Cerca

Arte e DesignArte e Design

Commenti: Vai ai commenti

Tonino Lamborghini e quello stemma del Toro che carica in tutto il mondo

Il figlio di Ferruccio, papà della mitica Miura, ha costruito un’azienda globale di lifestyle in nome della qualità e del saper vivere italiano

Da sinistra, Tonino e Ferruccio Lamborghini

Dagli hotel a 5 stelle agli orologi, dalla pelletteria alle golf cart. E ora ha passato il volante a suo figlio, che ovviamente si chiama Ferruccio

Lifestyle experience brand. Questa è da 40 anni l’idea imprenditoriale di Tonino Lamborghini, figlio di quel gran genio di Ferruccio che negli anni Sessanta ha prodotto la Miura e tante altre auto da sogno. Tonino Lamborghini padre di Elettra, cantante e showgirl da tormentone estivo, che con il suo pistolero-bandolero ti entra nel cervello mentre scala la hit parade.

Tonino Lamborghini bambino con mamma Annita e papà Ferruccio

Non è finita. Tonino, che oggi ha 74 anni, è padre di altri quattro figli tra cui Ferruccio, che si chiama come il nonno: 30 anni, unico maschio, ama correre ed è campione italiano di motociclismo. Dal 2018 ha ricevuto dal padre il comando operativo dell’azienda.

Generazione di fenomeni. Se il capostipite Ferruccio amava la velocità delle auto e la potenza dei trattori, lui, Tonino, commendatore della Repubblica, ai primi anni Ottanta ha l’idea di un business ad ampio raggio e lancia il simbolo del “Toro che carica” su scudo rosso con il suo nome e cognome. Scusate se è poco.

Sceglie una strada diversa. Divenuta azienda, la Tonino Lamborghini comincia nel 1981 con un’ampia gamma di prodotti nel settore del lusso: orologi, occhiali, pelletteria, cellulari, profumi. Poi passa ai complementi d’arredo, all’abbigliamento, agli accessori sportivi. Produce golf & utility cart e vent’anni fa il commendatore è uno dei padri dell’auto elettrica in Italia. Poi si lancia nei prodotti beverage e quindi fa il salto nel design e nell’architettura, progettando ambienti total living griffati, hotel a 5 stelle, buildings in Cina e Brasile, caffetterie e ristoranti a marchio.

Una delle prime pubblicità: 1981

Il nome, il cognome e il marchio del toro che carica. Quel marchio Tonino Lamborghini lo ha difeso con le unghie e con i denti all’inizio degli anni ’80, ingaggiando una battaglia giudiziaria niente meno che con Lee Iacocca, patron della Chrysler, la fabbrica di Detroit che aveva comprato le automobili Lamborghini nel 1974.

“Ma solo le auto, non il marchio”, racconta oggi. “Mio padre quando le vendette non aveva neanche 60 anni. Decise che si era stancato: troppe questioni con i sindacati, troppe arrabbiature. Si dedicò alla sua tenuta vitivinicola in Umbria, costruì un campo da golf e toccò a me il compito di seguire le aziende che avevamo, dai trattori ai bruciatori alle pompe idrauliche”.

Prodotti anni 90

Tonino Lamborghini aveva in testa idee diverse. “Sentivo la voglia di fare qualcos’altro e partii con gli accessori, borse, pelletteria. E come Gucci e Hermès si ispirano al mondo equestre, io mi sono ispirato al mondo meccanico. Ed è andata bene, molto bene. Tanto che siamo ancora qua, nonostante varie vicissitudini. I nuovi proprietari della Lamborghini avevano la pretesa di essere loro i proprietari del marchio, e invece avevano comprato un’azienda per fare automobili e solo quello, non il marchio. Per cui liti, liti, liti: alla fine ho vinto io e mi hanno strapagato”. Ebbe un danno da cento miliardi di lire e il tribunale dopo anni di cause in America, in Inghilterra, in Germania, gliene riconobbe una buona parte.

“Negli anni Ottanta ero giovane, avevo trovato la mia strada imprenditoriale, ero all’apice del successo: poi, dall’oggi al domani, per una sentenza del tribunale, non potevo più vendere orologi, occhiali, profumi, pelletteria. Ma non mi sono arreso, sono ripartito e tutto è continuato”.

Tonino e Ferruccio Lamborghini (Foto di Paulo Reftle)

Siamo arrivati ad oggi, 40 anni dopo, sempre nel segno dell’intraprendenza. Ferruccio Lamborghini, ceo dell’azienda, nel celebrare questo importante traguardo ha deciso di riprendere in house alcuni dei prodotti core del settore luxury, come orologi, occhiali e pelletteria, e di stringere nuove joint venture nel settore del vino, delle golf cart e del real estate. La continuità della logica del “lifestyle experience brand” è data da uno stile di vita a 360 gradi deciso, forte, riconoscibile e fortemente evocativo dei valori caratterizzanti la storia di famiglia, ovvero la passione per l’ingegneria meccanica e per l’italianità. “Per un consumatore audace e sicuro di sé, che ama uscire dalla propria comfort zone scegliendo accessori dal carattere dirompente”, viene spiegato dall’azienda, che ha come mercati di riferimento il Far East (30%) e il Medio Oriente (30%) mentre il restante 40% è spalmato su altre aree, in particolare Stati Uniti e Brasile.

