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La scomparsa di Arturo Di Modica, lo scultore di Wall Street con la Sicilia nel cuore

Era tornato nella sua Vittoria, aveva 80 anni. Il suo "Charging Bull" era ormai il simbolo della riscossa non solo della borsa di New York ma dell'America

Arturo Di Modica nel 2017 accanto al suo toro a Wall Street (Wikimedia/Oneiromante)

La storia del toro che carica è emblematica del carattere di Arturo Di Modica, della sua idea di bellezza, del suo coraggio e della sua passione per la provocazione. Anni dopo si arrabbiò moltissimo quando con un altro blitz misero la "Fearless girl" davanti al suo bull...

Mi dispiace che sia morto Arturo Di Modica, lo scultore del Toro di Wall Street, il  “Charging bull” che avevo messo sulla copertina del mio libro Orgoglio e Pregiudizi con la “Bambina senza paura”che lo sfida.

La prima pagina del New York Post sulla rimozione del toro di Arturo Di Modica da Wall Street

Arturo Di Modica aveva 80 anni, è morto  nella sua casa di Vittoria in Sicilia. Da tempo combatteva contro un tumore. Orgogliosamente figlio della cittadina barocca del ragusano, voleva donarle un’opera che aveva già ideato ma che resterà incompleta. Aveva immaginato dei Cavalli dell’Ippari, due mastodontiche sculture che sognava di collocare sopra il fiume Ippari. A Lucio Luca di Repubblica proprio pochi giorni fa  aveva confessato: “Ho completato due cavalli in bronzo da otto metri che si uniscono in un arco. Li ho chiamati Fighting Horses, i cavalli che combattono. Si tratta di un prototipo che venderò per finanziare quelli da 40 metri da piazzare sopra il fiume Ippari che costeggia Vittoria, la mia città. È il regalo che voglio lasciare alla mia terra.  

“Aveva un Parco  pieno di sue sculture nella sua casa di Vittoria”, racconta Lucia Pasqualini console oggi in Cina  a Guangzhou, ma che aveva conosciuto Di Modica quando era diplomatica a New York. “Avevo visto i due cavalli che sognava di poter realizzare per Vittoria come omaggio alla sua città. Un’opera imponente. Aveva la Sicilia nel cuore ed era  molto orgoglioso delle sue radici italiane e siciliane. Per questo voleva fare qualcosa di grandioso per il suo paese. Restituire quello che aveva potuto realizzare andando negli  Stati Uniti”.

Arturo Di Modica

L’artista Arturo Di Modica accanto alla sua opera (Foto da chargingbull.com)

Da oltre un anno era tornato a Vittoria, raccontano gli amici, non era più andato in America, un po’ per le sue condizioni di salute, un po’ per le restrizioni del covid. La malattia lo affaticava, ma era sempre pieno di progetti e idee. “È stato estroso, coraggioso, ambizioso, generoso, sicuramente un provocatore”, aggiungono tutti quelli che gli sono stati accanto. “Ha visto il mondo come altri non l’hanno visto e ha dato al mondo molto di più di quello che ha avuto e visto.” Un visionario della bellezza.   

La storia del Charging bull è emblematica del carattere di Arturo Di Modica della sua idea di bellezza, del suo coraggio e della sua passione per la provocazione. “Era un periodo di crisi, la Borsa di New York aveva perso in una notte più del venti per cento e tanta gente era piombata nella depressione più nera – ha raccontato a Lucio Luca- . Con qualche amico cominciai a chiedermi cosa potevo fare io per la “mia” città. Sì, certo, sono di Vittoria, ma se vivi più di 40 anni a New York non puoi non sentirla anche tua. E allora mi venne in mente di scolpire un toro, l’immagine della Borsa che cresce: doveva essere uno scherzo, una provocazione. E invece è diventata una cosa maledettamente seria. Mi hanno detto che, dopo la Statua della Libertà, il Charging Bull di Bowling Green, a due passi dal tempio della finanza mondiale, è il monumento più visitato a New York. Ha superato persino l’Empire State Building”.

Di Modica ideò un vero e proprio blitz studiato nei minimi dettagli per scaricare a sorpresa e provocatoriamente quelle tre tonnellate di bronzo che divennero un mito, il simbolo della potenza americana, davanti al quale tutti volevano farsi fotografare. Una tappa obbligata per i milioni di turisti che sbarcavano a New York prima del Covid.

Fearless Girl Toro di Wall Street

La “Fearless Girl” di Kristen Visbal che sfida a Wall Street il “Charging Bull” di Arturo Di Modica (Foto Flickr/ Anthony Quintano)

Si arrabbiò moltissimo quando con un altro blitz misero la “fearless girl” davanti al suo Toro. Era il 7 marzo 2017. Piccola, con le mani sui fianchi e il mento alzato in segno di sfida doveva rappresentare la resilienza della leadership femminile nel mondo maschilista della finanza. La statua di soli 130 cm divenne in pochi giorni un mito oscurando la fama del “Charging Bull” mutato all’improvviso in  un’immagine negativa da contrastare con coraggio. Tutti, soprattutto bambine ma anche donne adulte volevano una foto con lei  nella stessa posizione di sfida e si ammassavano sul piccolo spazio circondato dal traffico. Ci furono anche incidenti stradali per la troppa folla attorno alle due sculture, con  il Toro che era diventato il gigante da sconfiggere.

La copertina del libro di Tiziana Ferrario Orgoglio e Pregiudizi

Arturo Di Modica, arrabbiato,  si rivolse agli avvocati, e chiese al sindaco di New York di togliere quella bambina senza paura davanti al suo Toro. Doveva restare solo un mese, ma il sindaco Bill de Blasio davanti al clamore crescente decise  di prorogare per un anno il permesso per la Fearless girl, accogliendo le richieste delle  organizzazioni femministe newyorchesi. Solo nel novembre 2018 la Fearless Girl fu spostata davanti alla Borsa di New York, dove solitaria ora  passa inosservata e ha perso il fascino di prima. La piazzetta di Bowling Green è tornata ad essere il regno del Charging Bull, che a sua volta non ha più lo stesso smalto di prima. Insieme erano un’attrazione e avevano un valore simbolico. Arturo Di Modica però aveva vinto la sua battaglia. Sino all’ultimo è stato un combattente

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