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25 aprile: il reportage fotografico del campo degli internati italiani in Germania

Le immagini dello Stalag XB in cui furono concentrati la maggior parte degli Internati Militari Italiani in Germania catturati dopo il settembre del 1943

di Mario Cusimano

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Il reportage fotografico sugli internati italiani in Germania di Mario Cusumano

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Il reportage fotografico sugli internati italiani in Germania di Mario Cusumano

Il campo Stalag XB è rimasto immutato in tutti questi anni sebbene ormai decadente. Il colore giallo ocra delle baracche è ancora ben visibile, enfatizzato dal verde rigoglioso dei prati che lo abbraccia con tutta  la sua forza. (Foto di Mario Cusimano)

Il campo di reclusione Stalag Xb si staglia all’orizzonte, fermo, immobile.

Sembra cristallizzato in un tempo indefinito, le baracche una uguale all’altra, moduli architettonici ben precisi che fanno dell’anonima essenzialità la loro caratteristica primaria.

Una geometria rigorosa che omologherebbe  lo spazio se non fosse per una natura rinvigorita dal tiepido sole primaverile.

Tra i campi di prigionia lo Stalag XB è quello dove la maggior parte degli I.M.I. sono transitati.

I.M.I. – Internati Militari Italiani.

Per conoscere la loro storia è necessario focalizzarsi su due date in particolare:

8 settembre 1943.

La guerra si sarebbe conclusa due anni dopo ma l’armistizio  dichiarato nel settembre del ’43 tramite un comunicato del generale Badoglio aveva ufficializzato la resa dell’Italia alle forze alleate e la rottura definitiva con il nazismo.

Lo scenario si capovolse immediatamente e 750.000 soldati italiani, sia in Patria che all’estero furono catturati dalle forza tedesche.

I soldati  vennero deprivati dal regime nazista del titolo di prigionieri di guerra e furono classificati come I.M.I. –  Internati Militari Italiani.

Questa scelta ebbe un risvolto fondamentale e drammatico:  annullava di fatto  le tutele stabilite  dalla Convenzione di Ginevra come la protezione  da parte della  Croce Rossa Internazionale   e obbligava al lavoro forzato.

I dissidenti  catturati furono reclusi nei campi di prigionia tedeschi.

Per loro si prospettò una sola scelta: aderire alla nascente Repubblica Sociale Italiana e collaborare con le forze naziste.

Oltre 650.000 si rifiutarono abbracciando quell’ideale di resistenza oramai dilagante contro il nazi-fascismo e andando consapevolmente incontro alla prigionia che durerà fino alla liberazione da parte degli alleati.

Le condizioni disumane all’interno dei campi di prigionia tedeschi sono tristemente note. I prigionieri vivevano all’interno di baracche prive di servizi igienici,  di ogni bene essenziale, malnutriti e costretti a  lavorare in condizioni estreme.

Non sono rare  le umiliazioni e le percosse da parte dei soldati tedeschi. 50.000 morirono di stenti.

25 aprile 1945.

Milano viene liberata dalla forze nazifasciste. Un evento di elevata importanza storica considerata la forza simbolica della città e anticipatore della vittoria nazionale contro il governo fascista e l’occupazione nazista.

Non a caso questo giorno è stato preso come riferimento per festeggiare l’anniversario della liberazione d’Italia.

Il campo Stalag XB è rimasto immutato in tutti questi anni sebbene ormai decadente. Il colore giallo ocra delle baracche è ancora ben visibile, enfatizzato dal verde rigoglioso dei prati che lo abbraccia con tutta  la sua forza.

Il silenzio che si respira camminando tra le vie del campo racconta di un passato che merita di essere ricordato maggiormente, la storia degli I.M.I. è la storia  di una scelta, quella di opporsi al compromesso sacrificando il proprio presente per un ideale di libertà.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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