non andava  e nel quale si è trovato a vivere e creare una delle figure piu’ complete inventive e irrequite dell’arte e della scienza. Non è un caso che in una delle scene finali del film sia proprio la frase pronunciata da Jack, che guardando Leonardo allontanarsi esclama come sia “un genio senza pace” a dare la summa della personalità di un uomo che per tutta la sua vita ha inseguito l’inimmaginabile. L’animo inquieto, la sua curiosità senza pari, hanno da sempre dato adito ad ipotesi ardite sul come e perchè Leonardo fu il genio che conosciamo. Quasi fosse una creatura proveniente da un altro universo, di tanto in tanto viene fuori anche la teoria che fosse adhd ovvero iperattivo con deficit dell’attenzione.  Una delle domande rivolte a Massimiliano Finazzer Flory è stata proprio questa, se si ritiene che Leonardo dovesse la sua inventiva ad una mente che correva piu’ del corpo. Impeccabile la risposta del regista: “Se Leonardo fosse stato un impiegato di banca allora la sua mente sarebbe stata un problema, ma per disegnare e creare era la mente perfetta.”

Massimiliano Finazzer Flory nella parte di Leonardo Da Vinci

Cosa ci proporrà dopo Being Leonardo?

“Tra i progetti futuri – dice Finazzer Flory – a teatro la vita di Verdi, l’uomo che ha inventato Broadway. Ma il vero progetto, anche in America, sempre a teatro è un cortometragigo, Inferno di Dante come omaggio a Franco Zeffirelli che ha interpretato il poeta.”

“Being Leonardo, un’intervista impossibile”, è stato prodotto nel 2019 in Italia in collaborazione con Rai Cinema con il patrocinio del Comitato Nazionale per le celebrazione del 500esimo anniversario della morte di Leonardo da Vinci. L’opera  ha già ricevuto numerosi riconoscimenti: Winner Best Indie Filmmaker – New York Film Awards 2019; Winner Best Actor – Los Angeles Actors Awards 2019; Winner Honorable Mention: Narrative Film – Los Angeles Film Awards 2019; Winner Award of Excellence – Vegas Movie Awards 2019; Winner Best Narrative Feature – Los Angeles International Film Festival 2019. Los Angeles International Film Festival 2019.  Winner a Los Angeles per Hollywood film competition 2019, Winner L.A. Shorts Awards October 2019.

 

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