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Proiettarsi in quella foto dell’Amazzone d’Ercolano di Mimmo Jodice

La mia vita “rovinata” dal tempo e dagli eventi, ma che resiste, nonostante tutto. Con la forza della sua femminilità e il suo sguardo aperto alla vita e all’amore

The Amazon of Herculaneum by Mimmo Jodice

E’ il 3 Gennaio 2021. Mi imbatto silenziosamente e per caso nella magia visionaria delle fotografie di Mimmo Jodice. Guardo affascinata le sue foto anni ’70 che lo ritraggono intento a lavorare. Poi sfoglio le immagini che il suo occhio attento e innovativo hanno saputo cogliere. Paesaggi. Luoghi.  Identità. Storia. Cultura. Ricerca. Sperimentazioni. Non finisco più. Guardo avida il suo sito, scorro le foto, torno indietro. Riguardo. Un tuffo in un mondo. Dentro il mondo di uno sconosciuto che per me è già meno sconosciuto di qualche minuto fa. Salto dentro un uomo e la sua anima che, adesso, sono certa di conoscere meglio di altri che lo conoscono da sempre o che lo hanno conosciuto.

L’Amazzone d’Ercolano di Mimmo Jodice

Come è bello”, sussurro fra me e me. “Che sguardo. Come è affascinante”. Mimmo Jodice è del 1937. E dalle foto che lo ritraggono non posso che cogliere subito la sua fermezza e la sua presenza. Di colui che tiene la propria vita salda nelle sue mani salde; che conosce il senso della sua vita e del suo sé. Scorro ancora. Scelgo la sezione Mediterraneo. Le ombre immortalate dallo scatto che ritrae un preciso momento, ma che ritorna ogni giorno e che dura per un tempo infinito. La storia nelle posture e nella fierezza dei monumenti e delle opere. Le statue. I loro resti. La polvere. Ma ce n’è una su cui mi soffermo di più: Amazzone da Ercolano, scattata nel 2007.

Un volto recuperato da una rovina. Uno sguardo scalfito dal tempo. Ma pur sempre integro e di una intensità fottuta. Mi cattura. Lo trovo inspiegabilmente magnetico. Ma la trasfigurazione è immediata. Sono io. E’ la mia proiezione di me stessa. Mi soffermo colta da un senso di ansia e di mistero. Un po’ mi impressiona la sensazione di devastazione. “Fisica o introspettiva?”. Una fotografia che mi costringe a prendere atto della mia condizione attuale. La mia vita “rovinata” dal tempo che passa e dagli eventi, ma che resiste, nonostante tutto. Ed è ancora lì, anzi qui. Con la sua bellezza e la sua forza. Con la sua femminilità e il suo sguardo languido, rilassato, pronto ad accogliere il presente e il futuro. Uno sguardo aperto alla vita e all’amore. Così sono io. Oggi, 3 Gennaio 2021.

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