Spyder leggero Crono

Tra i primi progetti del giovane Ferruccio, entrato sei anni fa ad affiancare il padre, c’è la collezione Tonino Lamborghini Swiss Watches, presentata a fine 2019. Insieme al designer italiano Fulvio Locci e a uno storico produttore svizzero di alta orologeria, Ferruccio Lamborghini ha creato nuovi modelli automatici di fascia medio-alta che si affiancano ai crono al quarzo best-seller dal posizionamento più accessibile. Rigorosamente Swiss made e dal design audace, dedicati soprattutto a mercati internazionali come Usa, Medio Oriente e Sudest asiatico, sono caratterizzati da ricerca manifatturiera, ergonomia e performance grazie a componenti in titanio, vetro zaffiro ed elementi racing.

Il secondo progetto totalmente in-house è legato ad uno dei primi prodotti a marchio firmati da Tonino Lamborghini sin dai suoi esordi nel 1981: la pelletteria. La nuova collezione di piccola pelletteria e borse da viaggio ha come target principale l’uomo, un’intera linea è dedicata ai millennial, ma una piccola capsule è stata disegnata anche per una clientela femminile.

Quest’anno è stata presentata anche la prima collezione Eyewear interamente realizzata dall’azienda, dopo anni di esperienza con partner in licenza: gli occhiali sono già in vendita sull’e-boutique lamborghini.it.

Tra le prime joint venture ricordiamo quella siglata nel 2018 con Dasan, la corporation sudcoreana nel settore delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione. La nuova società TL International, Inc. ha il compito di realizzare accessori tecnologici a marchio Tonino Lamborghini in collaborazione con i migliori produttori di luxury device. Esempio: la linea di massaggiatori wireless in co-branding con il partner cinese Breo.

Il rendering del residence a Balne rio Cambori£ in Brasile

Nel settore automotive, è in piedi da tre anni un accordo con la Kinetic Green Energy del gruppo indiano Firodia per la progettazione e la produzione di golf cart che saranno commercializzate, oltre che in India, in Usa, Middle East e Asia.

Nel settore beverage, è di due anni fa la joint venture siglata da Ferruccio “Lamborghini Sangue di Miura”, partnership con l’azienda vitivinicola umbra Tenuta Lamborghini fondata nel 1968 dal nonno, poi ceduta, che da anni si avvale della consulenza di uno dei più celebri enologhi italiani, Riccardo Cottarella.

Business Hotel Kunshan

Infine l’hospitality. Progetto nato inizialmente con la realizzazione di cafè e ristoranti branded con un’esperienza di Italian style nel caffè, cioccolato, energy drink, vini, si è poi ampliato ad alberghi a 5 stelle, real estate e residence con il marchio Tonino Lamborghini. Dedicati ad una clientela top, le location rappresentano perfettamente la vision del brand: portare nel mondo la passione e lo spirito italiano attraverso luoghi in cui l’italianità si esprime in tutta la sua esplosiva vitalità, creatività, bellezza e alta qualità. Nel 2012 è stato inaugurato il primo progetto di hotel a 5 stelle in Cina, il “Tonino Lamborghini Library Boutique Hotel” a Suzhou. A questo si sono aggiunti, sempre in Cina nel 2013, il “Tonino Lamborghini City Center Hotel” a Kunshan e, nel 2014, il “Tonino Lamborghini Lake Side Hotel” a Huangshi.

 

È in fase conclusiva, con apertura prevista per questo autunno, il nuovo complesso delle due torri residenziali Tonino Lamborghini a Chengdu, all’interno del quale convergeranno attività commerciali, culturali e residenziali. I due grattacieli alti 180 metri saranno caratterizzati dall’inconfondibile stile del marchio Tonino Lamborghini in collaborazione con lo Studio Marco Piva.

Funo di Argelato – Tonino Lamborghini

Non è solo la Cina il mercato di riferimento dell’azienda bolognese nel settore dell’Hospitality. A febbraio 2020 è stato infatti lanciato il progetto “Tonino Lamborghini Residences a Balneário Camboriú”, nella celebre “Dubai brasiliana”: 67 unità residenziali, di cui il 50 per cento vendute in soli due mesi, saranno arredate con le soluzioni di interior design della linea Tonino Lamborghini Home. Sviluppando ulteriormente la gamma di accessori legati all’Italian living, l’azienda ha ampliato la collezione Tonino Lamborghini Home composta di arredo, ceramiche e accessori per il bagno.

Insomma, il toro carica da 40 anni in tutto il mondo. E la Tonino Lamborghini nel 2019 ha brindato a un fatturato indotto dal giro d’affari del marchio di 420 milioni di euro.

Iscriviti alla nostra newsletter / Subscribe to our newsletter