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New York: una città che dice “Grazie” con opere artistiche e nuovi spazi verdi

Il parco di Hudson River accoglie da due anni una installazione a sostegno di (RED) e della lotta contro le epidemie. Ne parliamo con l'artista Stephen Powers

Photos via red.org/paint

La scritta a Hudson River Park - Photos via red.org/paint

La città cambia dopo il lock down e si prepara a creare nuove aree con alberi, spiagge, luoghi di ritrovo perchè "il senso di comunità ci può salvare e mantenere la speranza"

Un buco da 10 milioni di dollari. Appello per raccogliere fondi. La pandemia ha cancellato tutti gli eventi, tenuto lontano le troupe di Hollywood e migliaia di donatori che hanno indirizzato gli aiuti verso altre emergenze tra cui quella sanitaria.

Non è l’unico spazio verde della città a lanciare un messaggio. Dall’autunno 2019 nella parte sud di  Hudson River Park, al Pier 40 è stato affisso un messaggio di gratitudine, un murales dell’artista Stephen Powers che dice “VOGLIO DIRTI GRAZIE” . L’opera è stata realizzata per i newyorchesi e la sua storia è molto toccante: fa parte di una campagna di sensibilizzazione che ha coinvolto i più talentuosi artisti del mondo a sostegno del  Global Fund.

La partnership tra leader politici, società civile, settore privato, e persone affette da AIDS, tubercolosi, e Malaria che hanno contribuito con $4bn di dollari all’anno per il fondo salva vita contro le pandemie. I murales sono stati realizzati in punti strategici in tutto il mondo In in New York, Londra, Washington D.C., Berlino e Parigi. L’iniziativa è stata curata dal Museo della Strada e dai suoi fondatori, l’associazione degli Amici dell’Hudson River con contributi della fondazione Bill & Melinda Gates e organizzata da (RED), la non-profit fondata da Bono e Bobby Shriver nel 2006, con l’intento di combattere l’ AIDS. In 15 anni sono stati raccolti più di $600 millioni per il Fondo globale che si impegna a fronteggiare le epidemie anche di  Tuberculosi and Malaria, e sostenere i Paesi del mondo più colpiti da queste malattie, come  Ghana, Kenya, Lesotho, Rwanda, South Africa, eSwatini, Tanzania and Zambia.

Stephen Powers

Stephen Powers, artista di fama internazionale, vive e lavora a New York. “Nel marzo 2020 sono stato contattato dal proprietario del Great Oak Cafe, Scott Ottewill, che aveva intenzione di creare un tributo per ringraziare il servizio sanitario nazionale. La mia  galleria, ‘Art by Osian’, è stata chiusa durante il lock-down e per me è stata l’occasione giusta per omaggiare il coraggio di medici, infermieri, volontari che lavorano per salvare la situazione. Ho cominciato a dipingere il murales il15 aprile 2020 e l’ho finito il 2 giugno, impiegando 127 ore di lavoro, con una grandezza di 17.5ft x 8ft, situato nel giardino di Compton’s Yard Trust. Il progetto ha coinvolto sponsor e comunità locali e grazie ai contributi siamo riusciti a coprire i costi di realizzazione”. Il ringraziamento è rivolto a tutti quelli che si stanno adoperando per resistere durante questo momento durissimo. Durante la creazione della scritta abbiamo girato dei brevi video così da coinvolgere le persone nello sviluppo del progetto. “Spero sinceramente che questo messaggio arrivi al maggior numero di persone possibile, soprattutto quando tutto questo sarà finito e potremo tornare a vivere liberamente”.

“I WANT TO THANK YOU è una frase tratta dalla canzone omonima di  Alicia Meyers, dipinta con l’ispirazione che anima un Dj quando suona la sua musica ed è dedicato al Paradise Garage e all’artista David Wojnorawicz, un artista morto di Aids a 36 anni, fondatore del progetto “Cercare il possibile ovunque”  per infondere ispirazione e speranza per le generazioni future. “Ci ricorda– ha spiegato Powers – che il senso di comunità ci può salvare e mantenere la speranza”.

E si guarda anche al futuro. Dopo due anni dalla presentazione del progetto della associazione Hudson River Park Trust che ha messo a disposizione 5 acri di parco e spiaggia, è stata posata la prima pietra graziue all’intervento del   Whitney Museum of American Art. Ora sembra che la nuova area, Gansevoort Peninsula avvierà i lavori in primavera- Diventerà una spiaggia pubblica per i newyorkesi e sorgerà Tra Gansevoort Street e Little West 12th Street, e sarà situata a Little Island al Pier 55 dove si trova l’evanescente scultura di David Hammons’ Day’s End .

Rendering of Day's End by David Hammons, opening Fall 2020. Courtesy Guy Nordenson and Associates

Rendering della scultura Day’s End di David Hammons, 2020. Courtesy Guy Nordenson and Associates

Nel 2023 l’opera sarà completata con una parte di sabbia e un’area di attracco per i kayak (importante per raggiungere sia il  Pier 40 che il porto di Jersey City). Sarà anche realizzato un grande campo da calcio nella parte nord, una parte riservata agli animali e una spianata d’erba per tutte le quattro miglia del parco, con tavoli da picnic e sedie sdraio rivolte verso la coste del Jersey. Nonostante non sia balneabile, questa nuova parte potrà difendere Manhattan dal pericolo di mareggiate. In accordo con la compagnia Turst, Gansevoort Peninsula sarà finanziata anche dalla città di New York.

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